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Naturopatia e disturbi invernali

La Naturopatia Funzionale Integrata® offre numerosi rimedi naturali contro i disturbi causati dal freddo dell'inverno, come febbre, tosse, catarro, raffreddore. Ti illustrerò cos'è importante sapere in questo delicato periodo dell'anno.

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Siamo esseri a sangue caldo

La nostra temperatura interna è superiore a quella dell’ambiente esterno, per cui rientriamo nella categoria degli animali a sangue caldo.

Uno dei compiti del nostro organismo è mantenere la temperatura corporea costante, anche in condizioni variabili, per far sì che tutte le reazioni metaboliche e fisiologiche si svolgano al meglio.

Il corpo umano ha una temperatura di 36-37 °C, mantenuta stabile tramite meccanismi di produzione e dispersione di calore, definiti termoregolazione. La termoregolazione utilizza circa il 30% delle energie totali del corpo, sia per raffreddarlo sia per scaldarlo.

Se fa freddo

In inverno, quando la temperatura esterna è bassa, i vasi sanguigni periferici si restringono e il corpo tende a trattenere calore, soprattutto vicino agli organi vitali (polmoni, cuore, cervello e fegato). Inoltre, il corpo produce calore tramite il lavoro muscolare associato al tremore da freddo. Il calore viene generato anche bruciando le riserve energetiche accumulate nel tessuto adiposo.

Il freddo provoca una progressiva diminuzione del metabolismo basale, dei movimenti, della capacità di reagire agli stimoli fisici e intellettuali.

Al contrario se fa caldo...

In estate, quando la temperatura esterna è elevata, arterie e vene periferiche aumentano di diametro, permettendo la dispersione di calore e il raffreddamento corporeo, grazie a una maggiore quantità di sangue che circola in superficie. Anche la sudorazione contribuisce alla termoregolazione: il sudore evaporando sulla superficie della pelle, la raffredda.

Naturopatia, freddo e malattie invernali

In inverno fa più freddo che nelle altre stagioni perché i raggi solari colpiscono la Terra obliquamente riscaldandola di meno. Inoltre, nel corso di una giornata, le ore di sole sono meno rispetto a quelle di buio della notte. La temperatura si abbassa, l’umidità aumenta, la luce artificiale prevale su quella naturale e si trascorre molto tempo in luoghi chiusi. Questi fattori possono determinare tipiche malattie invernali a carico dell’apparato respiratorio (raffreddori, riniti, faringiti, tonsilliti, laringiti, tracheiti, sinusiti, afonie).

Ma che freddo fa

Quando l’aria fredda entra nelle vie dell’apparato respiratorio, aumenta il rischio di contrarre virus influenzali. Ma perché? L’aria fredda a basse temperature può provocare alterazioni e piccole lesioni delle mucose respiratorie, da cui possono penetrare virus e batteri. Inoltre, il freddo restringe i vasi sanguigni periferici, riduce la quantità di sangue e abbassa il numero di globuli bianchi che ci difendono dall’attacco dei germi.

C’è chi se ne approfitta

A contatto con l’aria fredda, le cellule mucose ciliate che tappezzano le vie respiratorie (e che ne rappresentano la principale difesa) sono meno attive e producono muco più viscoso, trattenendo invece di espellere eventuali agenti esterni indesiderati. L’organismo diventa così più vulnerabile all’attacco di microrganismi, presenti nell’aria o nel corpo, scatenando così le tipiche malattie infiammatorie da raffreddamento.

Articolo in lavorazione, continua...

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