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Secondo la Naturopatia, quali sono i rimedi naturali, le cure naturali e lo stile di vita più sano per l’utero? Leggi tutte le informazioni raccolte in questa sezione a cura di Simona Vignali, Naturopata, sull’utero, e i relativi disturbi come salpingite, prolasso uterino, cancro dell'utero, fibroma uterino, endometriosi, endometrite e cervicite, secondo la visione della Naturopatia.

  • Descrizione
  • Naturopatia
  • Psicosomatica
  • Sintomi
  • Rimedi Naturali
  • Alimenti
  • Approfondimento
  • I rimedi naturali per l'utero

    L’utero, un organo di cui prendersi cura

    L’utero è l’organo genitale femminile e, nel corso della vita, subisce alterazioni morfologiche e istologiche correlate a cause diverse: cause fisiologiche come l’età, la gravidanza, il ciclo mestruale, ecc.; iatrogene come le terapie ormonali o gli interventi chirurgici e cause patologiche. Essendo l’utero sottoposto a diverse modificazioni, occorre avere cura della sua funzionalità curando lo stile di vita e l’alimentazione. In caso di disturbi e patologie possono venire in aiuto i rimedi naturali che spesso sono risolutivi ed efficaci, senza comportare fastidiosi effetti collaterali.

    Agnocasto contro il dolore mestruale

    L’Agnocasto viene utilizzato sin dall’antichità e apprezzato per le sue proprietà terapeutiche. È ricco in flavonoidi e iridoidi e contiene olio essenziale. Gli estratti di Agnocasto si utilizzano per regolare il ciclo mestruale, per alleviare il dolore e per superare la sindrome premestruale. È impiegato nei disturbi legati alla premenopausa e alla menopausa perché ristabilisce l’equilibrio estrogeno-progestinico nell’organismo. L’Agnocasto agisce direttamente sull’ipotalamo regolando l’assetto ormonale femminile. Assunto regolarmente per un certo periodo riequilibra il ciclo e può arrestare la crescita dei fibromi.

    Borsa pastore: stop alla metrorragia

    La Borsa Pastore è una pianta appartenente alla famiglia delle Brassicaceae. È conosciuta per la sua azione emostatica e le sue proprietà astringenti. Il principio attivo è l’acido bursico, in grado di fermare le emorragie interne, quindi utile in caso di metrorragia, quindi perdita di sangue dall’utero, indipendente dal flusso mestruale. Oltre a essere una pianta con azione antiemorragica uterina, viene comunque utilizzata anche nei casi di flussi mestruali abbondanti. Infatti questa pianta è in grado di far contrarre la muscolatura dell’utero così da riequilibrare il flusso di sangue durante le mestruazioni.

    Stellaria per riequilibrare il ciclo abbondante

    La Stellaria o Alchemilla vulgaris è una pianta medicinale con azione antiestrogenica e antiemorragica. Le sue foglie, usate nella produzione di farmaci, hanno ottime proprietà coagulanti e astringenti, riducendo il calibro dei vasi sanguigni e riequilibrando i flussi mestruali abbondanti. Con le foglie essiccate si può preparare un infuso da bere fino a tre volte al giorno. La Stellaria, inoltre, cura la leucorrea e previene la formazione dei fibromi uterini.

    Sequoia Gigantea: contrasta i fibromi uterini

    Questa pianta, i cui principi attivi non sono ancora stati ben identificati, è utilizzata sotto forma di gemmoterapico per contrastare la crescita dei fibromi uterini. Ha proprietà anti-age e stimolanti sessuali. Inoltre è un eccellente antidepressivo. Viene utilizzata con successo per combattere i sintomi della menopausa.

    Affidarsi ai consigli di un esperto

    Se hai la necessità di conoscere in modo più approfondito quali possono essere i rimedi naturali più adeguati al tuo caso, ti invito a contattarmi dal form di questa pagina per una domanda, o una consulenza di naturopatia on-line oppure in studio. Ti risponderò quanto prima.




