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Sistema nervoso: i rimedi naturali in Naturopatia. Leggi i consigli di Simona Vignali Naturopata esperto malattie del sistema nervoso

Secondo la Naturopatia, quali sono i rimedi naturali, le cure naturali e lo stile di vita più sano per il sistema nervoso? Leggi tutte le informazioni raccolte in questa sezione a cura di Simona Vignali, Naturopata, sul sistema nervoso, e i relativi disturbi come l'epilessia e la sclerosi multipla, secondo la visione della Naturopatia.

  • Descrizione
  • Naturopatia
  • Psicosomatica
  • Sintomi
  • Rimedi Naturali
  • Alimenti
  • Approfondimento
  • Il sistema nervoso 

    Il sistema nervoso si siddivide in due parti che regolano funzioni diverse e opposte. Sono il sistema nervoso simpatico e il sistema nervoso parasimpatico. 

    Il sistema simpatico ha la funzione di attivarsi nelle situazioni stimolanti o stressanti, per ottenere una risposta pronta da parte dell'organismo che deve essere in grado di reagire secondo il sistema arcaico di attacco o fuga.

    In poche parole, è il sistema che risponde allo stress con una serie di reazioni, tra cui la dilatazione delle pupille, l'aumento dei battiti cardiaci, la dilatazione dei bronchi, l'aumento della pressione, la dilatazione dei vasi sanguigni periferici ma la contrazione dei vasi della pelle, la produzione di acido cloridrico nello stomaco, l'inibizione della secrezione di alcune ghiandole come il pancreas e la bile, mentre stimola la produzione di adrenalina da parte delle ghiandole surrenali.

    Il sistema nervoso parasimpatico si attiva alla fine della risposta allo stress, allo scampato pericolo, riportando tutte le funzioni a uno stato di calma ed eqilibrio fisiologico. 

  • Visione naturopatica del sistema nervoso

    Il sistema nervoso dal punto di vista naturopatico è uno dei sistemi più importanti: dal suo equilibrio dipende l'equilibrio funzionale e biochimico delle principali ghiandole e organi del corpo.

    Il sistema nervoso regola anche le percezioni e le emozioni, trasporta  segnali e istruzioni da una parte all'altra del sistema ed elabora tutte le informazioni che riceve. Spesso dimentichiamo che la salute del sistema nervoso dipende anche dal nutrimento, e come dicono gli orientali non ci si nutre solo di ciò che simangia, ma anche di ciò che si vede, che si sente, che si pensa.

    La salute del sistema nervoso secondo la naturopatia dipenda tanto dallo stile di vita.

  • Intepretazione psicosomatica del sistema nervoso

    Il sistema nervoso autonomo è in realtà proprio il sistema che scatena, la sede dove si “preparano” i diversi disturbi psicosomatici del corpo, perché è il sistema che attiva la risposta vegetativa alle emozioni e agli stress, per poi scaricarsi nei diversi organi e distretti.

    Quando il sistema nervoso autonomo viene stimolato da emozioni e pensieri, entra in uno stato di attivazione permanente che può provocare danni agli organi più deboli. Quindi rabbia, angoscia, paura, senso di colpa, aggressività, depressione e altre emozioni provocano disturbi psicosomatici  ai diversi apparati: gastro-intestinale, cardio-circolatorio, respiratorio, urogenitale, ghiandolare, musoclo-scheletrico, cutaneo.

  • Sintomi dei disturbi del sistema nervoso

    Il sistema nervoso simpatico, se risulta troppo stimolato da stress e super-attività lavorativa, come anche da stati emotivi prolungati, inizia a manifestare diversi sintomi in base all'organo bersaglio che viene preso di mira.

    I sintomi possono essere gastrite, colite ulcerosa, ulcera peptica per l’apparato gastrointestinale;  tachicardia, aritmia, cardiopatia, pressione alta per l’apparato cardiocircolatorio; asma, tosse nervosa per l’apparato respiratorio; dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce, incontinenza per l’apparato urogenitale; psoriasi, acne, dermatite, prurito,  orticaria, sudorazione eccessiva per la pelle; mal di testa, crampi, torcicollo, dolori alla cervicale, mal di schiena per il sistema muscolo scheletrico; disturbi dell'alimentazione.

