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Secondo la Naturopatia, quali sono i rimedi naturali, le cure naturali e lo stile di vita più sano per la vagina? Leggi tutte le informazioni raccolte in questa sezione a cura di Simona Vignali, Naturopata, sulla vagina, e i relativi disturbi come vulvovaginite non infettiva, vaginosi batterica, candida, candodosi,tricomoniasi, leucorrea, algie pelviche, cisti di Bartolini, herpes vaginale, adenocarcinoma, gonorrea, clamidia, imperforazione dell'imene, vestibolodinia, vulvodinia, uretrite, e malattia infiammatoria pelvica, secondo la visione della Naturopatia.

  • Descrizione
  • Naturopatia
  • Psicosomatica
  • Sintomi
  • Rimedi Naturali
  • Alimenti
  • Approfondimento
  • La vagina e i rimedi naturali in Naturopatia

    vaginaposizione vaginaFisiologia della vagina

    La vagina costituisce l’ultimo tratto dell’organo genitale femminile, è un canale dotato di pareti elastiche muscolo-membranose  lungo 7-12 cm e ha una larghezza di 2,5-3 cm. Si estende dagli organi genitali esterni (vulva), all’utero. Accoglie l’organo genitale maschile e lo sperma durante il coito ed è l’ultimo tratto che il feto percorre nella sua discesa verso la luce. Attraverso la vagina viene inoltre eliminato periodicamente il sangue mestruale.

  • Visione naturopatica della vagina

    I disturbi della vagina sono dovute nella maggior parte dei casi  a particolari funghi, i lieviti del tipo Candida. La candidosi si manifesta con prurito vulvare o vaginale e può causare dolore durante i rapporti. E’ alimentata da zucchero bianco, farine raffinate, cibi acidificanti e si manifesta più facilmente in situazioni di stress o basse difese immunitarie. La sua cura non deve essere mai soltanto localizzata, ma prendere in considerazione lo stato globale del terreno naturopatico.

  • Interpretazione psicosomatica della vagina

    Spesso i disturbi alla vagina come le vaginiti rendono visibili la collera nei confronti del partner sessuale. Si può trattare di un rifiuto della figura maschile in generale, o del senso di colpa per essersi concessa troppo facilmente. Spesso è coinvolta la figura paterna, vissuta come superficiale o distratta. La candidosi indica il rimpianto del passato candore virginale e il desiderio che gli altri credano alla presente innocenza.

  • Sintomi dei disturbi della vagina

    l’organo femminile è esposto a infezioni almeno quanto gli altri apparati del corpo e poiché esso si apre al mondo esterno, ha anche problemi specifici dovuti alle infezioni da contatto. Per certi aspetti i problemi sono simili a quelli delle orecchie, del naso e della gola, in quanto anche in queste aree vi sono membrane e mucose esposte alle infezioni. La produzione di muco è una risposta comune alle infezioni interne, oppure è dovuta al tentativo del corpo di liberarsi del muco in eccesso. Per promuovere la guarigione del tessuto, sono di solito indicati i rimedi astringenti, in particolare nei casi in cui si hanno perdite mucoidali.

  • I rimedi naturali per la vagina

    Curare naturalmente i disturbi vaginali

    La vagina costituisce l’ultima parte dell’organo genitale femminile. Spesso, a causa dello stress o di un’alimentazione squilibrata, si possono manifestare disturbi fastidiosi e con sintomi caratteristici. Possono insorgere infezioni vaginali, di natura virale o batterica, originate da funghi e che possono essere trasmesse anche per via sessuale. Le più diffuse sono la candidosi, la clamidia, la gonorrea e l’herpes genitale. Sono frequenti anche le cistiti. Quando sono presenti questi disturbi o sintomi specifici come prurito, secchezza delle mucose, bruciore intimo, ecc. si può intervenire con rimedi naturali efficaci e non invasivi.

    La Calendula antibiotica e antisettica

    La Calendula è un valido rimedio per prevenire o per trattare le infezioni vaginali grazie alla sua azione antibiotica, antimicrobica e antisettica, utile sia contro i batteri che contro i funghi. Ha proprietà antinfiammatorie, agendo sulle irritazioni delle mucose. Queste proprietà sono dovute alla presenza delle mucillagini. Infine la Calendula è indicata contro il prurito; in questo caso si possono effettuare dei lavaggi con acqua e qualche goccia di tintura madre di Calendula.

    La Camomilla: rilassante muscolare

    La Camomilla è un rimedio che dovremmo avere nella nostra dispensa di rimedi naturali. La Camomilla, infatti, è nota per le sue molteplici virtù terapeutiche. È conosciuta come sedativo, calmante e antispasmodico, in grado di provocare anche un rilassamento muscolare. La presenza di mucillagini conferisce alla pianta proprietà antinfiammatorie, agendo beneficamente sulle mucose del corpo. Grazie alla sua azione antinfiammatoria, la Camomilla è un efficace rimedio naturale contro il prurito intimo. Si può preparare un infuso con i fiori secchi, farlo raffreddare e utilizzarlo per fare impacchi sulle zone interessate, riscontrando un beneficio immediato.