  • I migliori alimenti per l'utero

    Mantenere l’utero in salute con la giusta alimentazione

    Per mantenere in salute l’utero, sottoposto a diverse modificazioni durante la vita della donna, e per prevenire la formazione e la ricrescita di cisti, fibromi, lipomi e linfomi, occorre avere cura della propria alimentazione, evitando i cibi nocivi e nutrendosi con alimenti che aiutano la funzionalità uterina e preservano l’equilibrio ormonale. Per conservare a lungo la salute dell’organo di riproduzione femminile, in naturopatia si consiglia di ripulire il sangue dalle tossine così da evitare l’insorgenza di infiammazioni, congestioni e irritazioni. È altrettanto importante che gli organi emuntori siano nel pieno della funzionalità e che sia funzionante al meglio anche il sistema endocrino e il sistema immunitario.

    I giusti alimenti per un equilibrio generale

    Per la salute dell’utero è indispensabile un equilibrio dei vari apparati e per giungere a questo occorre sapersi alimentare con cibi sani e vitali. Ad esempio, il caffè, la coca cola e il fumo, abbattono le difese immunitarie mentre il consumo di carne e di insaccati rende il sangue più denso e rallenta il lavoro del sistema linfatico e del sistema immunitario. Inoltre, l’eccessivo consumo di grassi saturi, di zuccheri raffinati, di alcol e di cibi spazzatura, altera la fisiologica eliminazione e metabolizzazione degli estrogeni da parte del fegato. Occorre ricordare che, ad esempio, i fibromi, di cui soffrono diverse donne, sono estrogeno-correlati e si accompagnano a sintomi invalidanti. Solo in menopausa scompaiono completamente.

    Eccesso di estrogeni e fibromi

    Un accumulo di estrogeni, assunti attraverso i cibi, come la carne e gli insaccati, ad esempio, porta alla formazione di fibromi. Da alcuni studi si è rilevato che le donne vegetariane mostrano una minore incidenza di fibromi uterini nella premenopausa. Questo induce immediatamente a pensare quanto sia importante ridurre o eliminare carne e insaccati, se si desiderano prevenire patologie uterine, comprese le neoplasie. Il consumo regolare di cibi ricchi di fibre, come i cereali integrali, la frutta e la verdura, riduce l’insorgenza di fibromi, cisti e neoplasie. Esistono poi diversi alimenti che vengono in aiuto e sono molto salutari.

    Lo zenzero migliora la circolazione sanguigna

    Lo zenzero, di cui si utilizza il rizoma, è molto efficace per migliorare la circolazione sanguigna. È ricco di olio essenziale, gingerina, zingerone, resine e mucillagini ed è un efficace antinfiammatorio naturale. Può essere usato in caso di nausea che, tra l’altro, è anche un sintomo dell’endometriosi. La radice polverizzata contiene sostanze antistaminiche e sedative naturali. I principi attivi dello zenzero, una volta assorbiti, agiscono come antidolorifico grazie all’inibizione delle ciclossigenasi e lipossigenasi, due sostanze che incrementano il numero delle cellule infiammatorie.

    L’avocado bilancia gli ormoni

    Forse non ci hai mai fatto caso ma la forma dell’avocado ricorda quella dell’utero, arrotondata e a pera. Inoltre all’interno è presente un grande seme e il frutto impiega 9 mesi per maturare…! L’avocado bilancia gli ormoni, protegge l’organo di riproduzione femminile, prevendo i carcinomi al collo dell’utero e migliora la funzionalità della cervice. Questo frutto è ricco in folati, sostanze nutritive che favoriscono la crescita dei tessuti e di nuove cellule. Anche il seme dell’avocado è edibile e contiene differenti sostanze bioattive e circa il 70% degli antiossidanti dell’intero frutto.

    I semi di lino contro le tossine

    I semi di lino favoriscono l’eliminazione delle tossine, del colesterolo e di altre sostanze di scarto trasformati dal fegato. Inoltre aiutano a bilanciare la percentuale di estrogeni. Contengono acidi grassi Omega 3, Omega 6 e Omega 9, fitoestrogeni, fibre solubili, vitamina B, vitamina E e diversi minerali. Combattono le infiammazioni e stimolano il sistema immunitario. Sono utili in menopausa grazie alla presenza dei fitoestrogeni, per alleviarne i sintomi e hanno un’efficace azione antitumorale, anche nei confronti del cancro all’utero.