  • Rimedi naturali per il sistema nervoso

    I rimedi naturali per il sistema nervoso hanno lo scopo di rilassare e distendere la tensione accumulata. Si possono usare alcune classiche piante calmanti contro l'ansia come:  la melissa che agisce contro sedativo attraverso il rilascio della tensione nervosa; il tiglio che rilassa la tensione  a livello di stomaco e intestino; il biancospino che calma le alterazioni del battito cardiaco e della pressione arteriosa; la passiflora che  agisce sugli stati ansiosi. Molto efficace l'azione dello Yoga, la respirazione, le tecniche di rilassamento e il massaggio ayurvedico riequilibrante.

    Siccome i fattori che squilibrano e alterano il sistema nervoso sono la fretta, l'accelerazione e il sovraccarico di impegni, la strategia più efficace è quella di concedersi dei momenti mirati di calma, silenzio, musica rilassante, respirazione lenta. Ma ogni giorno, almeno quindici minuti, senza scuse.

Disturbi comuni del sistema nervoso

  • Morbo di Parkinson

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è il morbo di Parkinson

      l morbo di Parkinson (o paralisi agitante) è una malattia cronica del sistema nervoso che persiste nel tempo, progredendo lentamente, aggravandosi sempre di più, e colpisce soprattutto gli uomini tra i 60 e i 70 anni. Difficilmente compare prima dei 50 anni e molto raramente sotto i 30 anni.

      Il morbo di Parkinson è una patologia che fa parte delle malattie che colpiscono il sistema extrapiramidale, cioè i centri nervosi e le vie di trasmissione che supportano il sistema piramidale (il sistema incaricato al controllo deimovimenti volontari).

      Le cellule lesionate sono soprattutto neuroni che producono la dopamina, un neurotrasmettitore necessario per la comunicazione tra cellule nervose quindi, se viene a diminuire la produzione di questa molecola, la trasmissione di informazioni tra i vari centri nervosi che regolano i movimenti volontari non avviene correttamente.

      Visto che molte malattie extrapiramidali hanno sintomi e caratteristiche simili al morbo di Parkinson (che è la patologia più comune), si usa raggrupparle sotto il nome di parkinsonismi.

    • Cause del morbo di Parkinson

      Il morbo di Parkinson è di solito dovuto a delle lesioni alle cellule nervose che si trovano alla base del cervello e che fanno parte del sistema extrapiramidale, il sistema che controlla i movimenti volontari. Le cause di queste lesioni ai nuclei nervosi non sono ancora chiare.

      Solo in un numero ritretto di casi il morbo di Parkinson deriva da encefaliti virali (infiammazionedelle cellule del cervello dovuta a un virus), intossicazioni per esempio da monossido di carbonio, tumori al cervello, sifilide nervosa che colpisce il sistema nervoso, arteriosclerosi con indurimento delle arterie nel cervello, traumi alla testa, assunzione per un lungo periodo di sostanze che alterano il metabolismo della dopamina, un neurotrasmettitore del cervello necessario per la comunicazione tra le cellule neurali. Se i centri nervosi non riescono a trasmettersi informazioni, il sistema che controlla i movimenti volontari non funziona correttamente.

      Quando nel morbo di Parkinson non si riesce a identificare una precisa causa, si parla di parkinsonismo idiopatico.

       

    • Sintomi del morbo di Parkinson

      Nel morbo di Parkinson il primo sintomo che si manifesta è rappresentato dai tremori soprattutto alle mani quando sono a riposo, ma anche a braccia, mascella, e testa che tende a oscillare. Il tremore è il sintomo più fastidioso, però non si presenta durante il sonno o quando vengono compiuti movimenti volontari, mentre si accentua quando si manifestano degli stati di ansia.

      Quando il tremore si accentua compare la rigidità muscolare in cui i muscoli si irrigidiscono e si contraggono a causa dell'aumento del tono muscolare (cioè la tensione generata dai muscoli per poter garantire l'assetto posturale) e con il passare del tempo il paziente assume una postura con corpo piegato in avanti, testa flessa, braccia vicine al corpo e leggermente flesse, camminata lenta a piccoli passi con gambe semiflesse.

