Queste sono le domande più importanti su abbronzatura e creme solari per una pelle che non invecchia

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Queste sono le domande più importanti su abbronzatura e creme solari per una pelle che non invecchia

Abbronzatura estiva: migliori creme solari se il sole invecchia la pelle. A cura di Simona Vignali Naturopata Life-style Coach

Quando si parla di abbronzatura estiva, come Naturopata ci tengo sempre a chiarire un punto: l'esposizione al sole senza le giuste strategia invecchia la pelle. E' un dato di fatto e non basta solo usare le creme solari, fossero anche le migliori creme sul mercato. Vediamo cosa fare. Segui gli articoli e video di Simona Vignali, con studi scientifici che li dimostrano, da 30 anni Life-style Coach, Naturopata esperta di alimentazione.

Una guida pratica su come prendere il sole per non invecchiare la pelle

Guida pratica e concreta creata dalla Naturopata Simona Vignali, autrice del libro “Estetica Olistica”, su come prendere il Sole, scegliere la crema solare, cosa fare prima e dopo, adattato alla pelle di ciascuno. 

  • Vuoi sapere come avere una pelle sana e abbronzata anche in estate? 
  • Desideri una bella abbronzatura, uguale su tutto il corpo? 
  • Vuoi che l’abbronzatura faccia la pelle luminosa?
  • Tutti siamo convinti di sapere ogni cosa su come prendere il Sole, vero? 

Siamo Italiani e il rapporto con il mare, o i fiumi e laghi, è antico. La forma stretta e allungata del paese mette tutti in contatto col mare, e le città sono nate sempre in prossimità di corsi d’acqua. Ci sono poche montagne e siamo circondati dal Mediterraneo.

Chi non possiede almeno un paio di creme solari in casa? Tutti.

leggiamo e ripetiamo i vari consigli: che non ci si espone nelle ore più calde e meno che mai senza la crema protettiva.

E allora perché l’OMS dichiara che 1 cancro su 3 è un cancro alla pelle?

Le diagnosi aumentano ogni anno.

Si tratta di uno dei principali tumori che appaiono in giovane età e in Italia è il terzo tumore più frequente in entrambi i sessi, al di sotto dei 50 anni.

Per capire meglio abbiamo girato la domanda a Simona Vignali, Naturopata ed autrice del libro “Estetica Olistica”, dove parla della salute delle pelle in chiave naturopatica.

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I numeri sui rischi per la pelle di esporsi al sole

“L’85% dei melanomi cutanei nel mondo, appare nelle popolazioni di Nord-America, Europa ed Oceania. La “razza” più sensibile è quella caucasica.”

“Il rischio è legato a fattori genetici, ereditati, fenotipici, cioè legati all’ambiente e alla combinazioni tra questi.

Ad esempio il 10-15% insorge nel fenotipo chiaro, pelle bianca, con presenza di molti nevi displastici. In altre parole di nei dalla forma irregolare, da tenere sotto controllo.Incide poi la storia familiare, se ci sono stati dei casi in famiglia e così via:”.

Continua Simona Vignali:

“ il più importante fattore di rischio ambientale è stato identificato nell’’esposizione a raggi UV, i relazione alla quantità, al modo, se continuo o intermittente, all’età; infatti il rischio maggiore lo corrono i bambini piccoli e gli adolescenti.”

“Chi si espone ai raggi UV corre un rischio doppio, rispetto a chi non lo fa e aumenta decisamente nel fototipo chiaro.

Uno studio Australiano, prospettico,  ha rimarcato che l’uso delle creme con filtro solare ha ridotto il rischio di melanoma nella popolazione australiana.”

“Da non dimenticare l’uso dei lettini abbronzanti. Purtroppo molti studi hanno evidenziato l’aumento del rischio di melanoma in chi ne fa uso, particolarmente in età adolescenziale o in giovane età.”

“I casi registrati in Italia annualmente oscillano tra i 13.000-16.000, a seconda delle fonti, ma sono comunque tantissimi.

La prevalenza dei casi indica che il Nord-Centro è in testa, rispetto al Sud Italia”.

Certo che sono dati importanti che devono far riflettere sulle nostre abitudini e falsi miti e credenze e allora qual’è la verità sull’abbronzatura?

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Quale SPF scegliere?

Iniziamo dall’SPF. 
Cos’è e a cosa serve?
E’ veramente utile?

“Assolutamente-risponde SImona Vignali- il Fattore di Protezione Solare è un indice creato per indicare, a livello mondiale, il livello di protezione solare offerto da un prodotto.