    L’olio extravergine di oliva: ricchezza di fitoestrogeni

    L’olio extravergine di oliva ha diverse proprietà nutritive. Per la salute dell’utero è fondamentale perché ricco in lignani che sono dei fitoestrogeni. I fitoestrogeni hanno un’azione antiossidante e anche leggermente antinfiammatoria e anti-ipertensiva. I fitoestrogeni sono noti per avere la capacità di ostacolare la riproduzione di cellule maligne e prevenire lo sviluppo di tumori. L’olio extravergine di oliva è una cura naturale per evitare l’insorgenza di fibromi.

    I consigli del naturopata

    Se desideri conoscere meglio quali sono gli alimenti migliori per il tuo caso, ti invito a contattarmi dal form di questa pagina per una domanda, o una consulenza di naturopatia on-line oppure in studio. Ti risponderò quanto prima.


Disturbi comuni dell'utero

  • Salpingite
  • Prolasso uterino
  • Cancro dell'utero
  • Fibroma uterino
  • Endometriosi
  • Endometrite
  • Cervicite
  • Salpingite

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la salpingite

      La salpingite identifica tutti quei processi infiammatori riguardanti le tube di Falloppio (o  salpingi). Se l'infiammazione arriva a colpire le ovaie si parla di annessite.

      Esistono diverse sotto-categorie di salpingite ma tutte causate da batteri che passati dalla vagina, sono annidati nell'utero: soprattutto i germi stafilococchi, gli streptococchi, i bacilli tubercolari ed il gonococco.

      Le salpingiti si dividono in flogosi (infiammazioni) acute e croniche: quelle acute possono essere semplici o purulente (con produzione di pus), mentre tra le salpingiti a decorso cronico c'è la salpingite atrofica, ipertrofica, granulomatosa aspecifica ed istmica nodosa.

      Le salpingiti acute di tipo semplice (dette anche “catarrali”) ono caratterizzate dalla modificazione delle tube, che si mostrano molli, elastiche e di consistenza pastosa.

      La salpingite acuta purulenta, invece, causa un ingrossamento delle tube, che cresce più ci si avvicina alla zona ampollare (area in cui avviene la fecondazione).

      Se il volume della tuba aumenta uniformemente, si parla di salpingite cronica ipertrofica; quando invece la tuba appare rigida e sottile, si tratta probabilmente di salpingite cronica atrofica.

      Una particolare attenzione alla salpingite istmica nodosa: circa il 20% delle occlusioni delle tube del tratto intramurale pare causato da questa particolare salpingite, spesso associata ad infertilità.

    • Cause della salpingite

      La salpingite è causata da diversi fattori. I principali sono i seguenti:
      • infezioni trasmesse sessualmente, in seguito a comportamenti sessuali a rischio, come il mancato uso del preservativo;
      • precedente malattia infiammatoria alle pelvi;
      • l’uso della spirale intrauterina, che potrebbe favorire l’entrata di batteri e portare a infezioni;
      • manovre invasive o curative come il raschiamento della cavità uterine non supportati da profilassi antibiotica;
      • la cattiva abitudine di non cambiare il tampone interno, utilizzato durante il ciclo mestruale;
      • cure con cortisone o farmaci immunosoppressori che durano nel tempo.


    • Sintomi della salpingite

      Il sintomo principale della salpingite è il dolore intenso nella parte bassa dell’addome, da un lato o da entrambi i lati. Questo dolore, a volte, si irradia alla gamba. Oltre a questo sintomo caratteristico, se ne riconoscono altri:
      • perdite vaginali maleodoranti e perdite di muco purulento, oltre che di sangue rosato o bruno;
      • febbre che supera i 38 gradi e brividi;
      • nausea, vomito;
      • diarrea;
      • infiammazione dell’uretra che si accompagna a dolore e bruciore durante la minzione;
      • dolore durante i rapporti sessuali.


  • Prolasso uterino

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è il prolasso uterino

      Il prolasso uterino si verifica quando l'utero discende dalla piccola pelvi.

      Esistono diversi tipi di prolassi, a seconda della gravità: di I, II e III grado.

      1. I grado: l'utero è ancora contenuto nel canale vaginale
      2. II grado: l'utero affiora alla rima vulvare (fessura delimitata dalle superfici mediali delle grandi labbra)
      3. III grado: l'utero sporge al di fuori della rima vulvare

      Il prolasso uterino colpisce soprattutto le donne in età avanzata, raramente anche donne più giovani, se già predisposte. La sua incidenza è rilevante perchè solo in Italia coinvolge 5 milioni di donne.