    La Viola del Pensiero contrasta le infiammazioni

    La Viola Tricolor, o Viola del Pensiero, è un fiore indicato per le problematiche femminili. È ricca in mucillagini, flavonoidi, tannini e, grazie alla presenza di rutina, ha proprietà antiflogistiche, soprattutto a livello del tratto uro-genitale, combattendo efficacemente infezioni e infiammazioni di varia natura. La Viola del Pensiero svolge un’azione depurative e detossinante; è in grado di drenare, disinfiammare e disinfettare. Si può assumere sotto forma di infuso.

    Olio essenziale di Eucalipto antivirale 

    Oltre ai rimedi fitoterapici, si può optare per l’aromaterapia e scegliere l’olio essenziale di Eucalipto per la sua attività antibatterica, efficace contro le affezioni delle vie urogenitali come la cistite, la candidosi e la leucorrea. Inoltre quest’olio ha anche un gradevole effetto deodorante. L’olio essenziale di Eucalipto è un antivirale e un antinfiammatorio naturale. 

    L’aceto di mele: sollievo e igiene

    Per usufruire delle sue proprietà antibatteriche e disinfettanti, si possono aggiungere uno o due cucchiai di aceto di mele all’acqua che si userà per lavare le parti intime. Il sollievo è immediato e il trattamento va ripetuto più volte al giorno.

    Consigli generali

    Per prevenire i disturbi vaginali occorre mantenere una corretta igiene intima, utilizzando saponi con un ph neutro, così da non squilibrare la flora batterica della vagina. Inoltre è buona norma non indossare pantaloni stretti e utilizzare biancheria intima di cotone; meglio evitare quella di tessuto sintetico. Infatti la zona intima deve poter traspirare; se aumenta l’umidità in questa zona, si dà il via alla proliferazione di microrganismi e possono presentarsi diversi disturbi come la candidosi, ad esempio. Per contro è dannoso anche l’abuso di igiene intima. Infine è indispensabile imparare a gestire lo stress in eccesso perché abbassa le difese dell’organismo e rende più vulnerabili alle infezioni.

    I consigli del naturopata

    Se desideri comprendere in modo più approfondito quali possono essere i rimedi naturali più adeguati al tuo caso, ti invito a contattarmi dal form di questa pagina per una domanda, o una consulenza di naturopatia on-line oppure in studio. Ti risponderò quanto prima.




  • I migliori alimenti per la vagina

    Un sano stile di vita per prevenire le infezioni

    Molte donne, nel corso della loro vita, sono soggette a infezioni vaginali che creano fastidi e influiscono negativamente sulla psiche femminile. Le cause sono diverse: scarsa o eccessiva igiene intima, con prodotti non idonei; rapporti sessuali non protetti; squilibri ormonali; stress in eccesso che abbassa le difese immunitarie e rende l’organismo più esposto alle infezioni. Inoltre non è da sottovalutare l’alimentazione. Fra le cause delle infiammazioni c’è un’alterazione della permeabilità intestinale, dovuta a un consumo eccessivo di cibi industriali e raffinati. Quando le pareti dell’intestino diventano permeabili fanno passare i batteri che possono giungere sino al distretto uro-genitale.

    Il giusto ph vaginale

    I cibi che mangiamo hanno effetti diversi sul ph del corpo. Molti aiutano e fortificano il sistema immunitario, altri lo abbattono portando all’insorgenza di infiammazioni. Una vagina in salute presenta naturalmente un ph acido. Al suo interno si trova una flora batterica in grado di prevenire le infezioni e mantenere l’equilibrio. Per questo motivo è fondamentale scegliere i cibi giusti per assicurarsi di non alterare la flora batterica vaginale e mantenersi in salute.

    Il succo di mirtillo contro batteri e infezioni

    Il succo di mirtillo è un ottimo alimento per riequilibrare il ph della vagina. Il mirtillo rosso è ricco di proantocianidine e di sostanze acide, che lo rendono in grado di combattere i batteri responsabili delle infezioni vaginali e del tratto urinario. Il succo di mirtillo e le bacche sono indicate anche in caso di cistite. Contengono vitamina A, C e vitamine del gruppo B, oltre a diversi sali minerali che conferiscono a questo frutto un’azione antiossidante.

    Edamame e i prodotti della soia

    L’edamame, ovvero i fagioli di soia, e tutti i prodotti a base di soia, come tofu, tempeh, ecc. contengono fitoestrogeni non steroidei, composti che imitano l’estrogeno e che sono in grado di mantenere lubrificata la vagina. Infatti la secchezza vaginale dipende dalla riduzione del livello degli estrogeni, ormoni che favoriscono l’elasticità dei tessuti e la lubrificazione. Il consumo di edamame previene la secchezza vaginale e il prurito così come tutti i prodotti derivati dalla soia. L’edamame contiene anche acidi grassi Omega 3, utilissimi anche per contrastare i sintomi della menopausa e i dolori premestruali.

    La mela e l'orgasmo

    La mela è un frutto riconosciuto per le sue proprietà nutrizionali, ma forse non si è a conoscenza di uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Gynecology and Obstetrics che ha rivelato come le donne che mangiano mele quotidianamente presentino una maggiore lubrificazione. Questo frutto contiene un composto che tende ad assomigliare all’estradiolo, l’ormone sessuale femminile. Inoltre nella mela sono presenti i polifenoli che favoriscono il flusso sanguigno verso il tessuto vaginale, facilitando l’orgasmo femminile.

