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Una teoria di una nuova forma di comunicazione

Il biologo britannico Rupert Sheldrake ha espresso una teoria interessantissima che varrebbe, a mio avviso, approfondire. Il biologo sostiene che in un gruppo o comunità, qualunque esperienza prodotta da piccole parti del gruppo in modo continuativo viene immagazinata in una specie di memoria collettiva e condivisa diventando patrimonio dell'intero gruppo anche lontano. Sheldrake chiama questo fenomeno "risonanza morfica".

Le conseguenze di questa teoria sono, oltre l'aspetto sensazionalistico, complesse, se applicate a tutti gli esseri viventi. Pensiamo ai virus che potrebbero condividere tra di loro i fattori di resistenza ai farmaci. Oppure applicata agli umani si potrebbe ipotizzare che i ricordi e la coscienza personale potrebbero sopravvivere alla morte del singolo individuo, sempre per l'effetto di "risonanza". In effetti fenomeni apparentemente simili a quelli descritti dallo scienziato li ho sentiti raccontare nelle esperienze indiane, dove i maestri realizzati dichiarano di condividere con i loro discepoli i traguardi spirituali da loro raggiunti.

Del trasferimento della coscienza sono assolutamente convinti gli esoteristi che hanno sempre parlato della memoria collettiva a cui ciascuno di noi, senza saperlo attinge e contribuisce.

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