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Secondo la Naturopatia, quali sono i rimedi naturali, le cure naturali e lo stile di vita più sano per le ossa? Leggi tutte le informazioni raccolte in questa sezione a cura di Simona Vignali, Naturopata, sulle ossa, e i relativi disturbi come come cervicale, artrite, ernia, tendinite, menisco, frattura, mal di schiena, osteoporosi, artrosi reumatica, secondo la visione della Naturopatia.

  • Descrizione
  • Naturopatia
  • Psicosomatica
  • Sintomi
  • Rimedi Naturali
  • Alimenti
  • Approfondimento
  • Le ossa e i rimedi naturali in Naturopatia

    ossaposizione ossaFisiologia delle ossa

    Le ossa sono le parti dure che formano lo scheletro e hanno una funzione di sostegno del corpo, di protezione degli organi vitali come la cassa toracica e di articolazione del movimento. Il tessuto osseo costituisce un’importante riserva di calcio da cui l'organismo attinge in particolari momenti di bisogno per mezzo di un  processo ormonale. Le ossa possono avere tre diverse forme

    • Ossa lunghe: sviluppate nel senso della lunghezza come le costole e il femore
    • Ossa corte: sviluppate uniformemente nei vari diametri come le vertebre
    • Ossa piatte: di superficie estesa come il cranio e il bacino
  • Visione naturopatica delle ossa

    La cura naturopatica dei disturbi alle ossa comprende rimedi naturali, esercizi mirati, manualità come massaggio Ayurvedic Touch®, osteopatia o bilanciamento cranio-sacrale. E’ necessario seguire un’alimentazione alcalina e non infiammante, perché dal punto di vista naturopatico i problemi alle ossa si manifestano in terreni fortemente acidificati, con molte scorie acide. La pulizia regolare dell’intestino tramite idroterapia del colon o clistere casalingo risulta sempre indispensabile.

  • Interpretazione psicosomatica delle ossa

    I disturbi delle ossa generalmente riguardano una persona molto severa con se stessa, che non si concede tregua, che non fa ciò che le piace, che non esprime le proprie esigenze. Si aspetta di ricevere dagli altri ciò che desidera, ma siccome non avviene prova delusione, amarezza, risentimento. Un’alterazione delle ossa può essere legata alla paura di non essere sostenuti nella vita o può riflettere la difficoltà a cambiare una situazione non gradita.

  • Sintomi dei disturbi delle ossa

    Quando le ossa manifestano sintomi si tratta di dolori, infiammazione alle articolazioni, gonfiore, alterazione della forma, arrossamento. A volte quest i sintomi sono accompagnati da febbre, debilitazione, perdita di peso, difficoltà nel movimento.

  • Rimedi naturali per le ossa

    Evitare le carni rosse e i salumi fino alla guarigione, per ridurre la formazione e l’accumulo di acidi urici. Bere almeno un litro e mezzo di liquido al giorno per aiutare il ricambio di liquidi nell'organismo, preferibilmente  acqua a basso contenuto di minerali. Il digiuno aiuta favorendo l’eliminazione delle tossine. Effettuare applicazioni locali con linimenti disinfiammanti, oli naturali o lozione di Arnica.

  • I migliori alimenti per le ossa

    Come mantenere le ossa in salute

    Per mantenere in salute le ossa occorre alimentarsi con cibi ricchi di zolfo, silicio e magnesio ed evitare il sovrappeso. È necessario fare attenzione al corretto bilanciamento degli acidi grassi omega 3 e omega 6. Nell’alimentazione moderna, infatti, si tende a eccedere nel consumo di cibi ricchi di omega 6, responsabili dei processi infiammatori. Anche il calcio è fondamentale per la salute delle ossa ma, per evitare di perderlo, occorre che la dieta sia alcalinizzante.

    Vitamine e tanto movimento

    Per nutrire le ossa è altrettanto importante assumere cibi ricchi di vitamina D e vitamina C. Stare all’aria aperta, esposti al sole, permette una ricarica di vitamina D, indispensabile per assorbire il calcio. La vitamina C si trova in alimenti come gli agrumi, le Crucifere, i kiwi, il radicchio, gli spinaci. Inoltre una regolare attività fisica è molto d’aiuto perché avere una massa muscolare tonica stimola la produzione degli ormoni anabolici, indispensabili per la salute delle ossa.

    L’acidità ematica: un pericolo per le ossa

    Il consumo continuo e smodato di cibi industriali e raffinati, di oli vegetali e bevande acide porta all’innalzamento dell’acidità nel sangue. Questo processo non fisiologico viene naturalmente contrastato dall’organismo, visto che il range entro cui il ph del sangue deve mantenersi è fra 7,40 e 7,60, quindi l’ambiente ematico deve essere alcalino. L’organismo cerca di riequilibrare il ph, attraverso i sistemi tampone, in cui è coinvolto anche il calcio che viene rilasciato per stabilizzare l’omeostasi.