    L’aglio contro le infezioni

    È vero, l’aglio non riscuote molte simpatie ma è noto per le sue proprietà antimicrobiche e antifungine date dal suo principio attivo: l’allicina, responsabile anche del suo odore intenso. Sarebbe meglio consumarlo crudo per beneficiare al meglio delle sue virtù terapeutiche. È efficace per prevenire i problemi vaginali come prurito, cattivo odore, perdite bianche e bruciore e ha la capacità di rafforzare il sistema immunitario e di contrastare qualsiasi infezione.

    La patata dolce

    La patata dolce è molto utile per mantenere una buona salute vaginale. È ricca di vitamina A, che fortifica le pareti uterine e favorisce la produzione di ormoni, permettendo inoltre di mantenere alti i livelli di energia.

    Il sostegno del naturopata

    Se desideri scoprire quali sono gli alimenti più indicati al tuo caso, per prevenire o curare una disfunzione vaginale, ti invito a contattarmi dal form di questa pagina per una domanda, o una consulenza di naturopatia on-line oppure in studio. Ti risponderò quanto prima.

  • “Abbi cura di te
    Se hai la voce debole o perdi spesso la voce, desideri potenziale la salute di questo tuo importante organo? Ti consiglio un approccio naturopatico, globale e personalizzato. Non accontentarti mai del fai da te o di consigli corretti ma pur sempre generici. Ognuno di noi è diverso. Scrivimi con una richiesta di consulenza, a distanza tramite e-mail, oppure di persona nel mio studio.”

Disturbi comuni della vagina

  • Vulvovaginiti non infettive
  • Vaginosi batterica
  • Candida
  • Candidosi
  • Tricomoniasi
  • Leucorrea
  • Algie pelviche
  • Cisti di Bartolini
  • Herpes vaginale
  • Adenocarcinoma
  • Gonorrea
  • Clamidia
  • Imperforazione dell'imene
  • Vestibolodinia
  • Vulvodinia
  • Uretrite
  • Malattia infiammatoria pelvica
  • Vulvovaginiti non infettive

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la vulvovaginite

      Le vulvovaginiti non infettive rappresentano circa il 40% delle più frequenti sintomatologie dell'apparato genitale. Esistono diverse cause che portano a questa infiammazione, molte volte non conosciute e quasi mai  diagnosticate.

      Terapie poco efficaci

      Spesso quando si riscontra una sintomatologia vulvovaginale, si individua una sostanza tossica  infettiva. Generalmente nel caso di vulvovaginiti non infettive si prescrivono rimedi e terapie, topiche o  orali, che non arrivano a eliminare le cause, non migliorando il problema.

    • Cause della vulvovaginite

      Sono quattro i fattori più importanti che espongono al rischio di contrarre vulvovaginiti non infettive:

      1. rapporti sessuali (possono formarsi micro-abrasioni causate da una scarsa lubrificazione. Ciò  comporta anche l'intrusione di agenti esterni sensibilizzanti)
      2. abitudini igieniche (non è sano l'uso smisurato di detergenti intimi e lavande vaginali)
      3. abbigliamento (l'ecosistema vaginale può essere sensibilizzato e quindi alterato se la donna ha l'abitudine di indossare indumenti molto attillati, specie se sintetici)
      4. fattori psicologici (una vita sessuale priva di soddisfazioni o una vita in preda alla depressione può portare a Vulvovaginiti non infettive)
    • Sintomi della vulvovaginite

      Le vulvovaginiti non infettive possono causare prurito, arrossamento, bruciore e persino dolore. Si può avere la presenza di leucorrea (secrezioni biancastre definite come perdite vaginali) ma in assenza di cattivo odore.

      Comparsa di vescicole

      Nei rari casi più gravi si possono verificare la comparsa di vescicole, bolle o addirittura ulcerazioni.

       

  • Vaginosi batterica

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la vaginosi batterica

      La vaginosi batterica è sicuramente l'infezione della vagina più diffusa tra le donne. La vaginosi batterica consiste nell'alterazione del normale ecosistema vaginale e del suo pH; in altre  parole,uno uno squilibrio dei microrganismi (flora saprofita) che popolano e difendono l'ambiente vaginale.

      Alterazione della flora batterica

      Nella vaginosi batterica si verifica una diminuzione dei Lactobacilli (o Bacillo di Doderlein), che generalmente svolgono la funzione di mantenere l'ambiente vaginale con un pH leggermente acido (il pH normale della vagina è di circa 4,5), quindi preservandolo dallo sviluppo di batteri nocivi.

      Sintomi da non trascurare

      La vaginosi batterica, come tutte le altre infezioni vaginali, appare all'inizio come un problema banale, spesso ignorato o sottovalutato. Al contrario, dovrebbe essere sempre trattato tempestivamente. Se una vaginosi batterica non viene curata in tempo, può portare a successive alterazioni del collo dell'utero o una vera e propria malattia infiammatoria pelvica.

      Se compare in gravidanza

      Se la donna è in stato di gravidanza, la vaginosi batterica è comunemente associata alla rottura anticipata delle membrane e anche a parti prematuri.

    • Cause della vaginosi batterica

      La vaginosi batterica ha cause ignote. O meglio è sconosciuta la causa che crea un disequilibrio tra i batteri normalmente presenti nella vagina. Una cosa è certa, non è un disturbo trasmesso per via sessuale.

      In gravidanza è associata ad una rottura anticipata delle membrane.