Il procedimento universale adottato si chiama MED (Dose Minima Eritematogena) ed è il seguente.  Dei volontari si espongono al Sole e la dose più bassa di UV necessaria a far arrossare la pelle alla distanza di 24-26 ore è la MED.

La differenza tra la MED su pelle protetta e quella sulla pelle senza protezione indica il valore, in numero, SPF.

Ad esempio SPF 3 significa che la quantità del tempo di esposizione al Sole prima dell’arrossamento è il triplo per una pelle non protetta, prima che appaia l’eritema solare, cioè l’irritazione, che a noi appare normale, visto che è “sempre successo” come mi riferiscono le donne che seguo.”.

Continua Simona Vignali:
“In linguaggio tecnico significa che un prodotto con indice SPF 15 permette il passaggio di 1 diviso 15, poi 1 diviso 30, che corrisponde a circa il 97%, fino ad arrivare a SPF 50 che significa il 98% circa dei raggi UV.”.

Ci chiediamo, allora, con una crema a filtro solare 100 il problema dovrebbe essere risolto. Giusto?

“Non è così semplice-risponde Simona Vignali- Non esiste materiale al mondo in grado di fermare al 100% i raggi UVB, la misura massima filtrabile sulla Terra è il 99%, per cui anche una crema con SPF 100 arriverebbe a quella cifra.

Quindi non è possibile costruire un cosmetico in grado di garantire una copertura del 100%. la stessa commissione Europea invita le aziende ad usare la dicitura 50+ nel caso di protezioni superiori al SPF 50.”

Simona hai citato due tipi di raggi, quelli UVA e UVB, che differenza esiste tra i due tipi di raggi?

“I raggi che “abbronzano” sono UVB, quelli che in parte si fermano sulla superficie della pelle e determinano l’abbronzatura.

I raggi UVA, invece, penetrano più in profondità e sono quelli che in dosi eccessive provocano l’accelerazione dell’invecchiamento cutaneo.

Vorrei spiegare che non si tratta di raggi dannosi di per sé, ma perché ci si espone in modo sconsiderato, cioè troppo a lungo e senza protezione adatta.

Ricapitolando i raggi UVB possono provocare ustioni o eritema, gli UVA il foto invecchiamento della cute fino a tumori.

Un prodotto costruito bene deve contenere sia fattori di protezione UVA che UVB. Si indica una percentuale standard di 1/3  rispetto alla quantità di protezione UVB. Esempio: con SPF 30, 10 di prodotto deve essere dedicato a proteggere dai raggi UVA. In questo modo il danno viene ridotto al minimo possibile.”

Simona come possiamo verificare quello che dici nei prodotti?

“Abbastanza semplice con le nuove leggi sulle etichette -dice Simona- , nelle etichette deve essere indicata la protezione UVA dentro un cerchio con un valore numerico. In qualche etichette oggi si trova anche l’indicazione di protezione ai raggi infrarossi, ad esempio.

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Come scegliere le migliori creme solari?

Sempre più chiaro, Simona. Arriviamo al dunque, come possiamo scegliere la crema solare più adatta alla nostra pelle?

“La scelta, ogni stagione che passa, diventa sempre più obbligata. Consiglio sempre di non scendere sotto il fattore 30 per i primi giorni di esposizione al Sole. Se si prevede di restare a lungo esposti, è necessario iniziare con la 50, senza esitazioni.

Anche nel caso di una pelle che già possiede macchie, nei, irritazioni di vario tipo, nel dubbio ancora sempre la SPF 50.

Se si è giovani con una pelle sana, a seconda del fenotipo, cioè più o meno bianchi di pelle, si può iniziare con valori più bassi o più alti. E’ una considerazione personale sulla base di ciò che si conosce della propria epidermide.

Non bisogna esitare: se la pelle è sensibile, chiara, reattiva, cioè si arrossa facilmente, il valore deve essere subito alto. Con questi raggi non si può scherzare. Ho fatica a spiegare alle donne che seguo che il Sole è come una stufa, troppo vicini brucia. Il Sole è una buona cosa, permette la vita al mondo, ma usato male la toglie facilmente. I raggi UV, nelle varie forme e potenze, sterilizzano l’aria e l’ambiente permettendoci di vivere, stimolano la fotosintesi clorofilliana e abbattono l’anidride carbonica, attivano i processi metabolici del nostro organismo, le nostre ossa si formano grazie alla luce solare che sintetizza la vit. D, ma più a lungo ci si espone, più ci avviciniamo alla stufa, che dona calore, ma da vicino distrugge...Prendiamone coscienza.”