    Il latte non previene l’osteoporosi

    Questo è un mito da sfatare. Il latte e i latticini impoveriscono le ossa dal calcio. Come sostengono i naturopati è giusto scegliere alimenti che permettano un’integrazione di questo minerale ma occorre fare attenzione a un processo fisiologico biochimico che, se trascurato, rischia di portare a un indebolimento dell’apparato scheletrico. Quando introduciamo cibi acidificanti, di cui fanno parte anche latte e latticini, creiamo un ambiente ematico acido. Per effetto dei sistemi tampone, accennati poc’anzi, viene prelevato dalle ossa proprio il calcio per riequilibrare l’omeostasi. Così facendo le ossa andranno incontro a un progressivo indebolimento.

    Le donne in menopausa sono più a rischio

    Nelle donne in menopausa, se agli squilibri ormonali si aggiunge un’alimentazione acidificante, il rischio di osteoporosi è ancora più alto. È indispensabile prevenire, reperendo il calcio da alimenti non acidificanti e soprattutto vegetali ed integrali.

    Evitare il consumo di sale per ridurre le perdite di calcio

    Un’altra strategia per diminuire il rischio di depauperare le riserve di calcio dalle ossa è quello di ridurre, o ancora meglio, eliminare il consumo di sale a tavola. Il calcio delle ossa viene rilasciato nel sangue, poi va ai reni dove viene eliminato attraverso le urine. Il sale (Cloruro di Sodio) aggiunto ai cibi aumenta considerevolmente la perdita di calcio dai reni. Riducendo o eliminando completamente il sale dalla dieta, è possibile mantenere intatte le riserve di calcio nell’osso. Occorre ricordare che questo ingrediente è presente anche negli snack salati, nei cibi in scatola conservati sotto sale, nelle patatine in sacchetto, ecc. Meglio accertarsi, prima di consumare un prodotto confezionato, leggendo attentamente l’etichetta.

    La crusca di avena: ottima fonte di vitamine e minerali

    Con crusca di avena si intende il rivestimento esterno dei semi di avena. L’avena è un’ottima fonte di magnesio, potassio e acido folico. Inoltre contiene vitamina C, E, vitamine del gruppo B, zinco, rame, manganese e selenio. L’avena è tra i cereali più ricchi di proteine e di grassi mono e polinsaturi. Ha poche calorie, è ricca di fibre e ha un basso indice glicemico. Fornisce molta energia a lungo termine tanto da essere indicata nell’attività sportiva. La crusca di avena oltre ad avere proprietà antiossidanti e regolarizzanti il transito intestinale, agisce beneficamente sulla salute delle ossa, rinforzandole. Inoltre dona immediatamente un senso di sazietà, favorendo i processi di dimagrimento.

     

    Affidarsi ai consigli di un esperto

    Se hai la necessità di conoscere in modo più approfondito quali possono essere i rimedi naturali più adeguati al tuo caso, ti invito a contattarmi dal form di questa pagina per una domanda, o una consulenza di naturopatia on-line oppure in studio. Ti risponderò quanto prima.













  • I semi di chia

    I semi di Chia sono originari del Messico e del Guatemala e sono ormai rinomati e abbastanza presenti nell’alimentazione. Sono molto energetici, stabilizzano i livelli di glicemia, abbassano il colesterolo e migliorano la digestione. Sono benefici per la salute delle ossa perché contengono naturalmente calcio, poi manganese e fosforo. Sono un’ottima fonte di acidi grassi Omega 3. Mentre i semi di lino devono essere macinati prima del consumo, i semi di Chia possono essere consumati interi.

    Germogli di Erba Medica

    Il consumo di germogli prima dei pasti dovrebbe diventare una sana abitudine perché i germogli sono ricchi di enzimi che stimolano la digestione e sono una fonte inesauribile di vitamine e sali minerali. I germogli di Erba Medica o Alfa-Alfa sono ricchi di proteine; sali minerali tra cui calcio, potassio, ferro e zinco; vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C, E e vitamina K. Questi germogli hanno diverse proprietà: abbassano i livelli di colesterolo; prevengono l’ictus; contrastano la ritenzione idrica e nutrono il sistema scheletrico e ghiandolare. Inoltre puliscono fegato, sangue e visceri. Possono essere aggiunti alle insalate o accompagnare verdure crude o cotte, zuppe e minestre.

    I broccoli

    I broccoli, come tutte le Crucifere, famiglia a cui appartengono, sono un toccasana per la salute delle ossa e per evitare la loro degenerazione. Infatti si sono rivelati utili per combattere l’artrosi. Sono una fonte eccellente di vitamina C e di zolfo. Il sulforafano, sostanza di cui questi ortaggi sono ricchi, preserva le articolazioni contrastando gli enzimi che le logorano. Da studi effettuati, sembra che i broccoli e le crucifere in generale siano in grado di rallentare l’evoluzione di osteoartrite, la forma più comune di artrite.

  • Cervicalgia

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la cervicalgia

      La parola cervicale viene usata comunemente per descrivere il dolore al collo causato dall'infiammazione delle vertebre cervicali. Le vertebre cervicali, in tutto 7, sostengono il collo e il cranio. Il nome medico della cervicale è artrosi cervicale o cervicoartrosi.