      Un altro sintomo è l'ipocinesia, cioè la riduzione o rallentamento dei movimenti volontari e involontari del corpo (soprattutto quando inizia e termina il movimento), che porta anche problemi di equilibrio e a una inespressività del viso.  

  • Morbo di Alzheimer

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è il morbo di Alzheimer

      Il morbo di Alzheimer-Perusini è una malattia che porta alla distruzione delle cellule nervose dette neuroni provocando grossi problemi neurologici, fino ad arrivare alla demenza e alla morte, perché la malattia indebolisce il sistema immunitario e in generale debilita tutto il corpo, quindi è facile essere più soggetti a infezioni.

      Questa patologia porta all'atrofia del cervello e lesioni alla corteccia cerebrale, con conseguenze sulle capacità mentali come memoria, pensiero, parola, orientamento, comportamento imprevedibile, ecc.

      Il morbo di Alzheimer si riscontra soprattutto in persone con più di 85 anni, ma non è escluso che si possa essere colpiti dalla malattia prima o dopo i 65 anni e anche in giovane età se è presente un fattore genetico. Inoltre, i danni ai neuroni possono iniziare anche 10-20 anni prima della comparsa dei sintomi.

      Nel morbo di Alzheimer la causa principale della morte delle cellule nervose è data dalla formazione, all'esterno dei nuclei, di placche amiloidi, cioè depositi della proteina beta-amiloide. Questo processo deriva dalla scissione anomala di una proteina più grossa chiamata APP che svolge svariate funzioni sia nella forma intera che in quella scissa; si formano placche che diventano tossiche, alterano la comunicazione tra i neuroni e li distruggono.

      Un'altra causa di morte delle cellule nervose è dovuta a un'alterazione della proteina tau che viene normalmente prodotta dalle cellule: la proteina alterata si accumula nei neuroni formando degli ammassi di fibre aggrovigliate (ammassi neurofibrillari) che soffocano la cellula neurale facendola morire.

      La mancanza di memoria e delle funzioni cognitive è data anche dal fatto che le cellule nervose non hanno la possibilità di trasmettere impulsi e quindi mandare informazioni agli altri neuroni, a causa della scarsa presenza di un neurotrasmettitore (acetilcolina) necessario per la comuncicazione.

      Quando cominciano a morire molti neuroni, le zone del cervello colpite cominciano a ritirarsi, portando all'atrofia.

    • Cause del morbo di Alzheimer

      Le cause del morbo di Alzheimer non sono ancora chiare, sembra che in alcuni casi il morbo di Alzheimer sia dovuto a fattori genetici.

      I fattori che sembrano invece incidere sulla possibilità di ammalarsi, sono per esempio fattori ambientali che possono giocare un ruolo importante, come i traumi alla testa soprattutto dopo i 50 anni, o il contatto con sostanze tossiche come alluminio e idrocarburi, la carenza di alcune sostanze necessarie, ma sicuramente l'età avanzata aumenta ancora di più il rischio di contrarre la malattia. 

      Il morbo di Alzheimer in ogni caso insorge in seguito a una complessa catena di eventi che hanno interferito a lungo termine con la funzionalità del cervello, probabilmente per fattori di ordine genetico, ambientale e legati allo stile di vita. Il corredo genetico e lo stile di vita sono molto personali e per prevenire il morbo o rallentare il processo degenerativo del Alzheimer,  è utile valutare le condizioni delle singole persone. Insomma non esiste una cutra codificata uguale per tutti.

    • Sintomi del morbo di Alzheimer

      Nel morbo di ALzheimer solitamente il paziente comincia ad avere problemi di memoria e di comunicazione, esprimendosi con frasi poco comprensibili senza capire ciò che ascolta.

      Manifesta una personalità alterata con cambiamenti improvvisi di umore, e sintomi di insonnia, incontinenza, tendenza a camminare senza unameta precisa, aprassia  ovvero incapacità di compiere movimenti volontari per la mancanza di coordinamento dei gesti, afasia ovvero incapacità di comprendere o produrre il linguaggio, agnosia ovvero incapacità di riconoscere cose già note, come per esempio scambiare un bicchiere per un piatto.

