ossa emifegato sinistro emifegato destro cistifellea posizione ossa

Le ossa sono le parti dure che formano lo scheletro e hanno una funzione di sostegno del corpo, di protezione degli organi vitali come la cassa toracica e di articolazione del movimento. Il tessuto osseo costituisce un’importante riserva di calcio da cui l'organismo attinge in particolari momenti di bisogno per mezzo di un  processo ormonale. Le ossa possono avere tre diverse forme

Ossa lunghe: sviluppate nel senso della lunghezza come le costole e il femore
Ossa corte: sviluppate uniformemente nei vari diametri come le vertebre
Ossa piatte: di superficie estesa come il cranio e il bacino

Visione naturopatica delle ossa

La cura naturopatica dei disturbi alle ossa comprende rimedi naturali, esercizi mirati, manualità come massaggio Ayurvedic Touch®, osteopatia o bilanciamento cranio-sacrale. E’ necessario seguire un’alimentazione alcalina e non infiammante, perché dal punto di vista naturopatico i problemi alle ossa si manifestano in terreni fortemente acidificati, con molte scorie acide. La pulizia regolare dell’intestino tramite idroterapia del colon o clistere casalingo risulta sempre indispensabile.

Interpretazione psicosomatica delle ossa

I disturbi delle ossa generalmente riguardano una persona molto severa con se stessa, che non si concede tregua, che non fa ciò che le piace, che non esprime le proprie esigenze. Si aspetta di ricevere dagli altri ciò che desidera, ma siccome non avviene prova delusione, amarezza, risentimento. Un’alterazione delle ossa può essere legata alla paura di non essere sostenuti nella vita o può riflettere la difficoltà a cambiare una situazione non gradita.

Sintomi dei disturbi delle ossa

Quando le ossa manifestano sintomi si tratta di dolori, infiammazione alle articolazioni, gonfiore, alterazione della forma, arrossamento. A volte quest i sintomi sono accompagnati da febbre, debilitazione, perdita di peso, difficoltà nel movimento.

Rimedi naturali per le ossa

Evitare le carni rosse e i salumi fino alla guarigione, per ridurre la formazione e l’accumulo di acidi urici. Bere almeno un litro e mezzo di liquido al giorno per aiutare il ricambio di liquidi nell'organismo, preferibilmente  acqua a basso contenuto di minerali. Il digiuno aiuta favorendo l’eliminazione delle tossine. Effettuare applicazioni locali con linimenti disinfiammanti, oli naturali o lozione di Arnica.

 

Disturbi comuni delle ossa

Cervicale

Cos'è la cervicale

La parola cervicale viene usata comunemente per descrivere il dolore al collo causato dall'infiammazione delle vertebre cervicali. Le vertebre cervicali, in tutto 7, sostengono il collo e il cranio. Il nome medico della cervicale è artrosi cervicale o cervicoartrosi.

La cervicale, come tutte le artrosi, è un processo degenerativo: l'infiammazione prolungata delle cartilagini e delle componenti ossee delle vertebre cervicali può portare all'usura permanente, se non trattata.

Cause della cervicale

Sintomi della cervicale

I sintomi della cervicale sono dolori al collo, paralisi parziale o totale dei movimenti, rigidità del collo, nausea, mal di testa, dolori alle spalle, sensazione di vertigine, dolori agli occhi, debolezza delle braccia, difficoltà visive.

Artrite

Cos'è l'artrite

L'artrite viene inserita tra le malattie infiammatorie degenerative. L'artrite reumatoide o poliartrite infiammatoria cronica, colpisce inizialmente la membrana sinoviale presente in alcune articolazioni - dette articolazioni sinoviali - come mani, spalla, anca, polso, mandibola, tra sterno e clavicola.

L'aumento di spessore della membrana sinoviale e la variazione della sua composizione cellulare causano la lenta e costante erosione delle cartilagini e delle estremità delle ossa coinvolte nell'articolazione.

Cause dell'artrite

Sintomi dell'artrite

I sintomi principali dell'artrite sono dolore, anche molto intenso, rigidità o paralisi delle articolazioni, ingrossamento delle articolazioni dovuto alla costante infiammazione.

Ernia

Cos'è l'ernia

L'ernia si può definire come la fuoriuscita di un viscere dalla cavità in cui è contenuto, attraverso:

  • una piccola apertura (orifizio)
  • un canale anatomico (un tubo del corpo)
  • una soluzione di continuo (interruzione della continuità di un organo o di un tessuto a causa di una lesione)

I “visceri” e le “viscere” comprendono tutti gli organi contenuti in una delle cavità presenti nel corpo umano.

Le cavità che riguardano un'ernia sono tre:

  • cerebrale (del cervello)
  • toracica (del petto)
  • addominale (della pancia)

Soltanto i visceri mobili o quelli colpiti da alcune malattie rischiano di erniarsi (uscire dalla loro sede naturale).