      Un processo degenerativo

      La cervicale o cervicalgia, come tutte le artrosi, è un processo degenerativo: l'infiammazione prolungata delle cartilagini e delle componenti ossee delle vertebre cervicali può portare all'usura permanente, se non trattata.

    • Cause della cervicale

      Le cause scatenanti la cervicalgia, comunemente definita “cervicale”, sono diverse. Fra queste la sedentarietà, le contratture muscolari e le posture scorrette assunte durante la giornata, come stare molte ore davanti al computer in una postura forzata e non appropriata. Spesso le cause sono riconducibili ai colpi di freddo. La celvicalgia può essere causata da eventi traumatici (ad esempio un colpo di frusta). Fra le cause di insorgenza, anche le ernie cervicali e l’artrosi cervicale.

      Altre cause da non sottovalutare

      Spesso, indagando a fondo, si scopre che la causa primaria della cervicalgia è lo stress, quindi le eccessive tensioni muscolari ed emotive accumulate nel tratto cervicale. Un’altra causa può essere legata ad una postura scorretta assunta durante il sonno. Spesso si riposa su cuscini o materassi inadeguati e ci si sveglia con contratture. I difetti visivi e i difetti di occlusione dentale sono altre cause scatenanti la cervicalgia. Spesso nei pazienti affetti da cervicalgia si riscontra una ipercifosi dorsale o una iperlordosi lombare.

      A volte la causa è da imputare alla spondilosi, altre volte a sport in cui si rischiano impatti traumatici come la boxe o il rugby.

    • Sintomi della cervicale

      I sintomi della cervicale sono dolori al collo, paralisi parziale o totale dei movimenti, rigidità del collo, nausea, mal di testa, dolori alle spalle, sensazione di vertigine, dolori agli occhi, debolezza delle braccia, difficoltà visive.

  • Artrite

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'artrite

      L'artrite viene inserita tra le malattie infiammatorie degenerative. L'artrite reumatoide o poliartrite infiammatoria cronica, colpisce inizialmente la membrana sinoviale presente in alcune articolazioni - dette articolazioni sinoviali - come mani, spalla, anca, polso, mandibola, tra sterno e clavicola.

      Erosione delle cartilagini

      L'aumento di spessore della membrana sinoviale e la variazione della sua composizione cellulare causano la lenta e costante erosione delle cartilagini e delle estremità delle ossa coinvolte nell'articolazione.

    • Cause dell'artrite

      Le cause dell'artrite non sono semplici da definire. Innanzitutto occorre precisare che esistono diversi tipi di artrite, innumerevoli e, in base al decorso, si definiscono artriti acute o artriti croniche. L’infiammazione può colpire una o più articolazioni. In quest’ultimo caso si parla di poliartrite

      Ci sono forme di artrite che coinvolgono organi interni e tessuti come l’artrite infettiva, lo scleroderma (che colpisce la pelle), l’artrite psoriasica, tendiniti e borsiti. La più conosciuta è l’artrite reumatoide, patologia cronica che colpisce individui fra i 40 e i 60 anni. La causa è pressoché sconosciuta ma viene considerata una malattia autoimmune.  Esiste anche una artrite reumatoide giovanile che colpisce i bambini. L’artrite infettiva è causata da microorganismi che raggiungono l’articolazione attraverso il sangue o attraverso delle ferite.

      L’alimentazione scorretta gioca un ruolo fondamentale nell’insorgenza di ogni forma di artrite.

      Altre cause possono dipendere da traumi alle articolazioni, che non si sono ben curati; eccesso di peso corporeo, che causa stress alle articolazioni; lavori o posizioni coatte come stare inginocchiati su superfici dure; indossare per anni calzature inadeguate.

      Cause riscontrate frequentemente

      Si è rilevato, ad esempio, che l’artrite reumatoide, la fibromialgia e lo sleroderma colpiscono soprattutto le donne e le cause sono, sicuramente, da far risalire a squilibri nella produzione ormonale. La fibriomalgia è considerata da molti una malattia psicosomatica, le cui cause sono da ricondurre ad un tipo di vita stressante e fonte di frustrazioni. Nel caso delle osteoartriti, le cartilagini possono essere più deboli per motivi ereditari o per continue fratture. Nel caso della gotta, artrite gottosa, le cause possono essere anche di natura metabolica.

    • Sintomi dell'artrite

      I sintomi principali dell'artrite sono dolore, anche molto intenso, rigidità o paralisi delle articolazioni, ingrossamento delle articolazioni dovuto alla costante infiammazione.