      I sintomi poi peggiorano man mano che la malattia progredisce e il paziente diventa sempre meno autosufficiente, fino a diventare completamente dipendente dagli altri.

  • Epilessia

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'epilessia

      L'epilessia (chiamata anche male caduco o male comiziale o male sacro) è una reazione del sistema nervoso che avviene quando le cellule nervose sono ipereccitate e si scaricano tutte nello stesso momento in modo troppo rapido, eccessivo e improvviso.

      Diversi tipi di epilessia, primaria e secondaria

      Si definisce epilessia idiopatica o primaria una storia di crisi epilettiche ripetute senza cause cliniche cerebrali, che si manifestano per fattori genetici  in età infantile o adolescente. Poi tendono a scomparire spontaneamente. Si definisce epilessia secondaria l'epilessia che si manifesta nella giovane età o dopo i 40 anni. 

      Lo stato della persona con la crisi epilettica

      La persona può avere crisi di carattere motorio o sensitivo o psichico che possono avvenire anche tutte insieme o alternarsi, a seconda dell'area encefalica colpita. A volte, se c'è solo una perdita di coscienza, la persona potrebbe avere una crisi senza che nessuno se ne accorga, ma se sono presenti convulsioni, allora potrebbe rischiare di farsi male con gli oggetti che lo circondano.

       

       

       

    • Cause dell'epilessia primaria

      L'epilessia può essere di carattere ereditario, soprattutto quando si manifesta nell'infanzia. In questo caso può avere cause metaboliche ancora sconosciute. Si ipotizza che la sofferenza cerebrale dovuta alla nascita o subita nei giorni precedenti o successivi al parto, possa essere una causa importante che genera epilessia nell'infanzia. 

      Cause dell'epilessia secondaria

      Quando l'epilessia si manifesta in età giovanile o adulta, può anche insorgere durante malattie vascolari cerebrali ed in alcune malattie infiammatorie o degenerative. Cause di epilessie secondarie sono tumori e traumi cerebrali, ischemie o emorragie cerebrali, la trombosi dei seni cerebrali venosi, malformazioni vascolari, e malattie infiammatorie del cervello come vasculiti, meningiti, encefaliti.

    • Sintomi dell'epilessia generalizzata

      Esistono diversi tipi di forme epiletiche, le più frequenti riguardano l'epilessia detta generalizzata, ovvero quando scariche anomale si manifestano contemporaneamente nei due emisferi cerebrali. In questo caso abbiamo crisi definite:

      Le crisi di Grande male

      Grande male, quando si manifestano sintomi premonitori come mal di testa, irritabilità, ansia e crisi con perdita della coscienza, deviazione degli occhi in alto, convulsioni muscolari involontarie che possono provocare ferite come il morso della lingua, traumi o fratture. Le crisi durano di solito massimo un minuto e lasciano uno stato di leggera confusione, stanchezza e dolore muscolare.

      Il picoclo male

      Piccolo male, o assenze, sono crisi brevissime, di 10 secondi circa, che colpiscono soprattutto i bambini fino a tutta l’età scolastica. Ciò che accade è un arresto di tutti i movimenti, e uno stato di sospensione della coscienza. La persona colpita non ricorda ciò che vive in quegli istanti, di cui non è cosciente.

      Sintomi dell'epilessia parziale

      Esiste un tipo diepilessia detta parziale, che si manifesta quando le scariche colpiscono una zona mirata del cervello. In questo caso la crisi epilettica avrà diverse caratteristiche in base alla zona cerebrale coinvolta. 

      Crisi parziali semplici

      In queste situazioni la persona rimane consapevole e ha memoria della sua crisi. Possono manifestarsi contrazioni a parti del corpo, rotazione della testa e degli occhi, formicolio, pallore, sudorazione, disagio. A volte si hanno percezioni psichiche alterate di se stessi o dell'ambiente, con la sensazione di aver già vissuto una certa situazione, "déjà vu",  o di non averla mai vissuta prima  "jamais vu".