Un' ernia particolare è quella che trova uno sbocco (orifizio) vicino ad una cicatrice di una ferita pregressa (vecchia) laparotomica ( di un'operazione chirurgica ); in questo caso l'ernia viene chiamata laparocele o post-laparotomica (post operatoria).

Classificazione dei tipi di ernia

Le ernie rispetto alla dislocazione dei visceri (posizione diversa dalla sede naturale) si distinguono in:

  • ernie interne: quando lo spostamento avviene all'interno del corpo
  • ernie esterne: quando i visceri spostandosi tra le strutture che compongono una parete (specialmente quella addominale) si dirigono verso la pelle  e diventano evidenti.

Le ernie si distinguono in:

  • ernie cerebrali: sono ernie interne provocate dallo sviluppo di masse tumorali che riguardano il forame occipitale (buco del cranio attraversato dal midollo spinale) , per esempio ernie tonsillari, o il foro ovale (buco dell'osso sfenoide attraversato dal nervo mandibolare)
  • ernie del disco: sono ernie interne provocate dalla fuoriuscita del nucleo polposo ( parte centrale molle), nel canale della spina dorsale, del rachide cervicale (primo tratto della colonna vertebrale), toracico (tratto centrale), lombare o lombo sacrale (ultimo tratto)
  • ernie diaframmatiche: sono ernie interne provocate dallo spostamento di visceri addominali verso il torace: la più frequente è l'ernia iatale, nella quale una parte dello stomaco si sporge verso la cavità toracica attraverso lo iato esofageo (foro che permette all'esofago di raggiungere lo stomaco)
  • ernie addominali: sono ernie esterne che riguardano i visceri addominali mobili. Sono le più frequenti riguardando il 5-6% della popolazione.

Cause dell'ernia

Sintomi dell'ernia

Tendinite

Cos'è la tendinite

La tendinite o peritenonite è un'infiammazione del tendine.

Con il termine tendinite ci si riferisce alla parte del corpo coinvolta (ad esempio tendinite di Achille, tendinite patellare (tendine della rotula del ginocchio).

Nel caso di una infiammazione il corpo attiva una riorganizzazione del sistema dei vasi sanguigni nell'area interessata. Questo non avviene per il tendine perchè in realtà la tendinite è una peritendinite, cioè l'infiammazione del peritenonio.

Il peritenonioè una sottile lamina connettivale (di collegamento) che avvolge il tendine interamente.

Cause della tendinite

Sintomi della tendinite

Menisco

Cos'è il menisco

La meniscopatia è la rottura parziale o minima del menisco.

I menischi sono delle strutture fibro-cartilaginee (fasci di fibre immerse in una base di cartilagine) che si trovano tra due parti che formano un’articolazione (incontro fra due ossa), le cui superfici non combaciano perfettamente.

Funzioni dei menischi

I menischi permettono alle superfici di combaciare, ma soprattutto hanno la funzione di proteggere l’articolazione dalle sollecitazioni biomeccaniche (urti, sforzi, piegamenti ecc.) a cui ogni giorno è sottoposta.

Naturalmente la loro forma si adatta in rapporto alle superfici tra le quali si trovano.

Cause del menisco

Sintomi del menisco

Frattura

Cos'è la frattura ossea

La frattura è la rottura totale o parziale di un osso.

Classificazione dei tipi di frattura

Le fratture sono classificate in base all’eziologia (scienza che studia le cause di un fenomeno) e si distinguono in:

  • fratture traumatiche: avvengono in seguito ad un trauma violento in un osso con normale resistenza biomeccanica (un osso sano)
  • fratture patologiche: avvengono in un osso con ridotta resistenza biomeccanica, a causa di una malattia del corpo o dell’osso stesso, in seguito ad un trauma che non provocherebbe una frattura in un osso sano
  • fratture da durata (o da stress): tipiche degli sportivi, sono causate da una sequenza di piccolissimi traumi in un osso con una normale resistenza biomeccanica (avvengono lentamente)

Fratture causate da forti colpi

In base all’energia traumatica (forza del colpo ricevuto) distinguiamo:

  • fratture ad alta energia: l’osso si rompe in più punti
  • fratture a media energia: causate, ad esempio, da uno stiramento (allungamento) del tendine
  • fratture a bassa energia: tipiche degli anziani e dei bambini sono causate da incidenti, malattie e maltrattamenti

Classificazione dei tipi di frattura riguardo la sede

In base alla sede si distinguono:

  • fratture epifisiarie: l'epìfisi è la parte tondeggiante delle ossa lunghe rivestita di cartilagine che permette un perfetto movimento tra le ossa. In questi tipi di frattura la cartilagine si rompe ed è necessaria un'operazione chirurgica per ripristinare l'articolazione. Grazie alla presenza di molti vasi sanguigni nell'epìfisi la guarigione è molto facile
  • fratture metafisiarie: la metafisi è la parte tondeggiante dell'osso che sostiene l'epìfisi, ha una costituzione molle e spugnosa ma ricca di vasi sanguigni, ed è la sede dell'attività osteoclastica ( processo di riassorbimento e distruzione del tessuto delle ossa). Per questo motivo le fratture metafisiarie sono più frequenti nelle persone anziane
  • fratture diafisiarie: la diafisi è la parte centrale delle ossa lunghe, se la persona è giovane la frattura in questa parte risulta netta e diretta, se la persona è anziana indiretta e a spirale. E', in genere, una frattura correggibile e senza conseguenze.

Classificazione dei tipi di frattura riguardo il punto di rottura dell'osso

In base all'orientamento della  rima di frattura (l'esatto punto di rottura dell'osso), la frattura può essere:

  • trasversale
  • obliqua
  • a spirale
  • comminuta
  • longitudinale

Classificazione dei tipi di frattura riguardo i monconi

In base allo spostamento dei monconi (le parti in cui l'osso resta diviso dopo la frattura) la frattura può essere:

  • laterale
  • angolare
  • longitudinale
  • rotatoria

Classificazione dei tipi di frattura riguardo l'integrità della cute

Infine in base all'integrità della cute (pelle) distinguiamo in:

  • fratture chiuse: quando la pelle è intatta e non ci sono monconi d'osso sporgenti (l'osso non comunica con l'esterno)
  • fratture esposte: quando la pelle è lacerata (ferita) e l'osso comunica con l'esterno. In questo caso il rischio d'infezione è molto alto, quindi la persona ha bisogno di cure antibiotiche oltre a quelle medico-chirurgiche.

 

Cause della frattura ossea

Sintomi della frattura ossea

Mal di schiena

Cos'è il mal di schiena o dorsopatia

Il mal di schiena, che la medicina chiama dorsopatia, riguarda la sensazione di dolore che si avverte sulla schiena. Il mal di schiena può essere causato dai muscoli, dai nervi, dalle ossa, dalle superfici delle articolazioni o da altre strutture nella colonna vertebrale.

Il dolore da maldi schiena

Il dolore può essere continuo o saltuario, fisso in un punto o allargarsi verso altri punti. Inoltre, il dolore può essere sordo (profondo senza un punto preciso), gravativo (continuo e intenso), acuto, trafiggente e bruciante (forte e localizzato).

Mal di schiena alto e mal di schiena basso

Il dolore può essere sentito al collo o arrivare alle braccia e alle mani, in questo caso parliamo di mal di schiena alto; oppure può essere sentito nel fondo schiena ed estendersi a gambe e piedi, e in questo caso parliamo di mal di schiena basso.

Oltre alla sensazione del dolore, il mal di schiena può causare

  • debolezza e stanchezza delle membra
  • sensazione di addormentamento (la parte perde sensibilità)
  • formicolii della zona dolorante

Diffusione del mal di schiena nel mondo

Il mal di schiena è una delle sindromi (segnali di una malattia) più frequenti e dolorose che colpisce l'umanità. In America, il mal di schiena basso acuto (chiamato anche lombaggine) è la quinta causa più comune di visita medica.

Circa il 90% delle persone adulte prova dolore al dorso (mal di schiena) ad un certo punto della vita ed il 50% delle persone adulte che lavorano prova questo dolore ogni anno.

La spina dorsale è allo stesso tempo una via e una rete di collegamento molto complessa che racchiude nervi, giunti, muscoli, tendini e legamenti: tutti in grado di produrre dolore.

Le grosse radici nervose che hanno origine nella spina dorsale, i plessi (fasci di nervi) ed i grossi nervi che da essi si formano e che si diramano per andare alle gambe e alle braccia, sono tutti capaci di generare dolore che spesso si allarga verso le estremità.

In casi rari, il mal di schiena può essere un segno  di seri problemi medici.

Cause del mal di schiena

Sintomi del mal di schiena

Osteoporosi

Cos'è l'osteoporosi

L'osteoporosi è una malattia che colpisce lo scheletro provocando una perdita di resistenza e di massa ossea, ed è causata da:

  • fattori nutrizionali
  • metabolici (processi chimico-fisici)
  • patologici (malattia)

L'osteoporosi e lo scheletro

L'osteoporosi indebolisce lo scheletro rendendolo più fragile a causa della diminuzione della densità ossea e delle modificazioni della microarchitettura delle ossa, aumentando il rischio di fratture patologiche.