      Fattori di maggior incidenza

      La vaginosi batterica è più frequente nei soggetti che sono portatori di una malattia trasmessa sessualmente, in quelli che usano dispositivi inntrauterini o che hanno frequenti rapporti sessuali. Può manifestarsi il disturbo anche nelle donne monogame o nelle vergini.

       

    • Sintomi della vaginosi batterica

      Generalmente la vaginosi batterica causa secrezioni e irritazione nell’area interessata accompagnate da cattivo odore. Anche se i sintomi possono essere  minimi o assenti, si possono verificare raramente dolore o gonfiore.

      Irritazione nel rapporto e nella minzione

      Il dolore a volte si percepisce di più durante un rapporto o durante la minzione.

       

  • Candida

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la candida

      La candidosi, detta anche candidiasi o moniliasi, è un'infezione da funghi del genere Candida (un genere di lieviti che causa infezioni fungine nell'uomo e negli animali), di cui il più comune è Candida albicans.

      Si manifesta nei soggetti immunodepressi

      La candidosi raggruppa le infezioni più superficiali (per esempio il mughetto orale e le vaginiti) e quelle sistemiche potenzialmente mortali. Questo tipo di candida è anche detta candidemia, generalmente limitata a chi ha problemi del sistema immunitario (persone immunocompromesse), come per esempio i malati di cancro, i trapiantati, chi ha contratto l'AIDS, i pazienti traumatici sottoposti a intervento chirurgico di emergenza.

       

       

       

    • Cause della candida

      La candida dipende da agenti patogeni opportunisti del genere Candida (i funghi della specie Candida fanno parte della normale flora microbica della pelle, della bocca, del tratto gastroenterico e della vagina).

      Alterazione della flora

      Spesso la normale flora vaginale, costituita da batteri lattici, come i lactobacillus, può essere perturbata dall'uso esterno di detergenti o lavande. Anche disordini interni (ormonali o fisiologici) possono perturbare la flora vaginale e ciò comporta una crescita eccessiva di cellule di Candida che causano i sintomi di infezione, come infiammazioni locali.

      Contraccettivi e gravidanza

      Anche la gravidanza e l'uso di contraccettivi orali sono ritenuti fattori di rischio per la candida, come anche il diabete mellito (disturbo metabolico caratterizzato da una persistente instabilità del livello glicemico del sangue, che passa da condizioni di iperglicemia, più frequente, a condizioni di ipoglicemia) e l'uso di antibiotici.

      Ecco di carboidrati e zuccheri

      La candidosi è influenzata anche dall'alto contenuto di zuccheri e carboidrati nella dieta, dalle terapie ormonali sostitutive, dai trattamenti di infertilità e dall'indossare biancheria stretta, sintetica o bagnata per lungo tempo.

    • Sintomi della candida

      La candida si manifesta con perdite vaginali biancastre oltre che forte prurito e talvolta bruciore ed arrossamenti localizzati. Possono essere presenti anche episodi di un disturbo chiamato dispareuni ovvero rapporti sessuali dolorosi.

  • Candidosi

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
  • Tricomoniasi

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la tricomoniasi

      La tricomoniasi è una malattia sessualmente trasmissibile abbastanza diffusa che colpisce uomini e donne, anche se è più comune tra le donne. Tra le donne giovani sessualmente attive è il disturbo più trasmesso attraverso il sesso: per fortuna è una malattia che si può curare. Ogni anno ne sono affette circa 5 milioni di persone.

      Precauzioni per prevenire

      Le precauzioni da utilizzare per prevenire la tricomoniasi sono:

      1. usare sempre e in modo corretto il preservativo (in lattice o poliuretano) in tutti i rapporti sessuali. Purtroppo il preservativo non previene tutte le MST (malattie sessualmente trasmissibili), perché nelle persone infette le ferite e le lesioni possono apparire in zone non coperte dal preservativo, e quindi l’infezione può essere trasmessa al partner
      2. limitare il numero di partner, e non cambiarlo spesso. Avere contatti sessuali con un unico partner sano
    • Cause della tricomoniasi

      La tricomoniasi è una malattia sessualmente trasmissibile attraverso rapporti sessuali vaginali o attraverso vagina di una partner infetta. Mentre le donne possono essere contagiate sia da un uomo che da un’altra donna, gli uomini unicamente da una partner di sesso femminile.

    • Sintomi della tricomoniasi

      La tricomoniasi nelle donne incinte può portare alla rottura prematura delle membrane, di conseguenza a un parto prematuro. La tricomoniasi infiamma la zona genitale e aumenta il rischio di contrarre l’infezione da HIV. Inoltre se il protozoo Trichomonas infetta una donna già colpita dal virus HIV, le probabilità di trasmettere l’HIV al partner saranno sicuramente più elevate.

      I campanelli d'allarme

      Perdite di colore scuro e maleodoranti, bruciore durante la minzione, dolore o irritazione non comuni dovrebbero rappresentare un segnale d'allarme.

  • Leucorrea

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la leucorrea

      La leucorrea (o perdite bianche)  descrive perdita di notevoli secrezioni vaginali, più o meno vischiose, di colore biancastro-trasparente ed odore sottile. Il liquido viene secreto della cervice uterina e le piccole quantità di liquido che fuoriescono dalla mucosa interna della vagina, servono a conservare una lubrificazione adeguata e a tenere pulito tale canale muscolomembranoso.