  • Ernia

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'ernia

      L'ernia si può definire come la fuoriuscita di un viscere dalla cavità in cui è contenuto, attraverso:

      • una piccola apertura (orifizio)
      • un canale anatomico (un tubo del corpo)
      • una soluzione di continuo (interruzione della continuità di un organo o di un tessuto a causa di una lesione)

      Le cavità che riguardano un'ernia sono tre

      • cerebrale (del cervello)
      • toracica (del petto)
      • addominale (della pancia)

      Soltanto i visceri mobili o quelli colpiti da alcune malattie rischiano di erniarsi (uscire dalla loro sede naturale).  Un' ernia particolare è quella che trova uno sbocco (orifizio) vicino ad una cicatrice di una ferita pregressa (vecchia) laparotomica ( di un'operazione chirurgica ); in questo caso l'ernia viene chiamata laparocele o post-laparotomica (post operatoria).

      Classificazione dei tipi di ernia

      Le ernie rispetto alla dislocazione dei visceri (posizione diversa dalla sede naturale) si distinguono in:

      • ernie interne: quando lo spostamento avviene all'interno del corpo
      • ernie esterne: quando i visceri spostandosi tra le strutture che compongono una parete (specialmente quella addominale) si dirigono verso la pelle  e diventano evidenti.

      Le ernie si distinguono in

      • ernie cerebrali: sono ernie interne provocate dallo sviluppo di masse tumorali che riguardano il forame occipitale (buco del cranio attraversato dal midollo spinale) , per esempio ernie tonsillari, o il foro ovale (buco dell'osso sfenoide attraversato dal nervo mandibolare)
      • ernie del disco: sono ernie interne provocate dalla fuoriuscita del nucleo polposo ( parte centrale molle), nel canale della spina dorsale, del rachide cervicale (primo tratto della colonna vertebrale), toracico (tratto centrale), lombare o lombo sacrale (ultimo tratto)
      • ernie diaframmatiche: sono ernie interne provocate dallo spostamento di visceri addominali verso il torace: la più frequente è l'ernia iatale, nella quale una parte dello stomaco si sporge verso la cavità toracica attraverso lo iato esofageo (foro che permette all'esofago di raggiungere lo stomaco)
      • ernie addominali: sono ernie esterne che riguardano i visceri addominali mobili. Sono le più frequenti riguardando il 5-6% della popolazione.

       

    • Cause dell'ernia

      Fra le cause dell’ernia del disco si riscontrano:

      • Traumi (fratture, colpi di frusta). Il colpo di frusta è una delle cause principali dell’ernia cervicale così come il colpo della strega che coinvolge, invece, la zona lombo-sacrale.
      • Distorsioni in una qualsiasi parte del corpo. Attraverso le catene muscolari giungono di riflesso alla colonna;
      • Lussazioni;
      • Problemi posturali;
      • Posture professionali forzate (molte ore seduti o in piedi per lavoro);
      • Sollevamento di un peso fatto scorrettamente;
      • Problemi di masticazione, causa delle ernie cervicali;
      • Problemi visivi e/o uditivi;
      • Età avanzata. I dischi negli anni perdono elasticità;
      • Osteoporosi;
      • L’obesità e la mancanza di attività fisica;
      • Incidenti o cadute da una certa altezza.

      Anche l’ansia può essere una delle cause dell’ernia discale. Le tensioni e lo stress causano contratture muscolari.

      Cause dell’ernia  addominale o diaframmatica

      L’ernia diaframmatica può essere congenita, quindi causata da un non conforme sviluppo del diaframma nel feto. Se è acquisita è causata da un trauma, come nel caso di un incidente o una caduta o può essere causata da una lesione profonda come una ferita causata da un arma da fuoco o da taglio. A volte l’ernia diaframmatica insorge a seguito di interventi chirurgici all’addome o al torace. 

      La più diffusa è l’ernia iatale. In linea generale le cause sono da imputare a:

      • Obesità;
      • Errata postura da seduti;
      • Uno sforzo eccessivo durante un esercizio fisico, come il sollevamento pesi;
      • Un’eccessiva tensione durante la defecazione;
      • La gravidanza;
      • Il fumo;
      • Colpi di tosse continui.

      Nei bambini l’ernia iatale è congenita.

      Cause dell’ernia addominale

      Le cause più frequenti sono dovute a:

      • Sforzi reiterati (sforzi durante le attività lavorative o sportive);
      • Tosse persistente;
      • Stitichezza;
      • Cause congenite;
      • Obesità;
      • Gravidanza;
      • Interventi chirurgici o traumi, anche di vecchia data.
    • Sintomi dell'ernia

      A volte l’ernia discale può non presentare sintomi. Altre volte, invece, le ernie del disco possono essere molto dolorose. I sintomi principali sono:
      • dolore pungente, a volte accompagnato da formicolio e intorpidimento, che ha origine dal gluteo e si diffonde lungo la schiena o lateralmente lungo la gamba;
      • dolore, intorpidimento nella parte bassa della schiena e della gamba;
      • dolore e intorpidimento a livello del collo, del braccio, delle spalle o del petto;
      • mal di schiena o dolore alla gamba che si aggrava stando seduti o quando si starnutisce o si tossisce.
      Possono presentarsi altri sintomi correlati come:
      • insonnia;
      • ipostenia,
      • reumatismi;
      • rigidità dei muscoli del dorso e del collo;
      • parestesia e molto altro.


