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La Pasqua secondo gli astri e le tradizioni storiche e religiose

Quest'anno nella carte astrologiche, combinazione rarissima, si presenta una grande croce cardinale tra i pianeti Marte, Plutone, Urano e Giove. Coincidenza? Proprio in questo momento della Storia in cui il mondo è travagliato, reso instabile dalle troppe diseguaglianze? Forse.

pasqua astrologia significato festa simona vignaliQuando si celebra la Pasqua?

La Pasqua si celebra dopo l'equinozio di primavera, e anche dopo il plenilunio. E' la stagione in cui iniziano le semine e la vita nell'agricoltura rinasce. Si, perché saranno belle le meraviglie tecnologiche, ma non va dimenticato che la vita viene ancora dagli elementi naturali e dalla Madre Terra. Che in questo momento è poco rispettata.

Ci scambieremo dei doni, delle uova dolci e variopinte, usanza derivata dai romani che seppellivano un uovo colorato nei campi per propiziare il raccolto, qualcuno mangerà l'agnello, e più avanti leggerete il perché di questa usanza, ma saremo in grado di dare un nuovo impulso, rivoluzionario alle nostre vite quotidiane? Questo è il significato della Pasqua primitiva. Il cambiamento totale, il passaggio definitivo da un mondo a un altro.

La Storia non fu più la stessa. Tutto venne travolto dalla prima Pasqua in modo irreversibile. Il sacrificio di Uno, salvò tutti, per sempre. Quanto è possibile oggi risuonare in modo simile?

La storia della festa religiosa

La Pasqua è una delle ricorrenze religiose più importanti nella storia del nostro mondo. Nasce nella cultura ebraica, la parola originale è pèsach, "un passare oltre" (pasa', in aramaico, in greco pàscha). Significa pure "tralasciare".

Questa celebrazione, per gli ebrei, assomma due momenti rituali: il sacrificio dell'agnello e il pane azzimo. Recita la Bibbia che quando il Signore vide il sangue dell'agnello spalmato sulle porte delle famiglie ebree "passò oltre", risparmiando i loro primogeniti maschi, e non quelli del popolo egiziano.

In quel momento inizia per gli ebrei la vita libera dalla schiavitù e il viaggio nel deserto, dove non poterono far lievitare il pane, consumandolo quindi azzimo (in ebraico מצה, matzah), cotto su pietre arroventate.

Il significato della celebrazione pasquale per gli ebrei è dunque quello della Liberazione. A cui va aggiunto quello della purificazione dell'anima, dopo il passaggio del Mar Rosso, dove Dio premiò la loro fede, determinazione e coraggio a non tornare indietro sui loro passi.

La Pasqua nel cristianesimo

Nel cristianesimo i passaggi salienti sono il sacrificio di Gesù sulla croce. Gesù, come è scritto nei Vangeli, è morto in croce nei giorni in cui si festeggiava la festa ebraica; inoltre, questo evento venne visto dai primi cristiani come la realizzazione delle profezie delle Scritture: Paolo scrive « Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture. »

(Prima lettera ai Corinzi, 15,3-4).

I cristiani delle origini superano la fase dell'Esodo e della liberazione fisica dalla schiavitù, della aspettativa del Messia (Messianica), e attendendo il ritorno del Cristo celebrano il ricordo della Passione e della resurrezione.

Sempre Paolo afferma: nella prima lettera ai Corinzi:

« Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, ma con azzimi di sincerità e verità »

(Prima lettera ai Corinzi, 5,7-8)

Dalla Liberazione ebraica si passa alla Resurrezione cristiana, dalla morte del Cristo alla Vita Eterna, dalla schiavitù del mondo alla liberazione dell'anima nella vera vita.

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