      Manifestazione della leucorrea

      La leucorrea si verifica spesso quando la donna si trova in stato di gravidanza, durante l'ovulazione, a volte in periodo puberale ed generalmente quando sono presenti alterazioni dei livelli degli estrogeni (compresa la menopausa e la pillola anticoncezionale).

      Si può prevenire

      La prevenzione consiste nella normale igiene intima quotidiana (né scarsa, né eccessiva). Per esempio, dopo la defecazione, è essenziale detergere dalla vagina verso l'ano e non viceversa, per evitare di trasportare i batteri fecali verso la vulva.

      Attenzione alle lavande vaginali

      Al contrario di come molte donne pensano, le lavande vaginali sono sconsigliate in donne sane (anche dopo un rapporto sessuale o le mestruazioni), perché impoveriscono la flora vaginale di batteri utili, facilitando così il formarsi di infezioni e peggiorando un'eventuale leucorrea già esistente. E' inoltre importante eliminare la biancheria intima sintetica e gli abiti troppo aderenti.

      I rapporti protetti sono più sicuri

      Nei rapporti sessuali occasionali è fortemente consigliato l'uso del preservativo.

    • Cause della leucorrea

      La leucorrea può dipendere da infiammazioni (per esempio la vaginite) o dalla congestione della mucosa. In presenza di leucorrea è importante individuarne le cause e stabilire la terapia più opportuna.

    • Sintomi della leucorrea

      La leucorrea fisiologica è caratterizzata da opalescenti (di aspetto lattiginoso) e slegate da sintomi evidenti; la leucorrea causata da processi infettivi è caratterizzata da abbondanti secrezioni vaginali cui si sommano disturbi più o meno gravi, in base agli agenti patogeni presenti e al grado d'infezione.

  • Algie pelviche

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'algia pelvica

      La presenza di algia pelvica costante (dolore pelvico), intermittente o ciclico, è un disturbo

      debilitante per la donna, perché ne compromette gravemente la vita personale, sociale e coniugale. Le sedi più comunemente colpite sono le tube di Falloppio ed in misura minore l'utero, le ovaie ed il peritoneo pelvico.

    • Cause dell'algia pelvica

      Studi condotti su donne affette da algia pelvica mettono in evidenza un'eventuale componente di tipo psicologico o psico-somatico, relazionato agli abusi sessuali subiti nell'infanzia.

      Chi è affetto da dolore pelvico presenta una situazione algica dovuta sia a una patologia viscerale sia a un disturbo muscolare.

    • Sintomi dell'algia pelvica

      Il dolore pelvico può essere continuo, crampiforme (sotto forma di crampi), sordo, oppure diventare più acuto in rapporto a situazioni fisiologiche particolari come il ciclo mestruale, gli sforzi fisici, il coito. Tale sindrome dolorosa costituisce uno dei più frequenti problemi di chi si rivolge a un ginecologo ed interessa circa il 15-20% delle donne in età fertile.

      Dolore diretto oppure riflesso

      Il dolore pelvico può essere diretto (se localizzato con precisione nell'organo interessato), oppure riflesso (se si irradia su zone diverse, anche lontane dalla pelvi). Il dolore pelvico viscerale è caratterizzato da una localizzazione più diffusa rispetto al dolore somatico. L'ansia od altri stati psicologici del paziente contribuiscono al livello di percezione del dolore.

  • Cisti di Bartolini

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la cisti di Bartolini

      Una cisti di Bartolini (o cisti del condotto di Bartolini), è una piccola escrescenza all’entrata della vulva. Generalmente le cisti sono delle piccole sacche colme di liquido, normalmente innocue. Le ghiandole di Bartolini sono due ghiandole (rotonde, grandi meno di un centimetro) che si trovano subito dietro ciascun lato delle grandi labbra (il paio di labbra interne circostanti all’orifizio della vagina).

      Ostruzione dei dotti

      Le ghiandole non sono generalmente visibili perché non superano il centimetro di grandezza e servono alla lubrificazione della vagina durante un rapporto sessuale.  Il fluido attraversa i piccoli condotti della misura di circa due centimetri; se i condotti si bloccano, riempiendosi di fluido, si allargano, formando una cisti (piccole sacche piene di liquido).

      Non colpisce dopo la menopausa

      Circa il 2% di donne sessualmente attive (20-30 anni) a un certo punto della vita sperimenta le cisti di Bartolini, mentre le bambine e le donne in menopausa non vengono colpite. Infatti le ghiandole di Bartolini iniziano a funzionare dopo la pubertà, mentre la fase fisiologica della menopausa è caratterizzata da una fase di secchezza biologica naturale che evita il ristagno di liquidi nei percorsi predisposti.

    • Cause della cisti di Bartolini

      La cisti di Bartolini ha cause ancora non del tutto chiare. Si è riscontrato il disturbo associato a gonorrea con una frequenza che può arrivare fino alla metà dei casi.

      Cause non infettive

      La stenosi come traumi meccanici o anche suture malposizionate possono favorire l’insorgere del disturbo.

    • Le cisti piccole

      Solitamente le cisti di piccole dimensioni sono asintomatiche e vengono scoperte dal ginecologo o con un autoesame.

      Le cisti grandi

      Le cisti con dimensioni più importanti possono essere fastidiose quando si cammina, si sta seduti oppure durante i rapporti sessuali. Nel caso si verifichi un ascesso allora il dolore sarà evidente insieme ad un’aumentata sensibilità della zona interessata.