“Sono scelte personali le altre qualità delle creme da scegliere, oltre la protezione. Se al Sole pratichiamo sport usare un gel sarà più pratico e veloce; oppure un prodotto che spruzza e si assorbe in fretta. Se si possiede una pelle secca è da preferire una crema più idratante e ricca di principi attivi. Oramai il mercato offre una soluzione per chiunque.”.

Oggi cresce la sensibilità sulla qualità dei prodotti in direzione della scelta di componenti sempre più naturali, cosa pensi della differenza tra prodotti di origine chimica e filtri naturali o fisici?”.

“E’ un problema che si evidenza da poco tempo, con la grande specializzazione tecnologica che oggi si è creata. Nella realtà le creme, in generale, contengono sia filtri chimici che fisici. Infatti ognuno assolve il suo compito in modo diverso. I filtri chimici “assorbono” e dissolvono le radiazioni solari, mentre quelli fisici o minerali, creano un muro che rompe e dissolve in mille direzioni la luce del sole.

Uno dei più comuni è l’ossido di zinco, si legge spesso nelle etichette. Da notare che tutti i prodotti di protezione, per legge europea, devono dichiarare i componenti scudo con estrema precisione, quasi fossero dei farmaci. Lo dico come conferma che la protezione solare viene presa molto sul serio anche dai governi, per le conseguenze che può portare.”

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Come applicare la crema solare per una abbronzatura perfetta e proteggere la pelle?

Un’altra domanda Simona, scendiamo nei particolari. Siamo al mare, stiamo per andare in spiaggia e dobbiamo applicare la crema protezione 50 sul corpo. C’è qualche accorgimento speciale?

“Eh si, anche in questo punto trovo confusione con le donne che seguo. Infatti diverse ricerche comportamentali hanno evidenziato che ognuno si applica la protezione come gli viene o ha sentito dire. 

Ci sono regole precise, si tratta di un prodotto cosmetico, è vero, ma è qualcosa di più. Con l’alterazione dell’atmosfera a causa dell’inquinamento e il riscaldamento terrestre, la crema con la protezione solare si è trasformata in un vero e proprio salvavita o evita guai. 

Non ci si può esporre al Sole senza una protezione adeguata. La mia non è una posizione eccessiva. La natura è cambiata, in peggio, lo sappiamo tutti e bisogna prendere contromisure. Ho perso una mia amica d’infanzia, a 30 anni appena compiuti. Una pelle bianca e rosa, piena di efelidi e nei. Quante volte abbiamo preso il Sole in alta quota, camminando, sciando, senza protezione? Allora era considerata un lusso o per persone debolucce…

I melanomi sono veramente terribili quando si scatenano.”

Si, è un’esperienza forte. Allora, Simona, come bisogna comportarci?

“Le aziende indicano delle quantità minime per ottenere il risultato che la crema solare promette.  Visto il costo non basso, si tende a usarla come una crema di bellezza, senza eccdere.

Invece no. È un vero e proprio “scudo” con cui ricoprire la pelle di tutto il corpo. Lo dobbiamo fare per mantenere la salute.

Le quantità minime sono: in peso si tratta di  2 o 3 milligrammi per centimetro quadrato di pelle.

Ovviamente nessuno gira con una microbilancia nella borsa e allora facciamo “ad occhio”. Ogni crema ha una sua consistenza, in generale una quantità grande come una nocciola sarà la nostra unità di misura.

Una per il viso, il collo, un braccio.

2 nocciole di crema per ogni gamba, 2 per il torace e addome e 2 per l’intera schiena.

Se la confezione della crema è di 50 ml, applicandola una volta al giorno, sarà sufficiente per circa 10 giorni.”

Continua Simona:

“Non tutte le creme hanno la stessa consistenza, alcune sono molto liquide. In questo caso ragioniamo con un’altra unità di misura: il cucchiaino. 

1 cucchiaino scarso corrisponde alla nocciola di una crema più densa.

Seguite lo stesso procedimento. 

Dovreste notare che la pelle è coperta a sufficienza; se avete dubbi, non esitate, mettetene un po’ di più, la salute non ha prezzo.”

D’accordo Simona, questa tua visione dell’uso delle creme solari sembra originale, approfondiamo, dunque: quante volte va usata?

“C’è disinformazione. Si pensa che basti applicarla una volta al giorno. Si sceglie una protezione solare alta, la si applica una volta e si pensa di essere protetti tutta la giornata. Purtroppo non è così.