      Normalmente in stato di salute gli organi pelvici sono mantenuti nella loro posizione anatomica da un sistema di sostegno (le tre parti del muscolo elevatore dell'ano) e da un sistema di sospensione (la cosiddetta fascia endopelvica e legamenti pubo-genito-sacrali e cardinali).

      Quando tali sistemi perdono la loro efficienza a seguito di eccessive sollecitazioni meccaniche (parti distocici - ossia parti che richiedono l’intervento dell’ostetrico, che utilizza forcipe e ventosa oppure effettua il cesareo- , stipsi cronica) o semplicemente per indebolimento della struttura dovuto alla normale carenza ormonale che arriva dopo la menopausa.

    • Cause del prolasso uterino

      Le cause del prolasso uterino sono diverse. Innanzitutto è molto più probabile nella menopausa perché avviene una diminuzione fisiologica della densità delle fibre muscolari e perché cambia l’equilibrio ormonale. La mancanza di estrogeni dopo la menopausa porta a una maggiore lassità dei legamenti e una atrofia costante del sistema di supporto del pavimento pelvico.

      Altre cause scatenanti

      Vi sono altri fattori scatenanti il prolasso uterino:
      • la tosse cronica o malattie polmonari croniche;
      • l’obesità;
      • la stipsi cronica; lo sforzo attuato per defecare, può peggiorare il disturbo;
      • il tumore pelvico;
      • un parto con complicazioni, ad esempio con un lungo travaglio;
      • un feto di grandi dimensioni;
      • il sollevamento di oggetti pesanti in modo errato;
      • interventi eseguiti in precedenza sulla zona pelvica, che hanno così indebolito le strutture di sostegno;
      • anomalie del tessuto connettivo. In questo caso vi è una predisposizione genetica a una maggiore debolezza del connettivo e del collagene e anche dei legamenti.


    • Sintomi del prolasso uterino

      Il prolasso uterino di primo grado è spesso asintomatico. Invece iniziano a presentarsi segni evidenti nel prolasso uterino di grado moderato-grave. I sintomi caratteristici sono i seguenti:
      • dolore addominale;
      • pesantezza a livello pelvico;
      • protrusione, più o meno evidente, dell’utero dalla vagina;
      • perdite inusuali o eccessive dalla vagina;
      • infezioni alla vescica;
      • sanguinamento;
      • incontinenza urinaria;
      • minzione frequente;
      • dolore durante il rapporto sessuale.
      I sintomi possono peggiorare se si sta a lungo in piedi o camminando.
  • Cancro dell'utero

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è il cancro dell'utero

      L'utero è l'organo dell'apparato femminile in cui si sviluppa l'embrione durante la gravidanza.
      L'utero ha la forma di un imbuto rovesciato, con due parti principali: l'estremità inferiore (collo o cervice, in diretto collegamento con la vagina), e la parte superiore (corpo dell'utero, le cui pareti sono formate da tessuti molto diversi tra loro per forma e funzioni).

      Come detto, il corpo dell'utero è il tessuto più superficiale, ricco di ghiandole e rivolto vero la cavità interna, l'endometrio. Lo strato più esterno invece è importantissimo per "spingere fuori" il  bambino al momento del parto, è di tipo muscolare e si chiama miometrio.

      Durante le mestruazioni si verificano parecchi cambiamenti ormonali, i quali modificano notevolmente la struttura dell'endometrio, ispessendola in un primo momento (per riuscire a nutrire l'eventuale embrione in caso), e degradandosi nel suo strato più interno, qualora la gravidanza non si verificasse. In questo caso verrebbe espulso attraverso la vagina, sotto forma di flusso mestruale.

      Praticamente tutti i tumori del corpo dell'utero iniziano dalle cellule dell'endometrio e sono chiamati carcinomi endometriali (spesso chiamati adenocarcinomi perché riguardano le cellule ghiandolari in questo tessuto). Se il tumore origina dalle cellule dello strato muscolare o connettivo dell'utero, allora si definiscono sarcomi uterini.