  • Tendinite

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la tendinite

      La tendinite o peritenonite è un'infiammazione del tendine. Con il termine tendinite ci si riferisce alla parte del corpo coinvolta (ad esempio tendinite di Achille, tendinite patellare (tendine della rotula del ginocchio). Nel caso di una infiammazione il corpo attiva una riorganizzazione del sistema dei vasi sanguigni nell'area interessata.

      Infiammazione della lamina connettivale

      Questo non avviene per il tendine perchè in realtà la tendinite è una peritendinite, cioè l'infiammazione del peritenonio. Il peritenonio è una sottile lamina connettivale (di collegamento) che avvolge il tendine interamente.

    • Cause della tendinite

      La tendinite è spesso causata da un trauma o da una serie di microtraumi, che insorgono per via di movimenti reiterati. Ad esempio un’attività che un soggetto sedentario intraprende per un lungo periodo, come pitturare casa, può portare a un sovraffaticamento. In questo caso potrebbe presentarsi una tendinite alla spalla. La persona che passa del tempo con le mani sulla tastiera del pc, può imbattersi in una tendinite al polso. I tennisti, per via dei loro movimenti ripetuti, possono soffrire di tendinite al gomito.

      La tendinite può verificarsi in soggetti già affetti da: artrite reumatoide, gotta, disturbi della tiroide, diabete, ipercolesterolemia, insufficienza renale, lupus eritematoso.

      Altre cause da non sottovalutare

      Ci sono altri fattori di rischio tra cui:

      • Uso di calzature non adeguate;
      • Fare jogging su terreni sconnessi, duri o molto soffici come la sabbia;
      • Esecuzioni errate di un esercizio;
      • Non riscaldarsi adeguatamente prima di un esercizio;
      • Riprendere precocemente gli allenamenti dopo un infortunio;
      • Difetti posturali;
      • Difetti congeniti come valgismo o varismo delle ginocchia.
    • Sintomi della tendinite

      Il sintomo ricorrente è sicuramente il dolore che interessa la parte infiammata, dolore riscontrabile, in modo lieve, anche alla palpazione o quando il tendine si muove. Spesso si riscontra gonfiore nella zona dolente, perché si forma del liquido, durante l’infiammazione, che provoca l’edema. Se il dolore svanisce e il soggetto riprende a fare attività fisica, pur non essendo pronto perchè è stato ingannato dalla scomparsa del dolore, il disagio può riapparire prontamente e in modo più acuto.

      A volte ci si imbatte nella tendinite crepitante. Il nome è dato dal fatto che, a causa dell’infiammazione, il tendine, muovendosi, fa rumore.

  • Menisco o meniscopatia

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è il menisco, nome comune per la meniscopatia

      La meniscopatia è la rottura parziale o minima del menisco. I menischi sono delle strutture fibro-cartilaginee (fasci di fibreimmerse in una base di cartilagine) che si trovano tra due parti che formano un’articolazione (incontro fra due ossa), le cui superfici non combaciano perfettamente.

      Funzioni dei menischi

      I menischi permettono alle superfici di combaciare, ma soprattutto hanno la funzione di proteggere l’articolazione dalle sollecitazioni biomeccaniche (urti, sforzi, piegamenti ecc.) a cui ogni giorno è sottoposta. Naturalmente la loro forma si adatta in rapporto alle superfici tra le quali si trovano.

       

    • Cause del menisco, nome comune per la meniscopatia

      Le cause principali sono dovute a microlesioni, frequenti in chi pratica determinati sport che sollecitano l’articolazione del ginocchio, come rugby, sci, basket o professioni che impegnano costantemente il ginocchio.

      Un’altra causa frequente è l’artrosi.

      La meniscopatia può essere conseguenza di:

      • traumi come distorsioni (una brusca rotazione del femore sulla tibia).
      • un’iperflessione del ginocchio;
      • anomalie congenite;
      • l’età avanzata (il tessuto cartilagineo del menisco può usurarsi);
      • instabilità del ginocchio (ad esempio alla rottura del legamento crociato anteriore possono conseguire lesioni al menisco).
    • Sintomi del menisco, nome comune per la meniscopatia

      I sintomi più comuni sono:

      • Dolore;
      • Blocco articolare;
      • Gonfiore;
      • Senso di calore e arrossamento del ginocchio;
      • Difficoltà a muovere e a piegare il ginocchio.

      Si può avere la sensazione di cedimento, soprattutto nello scendere o salire le scale. Quando si flette il ginocchio si può avere la sensazione di uno “scatto” articolare.

  • Frattura

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la frattura ossea

      La frattura è la rottura totale o parziale di un osso.