La vita della crema sopra la pelle è limitata da diversi fattori. Ad esempio se si fa il bagno una parte viene persa in acqua. La stessa pelle restituendo calore all’esterno ne fa evaporare una parte. Ancora se si sta molto vicino all’acqua del mare, oppure alla neve o ad altri materiali riflettenti, che stimolano con più forza l’epidermide, la protezione si “consuma”, cioè la crema perde le sue capacità di protezione.

In sintesi, 2, 3 o 4 ore è il termine massimo di vita della protezione. Poi va riapplicata dappertutto. Se si fa il bagno più volte durante le 3 ore il tempo si accorcia notevolmente."

Interessante Simona, è vero non tutti sono a conoscenza di questi particolari. C’è ancora  altro da sapere sull’uso della crema SPF al mare, che è il più comune?

“Sì, è opportuno sapere che le creme sono testate sull’aspetto “meccanico e non “temporale”. Sono garantite per due immersioni nell’acqua salata per un tempo medio intorno all’ora ciascuna. Almeno quelle che affermano di essere resistenti all’acqua. Se una persona resta in acqua per 2 ore, l’efficacia della crema viene meno e bisogna riapplicarla.”

Non sempre si finiscono i prodotti in una stagione, si possono riusare l’anno successivo?

“Si, è possibile. Bisogna leggere le note in etichetta riguardo la scadenza. Se è stata conservata bene, cioè NON è stata esposta al Sole, oppure se ha preso il Sole insieme a noi, allora non arriverà integra al prossimo anno. probabilmente perde le caratteristiche protettive e conserva, vedi scadenza, se è valida si trasformerà in una ottima crema idratante per il dopo sole, ma non prima”.

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Quali zone sono più a rischio di scottature da sole?

Benissimo Simona, quali sono le zone del corpo più sensibili al rischio scottatura?

“Diversi sondaggi hanno dimostrato che le zone “dimenticate” nell’uso della crema solare SPF sono quelle più delicate e sensibili. Diciamo pure che sono quelle che mostrano senza pietà i segni dell’invecchiamento. Queste zone di solito trascurate sono: il collo, le orecchie, il contorno occhi (aggiungo delicatissimo e soggetto a invecchiamento precoce), palpebre, intorno alle labbra (poi non lamentiamoci del codice a barre!) il collo del piede, questo è un classico, quasi mai viene coperto a sufficienza ed è una delle parti più nascoste del corpo e quindi maggiormente sensibile alle sollecitazioni dei raggi solari. SI arrossa prima anche delle spalle.”

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Come prevenire l’invecchiamento della pelle con la giusta protezione solare?

Simona che intervista interessante e ricca di notizie e segreti da mettere subito in pratica per una corretta applicazione ed uso delle creme solari protettive, un ultimo sforzo, abbiamo parlato delle creme e restano fuori i nuovi stick, anche loro protettivi. Cosa hai da dire in proposito?

“Bisogna stare attenti a usare nel modo corretto uno stick. E’ stato pensato per coprire velocemente delle porzioni piccole di pelle, come tatuaggi, il contorno degli occhi e della bocca, oppure le zone sensibili come l’inguine o altre. Non vanno usati per coprire qualche grosso neo come ho visto fare in spiaggia, per non usare la crema sul resto del corpo. Tutto qui, veramente semplice da seguire”.

Grazie Simona, visto che stiamo riflettendo su ciò che man mano hai detto, la domanda dell’ultimo minuto è: quali sono le occasioni di scottarsi o farci venire un eritema che non vediamo?

“Come ho detto prima la crema solare non è più un cosmetico, ma un vero strumento di salute, per proteggersi ed evitare di scatenare problemi veramente seri. Va usata in qualunque occasione prevediamo di essere esposti, abbastanza a lungo, ai raggi solari. Ancora di più se avviene durante le ore calde, che vanno dalle 10 del mattino fino alle 16 del pomeriggio.
La passeggiata dopo pranzo in campagna o montagna, il picnic al parco, per non trasformare una rilassante passeggiata in bicicletta in una ustione, adesso e un possibile melanoma domani. Non esagero, i numeri, purtroppo ci sono e sono in costante aumento. L’ultimo consiglio è: non sottovalutate le giornate nuvolose, i raggi non vedono le nuvole e arrivano lo stesso sulla nostra pelle, e sono pericolosi allo stesso modo, come sotto l’ombrellone. Non pensiamo forse che un mezzo millimetro di tela possa fermare i raggi UV? Crema solare protettiva SEMPRE.”

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