      Per quanto riguarda gli adenocarcinomi, l'80% dei casi sono adenocarcinomi endometrioidi, ma ne esistono altre forme meno diffuse e più aggressive, come per esempio l'adenocarcinoma papillare e l'adenocarcinoma a cellule chiare. Esistono anche forme miste.

      I sarcomi uterini, invece, si dividono in due grandi categorie: i sarcomi endometriali stromali che si sviluppano dal tessuto connettivo di supporto dell'endometrio (l'1 per cento di tutti i tumori dell'utero), e i leiomiosarcomi uterini, che si sviluppano nello strato muscolare detto miometrio (circa il 2 per cento di tutti i tumori dell'utero).

    • Cause del cancro dell'utero

      Le cause del cancro dell’utero sono diverse anche se la scienza ritiene non vi siano motivi certi che portino alla formazione del tumore. Tuttavia sono stati identificati alcuni fattori di rischio che possono influire sulla manifestazione della malattia:
      • menopausa;
      • crescita eccessiva dell’endometrio ovvero l’iperplasia endometriale;
      • obesità;
      • radioterapia effettuata nella zona pelvica;
      • assunzione di estrogeni;
      • familiarità, quindi parenti stretti che hanno sofferto della stessa patologia.
      • Inoltre il rischio di cancro dell’utero aumenta nelle donne che non hanno mai avuto figli; che abbiano avuto la prima mestruazione prima dei 12 anni e che abbiano raggiunto la menopausa dopo i 55 anni.
    • Sintomi del cancro dell'utero

      Il più importante sintomo del cancro dell’utero è il sanguinamento vaginale. All’inizio il flusso può essere acquoso e con piccole striature di sangue; in seguito la perdita di sangue può aumentare. Gli altri sintomi caratteristici sono:
      • dolore nella zona pelvica;
      • dolore o difficoltà a svuotare la vescica;
      • dolore durante i rapporti sessuali.


  • Fibroma uterino

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è il fibroma uterino

      Il fibroma uterino (leiomioma) è la forma più diffusa di patologia benigna dell'apparato genitale femminile (incidenza del 25-30% della popolazione femminile in età fertile, soprattutto dopo i quarant’anni, nelle donne di colore).

      Il fibroma uterino è un tumore di tipo benigno che origina dal muscolo uterino.

      Il fibroma intramurale si sviluppa nello spessore della parete uterina, mentre il sottosieroso è collocato vicino alla parete esterna dell’utero: entrambi comportano il rischio di compressione degli organi limitrofi (in prossimità).

      Il fibroma sottomucosa si sviluppa vicino alla cavità interna dell’utero.

      I fibromi sottosierosi e sottomucosi sporgenti dall’utero (rimasti collegati attraverso uno stretto istmo, la prima parte della tube di Falloppio), vengono definiti peduncolati e sono spesso associati ad un rischio di torsione.

      Si parla di utero polifibromatoso in presenza di fibromi multipli; la causa di questa lesione è sconosciuta, è ormonodipendente e tende a diminuire all’arrivo della menopausa.

      Oltre al trattamento che prevede l'uso di farmaci, i cui effetti però non sono costanti e possono essere transitori, esistono trattamenti chirurgici conservativi (miomectomia), che si utilizzano solo quando le lesioni non sono troppo numerose, troppo grandi, o in posizioni sfavorevoli.

      Il trattamento può essere effettuato attraverso chirurgia, laparoscopia (metodica mini-invasiva che consiste nell'inserimento nell'addome del paziente uno strumento ottico chiamato laparoscopio) o isteroscopia (tecnica che permette di visualizzare direttamente la vagina, il collo dell'utero, il canale cervicale, la cavità uterina e gli orifizi tubarici) secondo la dimensione la localizzazione ed il numero.

      Se ci si trova in presenza di fibromi sintomatici di grandi dimensioni o troppo numerosi, non resta che l’isterectomia, una chirurgia radicale che consiste nell'asportare l’utero, proposta quindi a donne che non desiderano il concepimento (avere figli).

    • Cause del fibroma uterino

      Per la scienza le cause del fibroma uterino non sono completamente conosciute ma si sono rilevati alcuni fattori di rischio. Il fibroma uterino può manifestarsi:
      • nelle donne che hanno avuto il primo ciclo mestruale in età precoce;
      • nelle donne che abbiano avuto in famiglia un membro che abbia sofferto di tale patologia;
      • nelle donne di pelle nera. E’ stata infatti riscontrata un’incidenza del 50% rispetto ad altre donne;
      • nelle donne affette da obesità.