  • Herpes vaginale

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'herpes vaginale

      L’herpes genitale è un infezione abbastanza frequente (circa una persona su cinque negli Stati Uniti) che si trasmette sessualmente, con incidenza maggiore sulle donne.

      Un virus comune

      L’herpes genitale è un virus abbastanza comune che anche nelle infezioni più severe si cura con sufficiente scrupolo, anche se circa l’80% delle persone infette dall’herpes genitale non sa di avere il virus. Il virus può inoltre essere trasmesso al neonato durante il parto con conseguenze gravi. Non esistono cure definitive, ma trattamenti antivirali efficaci, volti a contenere l’infezione.

      Attenzione alla trasmissione sessuale

      Non è sicuro avere rapporti sessuali quando sono presenti vesciche sui genitali e sicuramente l’uso del preservativo abbassa il rischio di trasmettere l’herpes genitale ma non lo elimina del tutto.

    • Cause dell'herpes vaginale

      Tale infezione genitale è causata il più delle volte da un virus chiamato HSV-2. Anche il virus che provoca l'infezione delle labbra, chiamato HSV-1, può determinare un'infezione genitale.

      Il contatto è fatale

      La trasmissione dell'herpes genitale avviene sia tramite rapporti sessuali (vaginali, anali e orali) sia attraverso baci o carezze. Anche gli oggetti usati per il piacere sessuale (sex toys) e scambiati tra diversi partner possono essere veicolo di infezione.

    • Sintomi dell'herpes vaginale

      Un aspetto caratteristico dell’herpes vaginale è il manifestarsi di piccole bolle biancastre nella zona interessata. Dopo il contagio intercorrono all’incirca quindici giorni prima del manifestarsi del primo episodio solitamente molto doloroso. Il disturbo può durare anche settimane. Solitamente la trasmissione per via sessuale è più favorita e frequente da uomo a donna.

       

  • Adenocarcinoma

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'adenocarcioma

      L’adenocarcinoma vaginale, o tumore a cellule chiare, è una forma rara cancerosa che colpisce maggiormente le donne le cui madri hanno assunto DES, dietilstilbestrolo, che solitamente veniva prescritto per prevenire l’aborto durante la gravidanza.

      Età e stile di vita contano

      L’età ed uno stile di vita non corretto sono le maggiori fonti di rischio. Le donne sopra i 50 anni sono a rischio, ma ancor di più quelle che hanno compiuto i 70 anni.

      Dalle ghiandole ad altri siti

      L’adenocarcinoma è un cancro che parte dalle cellule ghiandolari dell'endocervice vaginale. Se non trattato, penetra nel tessuto circostante ed in seguito si espande in altre zone dell’organismo.

       

    • Cause dell'adenocarcioma

      L’unica causa conosciuta dell’adenocarcinoma in una figlia, pur essendo un disturbo relativamente raro, sono quasi esclusivamente da ricondurre all’assunzione di DES (dietilstilbestrolo) da parte della madre al momento della gravidanza.

       

    • Sintomi dell'adenocarcioma

      Il sintomo più immediato ee frequente è il sanguniamento vaginale dopo la menopausa, nel periodo intermestruale o dopo un rapporto sessuale. Anche il dolore o perdite acquose sono abbastanza frequenti come sintomi.

      Stadi avanzati

      Nel caso di carcinomi di grandi dimensioni, andando ad intaccare la vescica, si potrà avere frequente stimolo ad urinare e dolore durante la minzione. Possono formarsi anche fistole. Collegamenti anomali tre vagina, vescica o retto.

       

  • Gonorrea

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la gonorrea

      La gonorrea (conosciuta volgarmente come scolo) è una MST, ossia una malattia sessualmente trasmissibile, provocata dal batterio chiamato Neisseria gonorrhoeae. 
      Al momento della nascita la gonorrea può essere trasmessa dalla madre al figlio.

      Le categorie più colpite sono gli adolescenti ed i giovani adulti che hanno avuto rapporti sessuali non protetti, anche se migliaia di casi non vengono diagnosticati e (quindi non ricevono neppure le giuste cure) perché l’infezione spesso non presenta sintomi evidenti.

      Chi è affetto da gonorrea è generalmente affetto da un’altra malattia sessualmente trasmissibile, la clamidia (causata dal batterio Chlamydia trachomatis). per questo quando viene diagnosticata la gonorrea spesso si controlla e cura anche altre MST.

      La gonorrea si può prevenire e curare, ma si consigliano sempre le dovute precauzioni nel caso di rapporti occasionali (orali, anali o vaginali). E' importante anche sottoporsi a regolari controlli.

    • Cause della gonorrea

      Questo disturbo della vagina è causato dal batterio chiamato Neisseria gonorrhoeae

    • Sintomi della gonorrea

      Nella maggior parte dei casi l'infezione non presenta sintomi evidenti.

  • Clamidia

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la clamidia

      La clamidia fa parte delle malattie sessualmente trasmissibili (MST) causata da un batterio specifico, il batterio Chlamydia trachomatis. Quando il batterio è trasmesso per via sessuale infetta gli organi dell’apparato urinario e genitale.