      Classificazione dei tipi di frattura

      Le fratture sono classificate in base all’eziologia (scienza che studia le cause di un fenomeno) e si distinguono in:

      • fratture traumatiche: avvengono in seguito ad un trauma violento in un osso con normale resistenza biomeccanica (un osso sano)
      • fratture patologiche: avvengono in un osso con ridotta resistenza biomeccanica, a causa di una malattia del corpo o dell’osso stesso, in seguito ad un trauma che non provocherebbe una frattura in un osso sano
      • fratture da durata (o da stress): tipiche degli sportivi, sono causate da una sequenza di piccolissimi traumi in un osso con una normale resistenza biomeccanica (avvengono lentamente)

      Fratture causate da forti colpi

      In base all’energia traumatica (forza del colpo ricevuto) distinguiamo:

      • fratture ad alta energia: l’osso si rompe in più punti
      • fratture a media energia: causate, ad esempio, da uno stiramento (allungamento) del tendine
      • fratture a bassa energia: tipiche degli anziani e dei bambini sono causate da incidenti, malattie e maltrattamenti

      Classificazione dei tipi di frattura riguardo la sede

      In base alla sede si distinguono:

      • fratture epifisiarie: l'epìfisi è la parte tondeggiante delle ossa lunghe rivestita di cartilagine che permette un perfetto movimento tra le ossa. In questi tipi di frattura la cartilagine si rompe ed è necessaria un'operazione chirurgica per ripristinare l'articolazione. Grazie alla presenza di molti vasi sanguigni nell'epìfisi la guarigione è molto facile
      • fratture metafisiarie: la metafisi è la parte tondeggiante dell'osso che sostiene l'epìfisi, ha una costituzione molle e spugnosa ma ricca di vasi sanguigni, ed è la sede dell'attività osteoclastica ( processo di riassorbimento e distruzione del tessuto delle ossa). Per questo motivo le fratture metafisiarie sono più frequenti nelle persone anziane
      • fratture diafisiarie: la diafisi è la parte centrale delle ossa lunghe, se la persona è giovane la frattura in questa parte risulta netta e diretta, se la persona è anziana indiretta e a spirale. E', in genere, una frattura correggibile e senza conseguenze.

      Classificazione dei tipi di frattura riguardo il punto di rottura dell'osso

      In base all'orientamento della  rima di frattura (l'esatto punto di rottura dell'osso), la frattura può essere

      • trasversale
      • obliqua
      • a spirale
      • comminuta
      • longitudinale

      Classificazione dei tipi di frattura riguardo i monconi

      In base allo spostamento dei monconi (le parti in cui l'osso resta diviso dopo la frattura) la frattura può essere

      • laterale
      • angolare
      • longitudinale
      • rotatoria

      Classificazione dei tipi di frattura riguardo l'integrità della cute

      Infine in base all'integrità della cute (pelle) distinguiamo in

      • fratture chiuse: quando la pelle è intatta e non ci sono monconi d'osso sporgenti (l'osso non comunica con l'esterno)
      • fratture esposte: quando la pelle è lacerata (ferita) e l'osso comunica con l'esterno. In questo caso il rischio d'infezione è molto alto, quindi la persona ha bisogno di cure antibiotiche oltre a quelle medico-chirurgiche.
    • Cause della frattura ossea

      Le fratture ossee sono provocate da traumi diretti, in seguito ad incidenti, cadute, contusioni o indiretti, conseguenza di movimenti insoliti, come ad esempio una torsione della gamba di un calciatore che ha il piede bloccato nel terreno.

      Si parla di fratture patologiche quando la frattura è causa e conseguenza di patologie che indeboliscono le ossa, come osteoporosi, tumori ossei benigni o infezioni.

      Altri significati della frattura

      A volte la frattura è sintomo di un tumore maligno. Questo succede nel caso di metastasi alle ossa, ad esempio vertebre, ossa del bacino, ecc. oppure può essere il sintomo dell’osteosarcoma, tumore che colpisce soprattutto il femore.

      Nei bambini, le cui ossa non si sono ancora completamente calcificate, la frattura avviene solo parzialmente, in risposta ad una forza esterna. In questo caso si parla di frattura a legno verde.

    • Sintomi della frattura ossea

      Il sintomo principale è il dolore, che è presente anche in caso di palpazione leggera. Si possono riscontrare gonfiori, ecchimosi, causate dalla perdita di sangue dall’osso fratturato o dei tessuti limitrofi e tumefazioni.

       

  • Mal di schiena o dorsopatia

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è il mal di schiena o dorsopatia

      Il mal di schiena, che la medicina chiama dorsopatia, riguarda la sensazione didolore che si avverte sulla schiena. Il mal di schiena può essere causato dai muscoli, dai nervi, dalle ossa, dalle superfici delle articolazioni o da altre strutture nella colonna vertebrale.

      Il dolore da mal di schiena

      Il dolore può essere continuo o saltuario, fisso in un punto o allargarsi verso altri punti. Inoltre, il dolore può essere sordo (profondo senza un punto preciso), gravativo (continuo e intenso), acuto, trafiggente e bruciante (forte e localizzato).

      Mal di schiena alto e mal di schiena basso

      Il dolore può essere sentito al collo o arrivare alle braccia e alle mani, in questo caso parliamo di mal di schiena alto; oppure può essere sentito nel fondo schiena ed estendersi a gambe e piedi, e in questo caso parliamo di mal di schiena basso.