      Altre cause accertate

      Gli specialisti hanno evidenziato altre cause predisponenti:

      • le mutazioni genetiche. In diversi fibromi i geni che codificano le cellule muscolari uterine si mostrano alterati;
      • le cause ormonali. Estrogeno e progesterone sono due ormoni che favoriscono la crescita delle mucose uterine in preparazione alla gravidanza. Questi ormoni sembrano favorire la crescita dei fibromi;
      • alcuni fattori chimici. Le sostanze che aiutano a mantenere efficienti i tessuti, come il fattore di crescita insuluno-simile, possono aumentare il rischio di sviluppo dei fibromi.
    • Sintomi del fibroma uterino

      Alcuni fibromi sono completamente asintomatici e la loro presenza è rivelata solo durante la visita ginecologica. Il sintomo principale è il sanguinamento abbondante, con mestruazioni prolungate e dal flusso copioso. A questo si accompagnano altri sintomi importanti:
      • dolore al basso ventre che tende a irradiarsi fino a livello posteriore del bacino;
      • minzione urgente e incapacità di trattenere l’urina;
      • stitichezza inusuale;
      • dolori a un arto;
      • pesantezza e sensazione di pienezza al basso ventre;
      • a volte, dolori durante il rapporto sessuale.


  • Endometriosi

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'endometriosi

      L'endometriosi (da endo, dentro e metra, utero) è una malattia cronica e complessa, che consiste nella presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero (l'endometrio), in altri  organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino.

      Ciò porta a fastidiosi sanguinamenti interni, infiammazioni persistenti e tessuto cicatriziale (cicatrice), aderenze (fasci di tessuto fibroso che si formano fra tessuti, organi o articolazioni a seguito di un trauma o di un intervento chirurgico) ed infertilità.

      Ogni mese, a causa degli effetti degli ormoni del ciclo mestruale, il tessuto endometriale impiantato in sede differente dalla propria va incontro a sanguinamento, proprio come si verifica a carico dell'endometrio normalmente presente in utero.

      Tale sanguinamento provoca un'irritazione dei tessuti circostanti, che porta alla formazione di tessuto cicatriziale e di aderenze.

    • Cause dell'endometriosi

      Le cause dell’endometriosi non sono ancora note ma sono stati rilevati due importanti fattori di rischio: la giovane età e la familiarità, quindi altri casi di endometriosi verificatisi nel nucleo familiare. Un’altra causa probabile è la mestruazione retrograda. Nella mestruazione retrograda il flusso mestruale, contenente cellule endometriali, effettua il percorso inverso, salendo alle tube di Falloppio. Queste cellule endometriali finiscono per aderire alle pareti pelviche e alla superficie degli organi pelvici, crescendo e addensandosi, sanguinando a ogni ciclo mestruale.

      Altri fattori di rischio

      Oltre ai fattori di rischio sopra citati se ne riconoscono altri:

      • menarca precoce; l’endometriosi è più probabile nelle donne che abbiano avuto il primo ciclo mestruale prima degli 11 anni;
      • cicli mestruali corti; si considerano tali, i cicli che avvengono in meno di 27 giorni;
      • mestruazioni abbondanti e prolungate, che superino i 7 giorni;
      • nessun figlio; quindi sono più a rischio le donne che non hanno avuto nessuna gravidanza;
      • aver avuto infezioni pelviche;
      • avere anomalie uterine.
      Agenti chimici come la diossina sono stati considerati fattori predisponenti la malattia.
    • Sintomi dell'endometriosi

      Il principale sintomo è il dolore addominale o pelvico, spesso associato al ciclo mestruale. Altri sintomi caratteristici sono:
      • dolore durante o dopo i rapporti sessuali;
      • dolore ovarico intermestruale;
      • dolore durante l’evacuazione;
      • mestruazione abbondante (menorragia);
      • perdita di sangue al di fuori della mestruazione (metrorragia);
      • ciclo mestruale doloroso (dismenorrea);
      • stitichezza alternata a diarrea;
      • infertilità;
      • aborti spontanei;
      • stanchezza, spossatezza cronica;
      • gonfiore, nausea durante il periodo mestruale.