      Diverse tipologie

      Con clamidia di solito ci si riferisce alla Chlamiyia trachomatis, responsabile della malattia sessualmente trasmissibile, ma ne esistono anche altre due tipologie. Esse sono la Chlamydia pneumoniae, che può essere diffusa attraverso i colpi di tosse e gli starnuti, e la Chlamydia psittaci, che può essere trasmessa dagli uccelli agli esseri umani.

      Malattia contagiosa

      La clamidia è assolutamente contagiosa e si trasmette attraverso il contatto sessuale, mediante il seme o le secrezioni vaginali. Nel caso di contatto con gli occhi, può causare la congiuntivite. La clamidia non si diffonde attraverso la stretta di mano di una persona infetta o se usiamo la toilette in cui è stata precedentemente.

      Attenzione ai rapporti sessuali

      Quando ci si trova in presenza di clamidia, è necessario avvisare tutti i partner sessuali di quella persona affinché siano curati, pur non presentando sintomi evidenti. Solo così saranno al riparo da complicazioni a lungo termine e non diffonderanno l’infezione ad altri partner sessuali.

    • Cause della clamidia

      L'infezione è trasmessa per via sessuale da un batterio specifico, il batterio Chlamydia trachomatis.

    • Sintomi della clamidia

      In molti casi la clamidia rimane asintomatica, infettando le persone senza dare segni visibili o preoccupanti. Se l’infezione da clamidia non viene curata causa disturbi di salute più gravi, come l’infertilità ad esempio.

  • Imperforazione dell'imene

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'imperforazione dell'imene

      L’imene imperforato (assenza di perforazione dell’imene) determina un accumulo di sangue mestruale nella vagina (detto ematocolpo), che richiede la perforazione chirurgica della membrana per far defluire liberamente il sangue.

    • Cause dell'imperforazione dell'imene

      L’imperforazione dell’imene è una malformazione congenita dove l’imene ricopre l’apertura vaginale. Questo problema viene rilevato al momento del menarca, quindi della prima mestruazione.

      E' necessaria la chirurgia

      Occorrerà un piccolo intervento chirurgico, “imenectomia”, per consentire l’accesso delle secrezioni e del flusso mestruale.

    • Sintomi dell'imperforazione dell'imene

      Questo disturbo cusa un accumulo di sangue mestruale nella vagina. I sintomi sono già presenti nella ragazza, alla prima mestruazione. Il sangue mestruale non può fuoriuscire causando un accumulo di sangue nella vagina, da subito, poi nella cavità uterina e nelle tube.

      Disturbi correlati

      Si manifesteranno i seguenti sintomi:

      • dolori addominali (addome dolorante anche alla palpazione);
      • amenorrea primaria;
      • ritenzione di urina;
      • stitichezza.
  • Vestibolodinia

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la vestibolodinia

      La vestibolodinia identifica il dolore (vulvodinia) localizzato nella parte vestibolare della regione vulvare; si tratta dell'area vulvare compresa tra le piccole labbra, delimitata anteriormente dal frenulo del clitoride, cui seguono l'orifizio esterno dell'uretra e l'orifizio vaginale, e dalla commessura labiale posteriore.

    • Cause della vestibolodinia

      La vestibolodinia o vestibolite vulvare si manifesta con più frequenza in età fertile e, a volte, anche in menopausa. In genere si tratta di donne che hanno avuto una serie di disturbi pregressi tra i quali:

      • Episodi ripetuti di vaginite derivante da candida o da gardnerella;
      • Infezioni derivanti da candida, clamidia, herpes virus, gardnerella, ecc.;
      • Cistite frequente;
      • Stitichezza;
      • Emorroidi o ragadi anali;
      • Secchezza vaginale;

      Anche nell'infanzia o dopo la chirurgia

      Nell’infanzia può comparire in seguito a ripetuti episodi di enuresi notturna. La vestibolodinia può manifestarsi in seguito ad alcuni interventi chirurgici come l’episiotomia, effettuata durante il parto per favorire l’uscita del neonato; interventi di plastica vaginale che si eseguono nei casi di prolasso vaginale e le radioterapie, eseguite in caso di tumore genitale.

      Cause diverse

      Le cause possono anche essere neurogene (stress, ad esempio), traumatiche (cadute, colpi violenti) o chimiche (uso di detergenti irritanti, creme locali).

    • Sintomi della vestibolodinia

      I sintomi principali sono:

      • Bruciore associato a dolore vulvovaginale;
      • Arrossamento vaginale (di intensità variabile);
      • Dolore durante i rapporti;
      • Dolori urinari;
      • Fastidio nell’indossare capi aderenti o ad andare in bicicletta.
  • Vulvodinia

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la vulvodinia

      La vulvodinia consiste in dolore, senso di bruciore e fastidio della vulva che interferisce negativamente col benessere quotidiano. Non ci sono vere lesioni fisiche riconoscibili, a parte l’arrossamento del vestibolo. La causa può essere un trauma, ma spesso l’origine è sconosciuta.

      Localizzata o generalizzata

      La vulvodinia può essere localizzata o generalizzata, spontanea o provocata da indumenti, stretti, posizione delle gambe, utilizzo della bicicletta e in genere tutto ciò che produce sfregamento. La forma più frequente di vulvodinia è quella localizzata in sede vestibolare (Vestibolodinia), definita anche come Sindrome vulvo-vestibolare o Vestibulite vulvare.

      Sessualità dolorosa

      L’attività sessuale può essere molto dolorosa in fase di penetrazione (dispareunia).