      Oltre alla sensazione del dolore, il mal di schiena può causare

      • debolezza e stanchezza delle membra
      • sensazione di addormentamento (la parte perde sensibilità)
      • formicolii della zona dolorante

      Diffusione del mal di schiena nel mondo

      Il mal di schiena è una delle sindromi (segnali di una malattia) più frequenti e dolorose che colpisce l'umanità. In America, il mal di schiena basso acuto (chiamato anche lombaggine) è la quinta causa più comune di visita medica.

      Circa il 90% delle persone adulte prova dolore al dorso (mal di schiena) ad un certo punto della vita ed il 50% delle persone adulte che lavorano prova questo dolore ogni anno.

      La spina dorsale è allo stesso tempo una via e una rete di collegamento molto complessa che racchiude nervi, giunti, muscoli, tendini e legamenti: tutti in grado di produrre dolore.

      Le grosse radici nervose che hanno origine nella spina dorsale, i plessi (fasci di nervi) ed i grossi nervi che da essi si formano e che si diramano per andare alle gambe e alle braccia, sono tutti capaci di generare dolore che spesso si allarga verso le estremità.

      In casi rari, il mal di schiena può essere un segno  di seri problemi medici.

    • Cause del mal di schiena

      Le cause del mal di schiena sono numerose. Si suddividono, a grandi linee, in cause della struttura ossea e cause muscolari. In realtà ai problemi ossei corrispondono problemi muscolari e viceversa. Fra le cause della struttura ossea c’è l’artrosi che colpisce soprattutto il tratto cervicale e il tratto lombare. Altra causa è l’ernia del disco, molto frequente a livello lombare, più rara a livello cervicale e dorsale.

      I muscoli sono interessati

      Il mal di schiena può essere provocato da cause muscolari dovute, ad esempio, a posizioni scorrette assunte durante la giornata. Responsabili del mal di schiena possono essere traumi (cadute, colpi di frusta, movimento improvviso) o un eccesso di attività fisica (i muscoli della colonna possono stirarsi esageratamente);

      Cause correlate

      Molto diffusa è la scoliosi. Se è lieve non crea problemi, se la curva della scoliosi è importante può portare, come conseguenza, al mal di schiena.

      Altre cause:

      • Arti inferiori di diversa lunghezza che scompensano bacino e colonna;
      • Spondilite anchilosante;
      • Tumori ossei (in genere provenienti da altri organi, quindi metastasi);
      • Starnuti o colpo di tosse violenti.

      Dal punto di vista olistico sono state riscontrate cause provenienti da disturbi allo stomaco, al colon o al fegato o provenienti da altri organi interni.

    • Sintomi del mal di schiena

      Il sintomo principale è sicuramente il dolore, nella parte alta o bassa della schiena. Spesso il dolore è accompagnato da spasmi ed è presente anche alla palpazione. Alcuni dolori possono diminuire con il riposo e riacutizzarsi svolgendo determinate attività. A volte il dolore lombare può irradiarsi sino alla gamba ed accompagnarsi a formicolio e intorpidimento. In questo caso si parla di sciatica o sciatalgia. Il dolore può essere acuto e durare da 4 a 6 settimane o cronico, quindi continuo e costante (nei casi di ernia discale, osteoartrite, ecc.).

      Non sottovalutare il peggioramento dei sintomi

      Se i sintomi peggiorano, occorre rivolgersi ad uno specialista. Soprattutto nel caso in cui:

      • Il dolore peggiora e non permette lo svolgimento delle normali attività quotidiane;
      • Si riscontra debolezza o intorpidimento a livello del bacino, della gamba, delle braccia o delle mani;
      • Si presenta incontinenza urinaria o degli sfinteri.
  • Osteoporosi

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'osteoporosi

      L'osteoporosi è una malattia che colpisce lo scheletro provocando una perdita di resistenza e di massa ossea. L'osteoporosi, pur essendo generalmente considerata una malattia delle ossa, per alcuni non lo è e viene considerata un processo parafisiologico (situazione di non normalità ma neanche di malattia) che predispone a:

      • un maggior sviluppo di fratture patologiche
      • una conseguente diminuzione della qualità e della speranza di vita
      • complicanze (difficoltà) dovute alle fratture

      Tipologie di osteoporosi

      L'osteoporosi si divide in primaria (originale) e secondaria, ovvero a causa di un evento collegato (iperparatiroidismo, farmaci osteotossici, ecc). Nel 95% dei casi l'osteoporosi è quella primaria.

      L'osteoporosi primaria

      L'osteoporosi primaria si divide in:

      • osteoporosi idiopatica ( la forma più rara di tutte, la cui causa non è chiara)
      • osteoporosi di tipo I o post-menopausale, dovuta alla diminuzione della produzione ormonale
      • osteoporosi di tipo II o senile, dovuta a varie cause, tra cui immobilizzazione, ridotto apporto di somatotropina (ormone della crescita), testosterone (ormone steroideo con più funzioni), calcio, magnesio, vitamina D, vitamina K e altri importanti micronutrienti, ridotta funzione dell'enzima 1a-idrossilasi che produce l'ormone attivo della vitamina D (il calcitriolo). 