  • Endometrite

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'endometrite

      L'endometrite è un processo di infezione e infiammazione dell'endometrio, la mucosa che riveste l'interno dell'utero.

      Quando l'infezione arriva a toccare il miometrio (la tonaca muscolare della parete uterina), si parla di endomiometrite.

      L'endometrite colpisce soprattutto le donne nell'immediato post-parto, ovviamente maggiormente suscettibili alle infezioni. Nonostante ciò l'endometrite colpisce anche le donne che non hanno ancora partorito (nullipare) e le donne in menopausa.

      L'endometrite è uno dei motivi più frequenti di sanguinamento uterino anomalo ed inaspettato.

      Accanto a queste particolari perdite uterine, l'endometrite da origine a una serie di sintomi,  quali soprattutto dolori al basso ventre, febbre e spotting (piccole perdite scure di sangue fra una mestruazione e l’altra, spesso durante l’ovulazione, a volte a fine ciclo, a volte nei giorni prima del nuovo flusso).

      L'endometrite dev'essere prontamente curata, per allontanare o uccidere il patogeno responsabile.

    • Cause dell'endometrite


      L’endometrite è causata principalmente da un’infezione multipla, quindi si tratta di un’infiammazione dovuta a due o più patogeni. Sono coinvolti soprattutto batteri:
      • cocchi gram + come lo streptococco beta emolitico del gruppo B;
      • patogeni gram - come l’Escherichia Coli;
      • batteri anaerobi come il Bacteroides spp e molti altri.
      Le donne che hanno appena partorito sono più a rischio di infezione e più esposte all’endometrite. Questa infiammazione è spesso provocata da infezioni intrauterine e può anche manifestarsi in correlazione con altri disturbi come la salpingite, la peritonite pelvica, ecc.
    • Sintomi dell'endometrite

      I sintomi principali dell’endometrite sono i seguenti:
      • perdite vaginali con o senza sangue;
      • dolore durante i rapporti sessuali;
      • dismenorrea con mestruazioni dolorose;
      • mestruazioni abbondanti;
      • febbre;
      • forti dolori addominali;
      • gonfiore addominale;
      • mal di testa.


  • Cervicite

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la cervicite

      La cervicite è l’infiammazione della cervice dell’utero (o collo dell'utero), la parte a forma di un cono e sporge nel canale vaginale.

      Questa disturbo si manifesta con diversi gradi di intensità: semplice arrossamento, lesioni più o meno marcate, fino alla cosiddetta "piaghetta del collo dell’utero" (o erosione cervicale), che ha l’aspetto di un alone di color rosso intenso, spesso sanguinante. Non si tratta realmente di una piaga, anche se ne presenta tutte le caratteristiche, ma di un nuovo tessuto formatosi come reazione all’infiammazione.

      Non bisogna mai trascurare alcun problema legato all’apparato genitale. Nella fattispecie la cervicite va curata bene e subito, perché può essere il punto di partenza di un ben più grave tumore.

      La lesione del collo dell’utero guarisce con facilità, senza cure dolorose e anche se trascurata non porta necessariamente a un tumore; tuttavia è sempre meglio ricorrere subito agli opportuni rimedi.

    • Cause della cervicite

      La causa della cervicite è da ricondurre a una malattia sessualmente trasmessa come: tricomoniasi, clamidia, gonorrea, herpes genitale e sifilide. In caso di cervicite sintomatica la causa principale è la vaginite, un disturbo dovuto a una crescita esagerata dei batteri commensali presenti normalmente nella vagina. La cervicite può essere causata anche da reazioni allergiche, ad esempio allergia al lattice dei preservativi o agli spermicidi.

    • Sintomi della cervicite

      Alcuni cambiamenti nell’area genitale possono essere segni di riconoscimento dell’infiammazione. Tra questi:
      • cattivo odore e cambiamento di colore delle secrezioni vaginali;
      • spotting e sanguinamento leggero dopo un rapporto sessuale;
      • dolore durante i rapporti sessuali;
      • sanguinamenti intermestruali;
      • prurito e/o bruciore;
      • dolori addominali.
      Nel caso di cervicite da cause extra-infettive possono manifestarsi anche piccole piaghe, eritemi e petecchie localizzate.
    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
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