L'osteoporosi, pur essendo generalmente considerata una malattia delle ossa, per alcuni non lo è e la considerano un processo parafisiologico (situazione di non normalità ma neanche di malattia) che predispone a:

  • un maggior sviluppo di fratture patologiche
  • una conseguente diminuzione della qualità e della speranza di vita
  • complicanze (difficoltà) dovute alle fratture

Poiché viene considerata troppo facilmente malattia, il British Medical Journal l'ha inclusa in un elenco di non-malattie, l'International Classification of Non-Diseases.

Tipologi di osteoporosi

L'osteoporosi si divide in primaria (originale) e secondaria, ovvero a causa di un evento collegato (iperparatiroidismo, farmaci osteotossici, ecc). Nel 95% dei casi l'osteoporosi è quella primaria.

L'osteoporosi primaria

L'osteoporosi primaria si divide in:

  • osteoporosi idiopatica ( la forma più rara di tutte, la cui causa non è chiara)
  • osteoporosi di tipo I o post-menopausale, dovuta alla diminuzione della produzione ormonale
  • osteoporosi di tipo II o senile, dovuta a varie cause, tra cui immobilizzazione, ridotto apporto di somatotropina (ormone della crescita), testosterone (ormone steroideo con più funzioni), calcio, magnesio, vitamina D, vitamina K e altri importanti micronutrienti, ridotta funzione dell'enzima 1a-idrossilasi che produce l'ormone attivo della vitamina D (il calcitriolo). Si manifestano principalmente nell'osso trabecolare ( la parte porosa interna delle ossa ) per  questo è soggetto al maggior numero di fratture.

L'osteoporosi secondaria

Le osteoporosi secondarie sono un gruppo ricco di varianti, ma costituiscono solo il 5% delle osteoporosi. Le principali sono classificabili come causate da:

  • iperparatiroidismo (disfunzione delle ghiandole paratiroidi)
  • utilizzo di farmaci osteopenizzanti (cortisonici, antiepilettici, eparine, anticoagulanti orali es. warfarin, diuretici dell'ansa es. furosemide)
  • basso peso corporeo
  • immobilizzazione protratta
  • ipersurrenalismo (sindrome di cushing)
  • ipercalciuria (presenza anormale di calcio nelle urine)
  • BPCO (broncopneumopatia cronica costruttiva)
  • artrite reumatoide
  • sarcoidosi (infiammazione che colpisce prevalentemente polmoni e ghiandole linfatiche)
  • celiachia (intolleranza al glutine)
  • neoplasie maligne (rigonfiamenti tumorali)
  • ridotto assorbimento intestinale di nutrimento e vitamina D
  • ipogonadismo (inadeguata produzione di ormoni sessuali)
  • morbo di Crohn (infiammazione cronica dell'intestino)
  • depranocitosi (anemia falciforme)

Cause dell'osteoporosi

Sintomi dell'osteoporosi

Artrosi reumatica

Cos'è l'artrosi reumatica

L'osteoartrosi è una malattia degenerativa delle articolazioni. E' conosciuta anche come artrosi reumatica o osteoartrite.

Colpisce il 10% della popolazione e il 50% delle persone che hanno superato i 60 anni di età. E' una delle cause più comuni di disturbi dolorosi e quando la malattia si manifesta, intorno alla zona colpita, si forma un nuovo tessuto connettivo (tessuto che collega tra di loro più tessuti ) e un nuovo osso.

Le parti del corpo più colpite sono le articolazioni che lavorano di più e si consumano, quindi, di più, e soprattutto quelle che sopportano il peso del corpo, come le vertebre lombari ( la terza parte della colonna vertebrale ) e le ginocchia.

Cambiamenti dell'articolazione colpita da osteoartrite

L'articolazione colpita dalla malattia presenta particolari cambiamenti della cartilagine (tessuto elastico e resistente ) e cioè:

  • assottigliamento
  • lesioni o screpolatura
  • formazione di osteofiti marginali (formazione ossea simile ad una spina di rosa )
  • zone di osteosclerosi  subcondrale ( aumento dello spessore, compattezza e durezza dell'osso) nelle aree di carico

La membrana sinoviale  (sottile rivestimento della capsula articolare e della parte articolare dell'osso che produce un liquido-la sinovia- che lubrifica le articolazioni) diventa:

  • iperemica (aumento del sangue e rigonfiamento delle venule)
  • ipertrofica (aumento del volume delle cellule del tessuto)
  • la capsula è edematosa (accumulo di liquidi) e fibrosclerotica (aumento di consistenza di un organo o di un tessuto) dovuto a fibrosi (ricostruzione di un danno tissutale con tessuto connettivale)

Cause dell'artrosi reumatica

Sintomi dell'artrosi reumatica

Artrite

Cos'è l'artrite

Cause dell'artrite

Sintomi dell'artrite