       

    • Cause della vulvodinia

      La causa della vulvodinia non è totalmente conosciuta però, nelle donne che ne sono affette, il nervo che interessa la vulva e il vestibolo vaginale è ingrossato e presenta un numero maggiore di fibre nervose.

      Infezioni pregresse

      Le donne che manifestano la vulvodinia hanno spesso storie cliniche pregresse di infezioni vaginali, come la candida, ad esempio, e/o infezioni legate alla vescica.  La vulvodiniania può manifestarsi anche in seguito a sbalzi ormonali o allergie o ipersensibilità della pelle.

      Risposta alle infiammazioni

      In sintesi, molti specialisti ritengono che la causa sia da ricercare nell’alterazione del nervo pudendo, in risposta a continui stimoli infiammatori. 

    • Sintomi della vulvodinia

      Il sintomo predominante è il dolore nella zona genitale che può essere accompagnato da bruciore, irritazione, secchezza, dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia), prurito. Il dolore può essere pungente o pulsante, durare costantemente o essere intermittente. Il tessuto vulvare, a volte, può rilevarsi infiammato o gonfio.

  • Uretrite

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'uretrite

      L’uretrite è un’infiammazione (irritazione) dell’uretra, il condotto che porta l’urina fuori dalla vescica. L’uretrite colpisce sia uomini che donne, queste ultime se affette da di solito soffrono anche di cervicite (infiammazione del collo dell’utero).

    • Cause dell'uretrite

      L’infezione di solito è provocata dagli stessi batteri che causano le malattie a trasmissione sessuale (STD), come la clamidia o altri.

      Attenzione ai rapporti 

      Le infezioni si trasmettono mediante i rapporti non protetti. Tra le altre cause dell’uretrite troviamo le infezioni da tricomoniasi o herpes. Se l’uretrite è provocata dall’herpes, normalmente sono presenti lesioni o vesciche all'esterno del pene.

    • Sintomi dell'uretrite

      A volte l’uretrite è asintomatica ma nel caso presentasse sintomi, questi differiscono nell’uomo e nella donna. Sintomo comune è il prurito e il bruciore durante la minzione.

      Nelle donne si manifesta così

      • Dolore nella parte inferiore della pancia o in tutto il bacino;
      • Perdite vaginali inconsuete;
      • Perdite mestruali tra un ciclo e l’altro (spotting);
      • Dolore durante o dopo il rapporto sessuale.
      • Sanguinamento dopo il rapporto sessuale.
  • Malattia infiammatoria pelvica

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la malattia infiammatoria pelvica

      La malattia infiammatoria pelvica (in inglese PID, Pelvic Inflammatory Disease) è una infezione degli organi sessuali femminili superiori che non è in relazione né con la gravidanza né con un intervento chirurgico. L’infezione può colpire l’utero, le tube di Falloppio (le tube che permettono il transito dell’ovulo dall’ovaio all’utero) ed altri organi riproduttivi. dal momento che in queste affezioni la flogosi (infiammazione) si estende spesso anche al peritoneo, si parla di malattia infiammatoria pelvica.

      Meglio prevenire

      Le cicatrici restano all’interno di tali organi possono provocare sterilità, gravidanze ectopiche (condizione patologica in cui l'impianto dell'embrione avviene in sedi diverse dalla cavità uterina), dolore pelvico cronico, ascessi (lesioni che contengono pus) ed altri gravi problemi. Negli Stati Uniti la malattia infiammatoria pelvica è tra le principali cause di sterilità, ma per fortuna può essere prevenuta.

      Soggetti predisposti

      Le donne che rischiano di più di contrarre questa malattia, ci sono quelle più esposte alle cosiddette malattie sessualmente trasmissibili (MST) e quelle che già hanno sofferto di PID in passato. Anche le ragazze sessualmente attive sotto i 25 anni di età sono a rischio perché la cervice (il collo dell’utero) è più soggetta alle malattie sessualmente trasmissibili.

       

    • Cause della malattia infiammatoria pelvica

      Questa malattia è causata da batteri che migrano dalla vagina alle tube, alle ovaie e all’utero. Sono responsabili diversi tipi di batteri ma i principali sono i batteri della gonorrea e della clamidia, due malattie trasmissibili sessualmente.

      Chi è più a rischio

      Le donne più a rischio sono donne che hanno contratto in passato una malattia trasmissibile sessualmente o che hanno diversi partner o donne con meno di 25 anni, attive sessualmente.

      Fattori esterni

      Le lavande vaginali possono essere parte in causa perché fanno risalire i batteri verso utero, ovaie e tube, creando l’infezione. Le lavande vaginali alterano l’equilibrio della flora batterica vaginale e, spesso, nascondono i sintomi della malattia.

      La spirale

      Anche l’uso della spirale può incidere sull’insorgenza della malattia. Prima di utilizzare la spirale, occorre fare un esame per escludere la presenza di infezioni.

    • Sintomi della malattia infiammatoria pelvica

      Il sintomo principale è il dolore intenso a livello del basso ventre.

      Inoltre si presenteranno:

      • Dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia);
      • Febbre;
      • Perdite vaginali maleodoranti;
      • Ipermenorrea (flusso abbondante)
      • Sanguinamenti intermestruali (spotting);
      • Lombalgia;
      • Diarrea e vomito;
      • Sintomi urinari.
    • Definizione
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