      Crisi parziali complesse o psicomotorie

      Si tratta di crisi dove compare una alterazione dello stato di coscienza con difficoltà a comunicare. La persona non mantiene memoria della crisi e dei diversi sintomi che possono essere blocco improvviso di tutte le attività,  movimenti automatici ripetuti della bocca o delle mani, rotazione degli occhi o anomalie nel comportamento.

      Durata delle crisi

      Normalmente le crisi epilettiche si risolvono spontaneamente entro pochi minuti. Se durano troppo o si ripetono in modo ravvicinato è necessario intervenire immediatamente in termini medici. 

  • Sclerosi multipla

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    • Che cos'è la sclerosi multipla

      La sclerosi multipla o sclerosi a placche è una patologia cronica del sistema nervoso di tipo autoimmune, in cui il sistema immunitario alterato attacca e distrugge la mielina, una sostanza isolante che fa da rivestimento alle fibre su cui viaggiano i segnali elettrici prodotti dalle cellule nervose per comunicare.

      Questo fenomeno accade in varie zone del sistema nervoso centrale, per questo è detta multipla, e le alterazioni avvengono nella sostanza bianca del cervello, del cervelletto, del tronco cerebrale e del midollo spinale.

      Si formano placche nel tessuto nervoso, in questo caso detto tessuto gliale, che hanno una forma tonda, un colore grigio-rosa e dimensioni che vanno da qualche mm a vari cm, da qui il nome sclerosi a placche.

      Oltre a ciò, si ha un aumento delle cellule non nervose dette gliali, quelle che insieme ai neuroni formano il tessuto nervoso e che, tra le altre funzioni, si moltiplicano e crescono di volume per chiudere gli spazi lasciati vuoti dai neuroni deteriorati.

      Nelle forme più gravi di sclerosi multipla, le placche di tessuto nervoso vengono sostituite da tessuto cicatrizzale (da qui il termine sclerosi) e in questo caso la zona cicatrizzata non svolge più nessuna funzione.

      La sclerosi multila colpisce principalmente soggetti tra i 20 e i 40 anni. La malattia evolve e si presenta in modo diverso da persona a persona: alcune persone hanno una sclerosi multipla silente che non dà sintomi, ma che viene scoperta per caso facendo degli esami per altri motivi.

      A volte si possono avere degli attacchi che portano a disfunzioni neurologiche solo per un certo periodo e, una volta terminati si può avere un rapido recupero, infatti quando le crisi cessano, le fibre nervose possono tornare a svolgere la loro normale funzione.

      Quando però la malattia evolve e si aggrava, può portare anche a casi di cecità (perdita completa o parziale della vista), atassia (mancanza di coordinazione nei movimenti dei muscoli volontari), incontinenza (incapacità di trattenere l'urina) e paraplegia (paralisi o disturbi motori e sensoriali delle gambe).

    • Cause della sclerosi multipla

      Le cause dell'alterazione del sistema immunitario che porta alla sclerosi multipla non sono ancora del tutto chiare, ma si sa che ci può essere una predisposizione genetica (ma non vuol dire che sia ereditaria, cioè trasmessa dai genitori al figlio). Inoltre, la razza caucasica, le aree geografiche con clima freddo, il contatto con agenti tossici, l'esposizione a infezioni (soprattutto nei primi anni di vita) sono elementi che favoriscono l'insorgere di questa patologia.

    • Sintomi della sclerosi multipla

      La sclerosi multipla può manifestrsi improvvisamente con sintomi dovuti ai problemi neurologici, come tremori, parestesia (formicolio, prurito, bruciore, senza che ci sia uno stimolo a causarli), vista annebbiata o diplopia (visione doppia di quello che si sta guardando) o scotomi (macchia chesi forma nel campo visivo), difficoltà a parlare, camminare ed eseguire azioni precise (come infilare un ago).

      Si possono anche manifestare problemi legati alla psiche, come mancanza di memoria e concentrazione, depressione e disturbi del linguaggio. In alcuni casi si può avere anche epilessia, cefalea, diminuzione o perdita dell'udito, problemi respiratori e disfagia (difficoltà a deglutire).

      I sintomi possono scomparire in pochi giorni, ma la crisi può ritornare dopo qualche settimana, o mese o anno.

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