      Si manifestano principalmente nell'osso trabecolare (la parte porosa interna delle ossa ) per questo è soggetto al maggior numero di fratture.

      L'osteoporosi secondaria

      Le osteoporosi secondarie sono un gruppo ricco di varianti, ma costituiscono solo il 5% delle osteoporosi. Le principali sono classificabili come causate da:

      iperparatiroidismo (disfunzione delle ghiandole paratiroidi)

      utilizzo di farmaci osteopenizzanti (cortisonici, antiepilettici, eparine, anticoagulanti orali es. warfarin, diuretici dell'ansa es. furosemide)

      • basso peso corporei
      • immobilizzazione protratta
      • ipersurrenalismo (sindrome di cushing)
      • ipercalciuria (presenza anormale di calcio nelle urine)
      • BPCO (broncopneumopatia cronica costruttiva)
      • artrite reumatoide
      • sarcoidosi (infiammazione che colpisce prevalentemente polmoni e ghiandole linfatiche)
      • celiachia (intolleranza al glutine)
      • neoplasie maligne (rigonfiamenti tumorali)
      • ridotto assorbimento intestinale di nutrimento e vitamina D
      • ipogonadismo (inadeguata produzione di ormoni sessuali)
      • morbo di Crohn (infiammazione cronica dell'intestino)
      • depranocitosi (anemia falciforme)
    • Cause dell'osteoporosi

      L'osteoporosi può essere causata da:

      • fattori nutrizionali
      • metabolici (processi chimico-fisici)
      • patologici (malattia)
    • Sintomi dell'osteoporosi

      L'osteoporosi indebolisce lo scheletro rendendolo più fragile a causa della diminuzione della densità ossea e delle modificazioni della microarchitettura delle ossa, aumentando il rischio di fratture patologiche.

  • Artrosi reumatica

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'artrosi reumatica

      L'osteoartrosi è una malattia degenerativa delle articolazioni. E' conosciuta anche come artrosi reumatica o osteoartrite.

      Colpisce il 10% della popolazione e il 50% delle persone che hanno superato i 60 anni di età. E' una delle cause più comuni di disturbi dolorosi e quando la malattia si manifesta, intorno alla zona colpita, si forma un nuovo tessuto connettivo (tessuto che collega tra di loro più tessuti ) e un nuovo osso.

      Le parti del corpo più colpite sono le articolazioni che lavorano di più e si consumano, quindi, di più, e soprattutto quelle che sopportano il peso del corpo, come le vertebre lombari ( la terza parte della colonna vertebrale ) e leginocchia.

      Cambiamenti dell'articolazione colpita da osteoartrite

      L'articolazione colpita dalla malattia presenta particolari cambiamenti della cartilagine (tessuto elastico e resistente ) e cioè:

      • assottigliamento
      • lesioni o screpolatura
      • formazione di osteofiti marginali (formazione ossea simile ad una spina di rosa )
      • zone di osteosclerosi  subcondrale ( aumento dello spessore, compattezza e durezza dell'osso) nelle aree di carico

      La membrana sinoviale  (sottile rivestimento della capsula articolare e della parte articolare dell'osso che produce un liquido-la sinovia- che lubrifica le articolazioni) diventa:

      • iperemica (aumento del sangue e rigonfiamento delle venule)
      • ipertrofica (aumento del volume delle cellule del tessuto)
      • la capsula è edematosa (accumulo di liquidi) e fibrosclerotica (aumento di consistenza di un organo o di un tessuto) dovuto a fibrosi (ricostruzione di un danno tissutale con tessuto connettivale)
    • Cause dell'artrosi reumatica

      Fra le cause più comuni di osteoartrosi, detta anche artrosi reumatica o osteoartrite troviamo:

      • L’età avanzata (ci possono essere problemi di usura alle cartilagini oppure ai tendini);
      • Infiammazione interna dell’osso che può provocare anche un accumulo di liquido, quindi edema;
      • Difetti congeniti o acquisiti, per colpa dei quali le articolazioni non si muovono in modo corretto;
      • Sovrappeso e obesità che creano un sovraccarico sulle articolazioni e possono danneggiare le cartilagini;
      • Carico eccessivo, per via di un lavoro svolto o di una attività sportiva troppo intensa;
      • Traumi articolari;
      • Presenza di altre malattie reumatologiche come l’artrite;
      • Stress;
      • Umidità.
    • Sintomi dell'artrosi reumatica

      I sintomi più comuni sono:

      • Dolore articolare, soprattutto quando si cammina o si svolge attività fisica;
      • Rigidità articolare dopo il riposo notturno;
      • Ridotto movimento articolare;
      • A volte deformazione delle articolazioni interessate;
      • In generale si riscontrano debolezza e atrofia muscolare.
    • Definizione
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