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Secondo la Naturopatia, quali sono i rimedi naturali, le cure naturali e lo stile di vita più sano per il cuore? Leggi tutte le informazioni raccolte in questa sezione a cura di Simona Vignali, Naturopata, sul cuore, e i relativi disturbi come latachicardi e l'aritmia, secondo la visione della Naturopatia.

  • Descrizione
  • Naturopatia
  • Psicosomatica
  • Sintomi
  • Rimedi Naturali
  • Alimenti
  • Approfondimento
  • Il cuore in Naturopatia

    cuoreposizione cuoreIl cuore è un organo cavo a forma di tronco piramidale rovesciato. E’ lungo mediamente 12 cm, è largo trasversalmente 8 - 9 cm e in senso frontale circa 6 cm, nell'uomo pesa mediamente 300 grammi, mentre nella donna 250 grammi, nel neonato il peso è di circa 21 grammi e all'età di 11 anni pesa circa 160 grammi. Il suo peso definitivo da adulto è raggiunto nella tarda adolescenza, generalmente entro i 20 anni. Il volume del cuore corrisponde approssimativamente al pugno chiuso della persona stessa. Il cuore è l'organo centrale dell’apparato circolatorio; funge da pompa capace di produrre una pressione sufficiente a permettere la circolazione del sangue.

  • Visione naturopatica del cuore

    Il cuore è la pompa fondamentale del sistema circolatorio. Nella visione naturopatica, tutti gli altri organi possono manifestare disturbi che insorgono a causa di un'insufficienza dell'apparato circolatorio. Quando la circolazione è debole il sangue, anche se in perfette condizio­ni, non riesce a essere trasportato agli organi e si sviluppano numerosi problemi. Allo stesso modo, se le tossine metaboliche non vengono rimosse opportunamente, diversi tessuti possono venire danneggiati. Il sistema circolatorio risente dello stile di vita attuale che non ha cura del cuore e lo affatica ostruendo i vasi sanguigni con una errata alimentazione e uno stress eccessivo.

    Attenzione allo stress

    I disturbi al cuore sono spesso legati allo stress, alla circolazione e all'eccesso di grassi nell'alimentazione con un conseguente aumento del colesterolo e della presisone arteriosa. Per ottenere dei risultati importanti è fondamentale agire secondo una strategia coordinata: 

    1. alleviare lo stress tramite esercizi di respirazione erilassamento quotidiani

    2. migliorare la ciorciolazione con tisane fluidificanti e rinforzanti del circolo, come centella e gingko

    3. agire sul colesterolo eliminando i latticini e la carne rossa, introducendo olio di riso e olio di pesce nella dieta

    4. ridurre la pressione alta con rimedi come Olea europea in forma di tintura madre e magnesio 

  • Interpretazione psicosomatica del cuore

    Difficoltà ad accettare che si sta vivendo qualcosa di emozionante, sia esso positivo o negativo.  Si consuma troppa energia rimanendo vittima dei propri pensieri e problemi, ci si fa portare via energia dalla vita e dalla quotidianità, invece di trarre gioia vitalità da quello che si fa ogni giorno. Tutto provoca affanno e pesantezza. Perché non prendere la vita più alla leggera?

  • Sintomi dei disturbi del cuore

    I disturbi del cuore possono essere silenti e non essere associati a questo organo, con pericolose conseguenze.

    Attenzione quindi a sintomi come astenia, stanchezza cronica, ansia o depressione, tachicardia, palpitazioni, agitazione. A volte anche nausea o girmanti di testa possono essere collegati al cuore. 

    Leggi qui sotto la descrizione di tutti i disturbi specifici di questo organo, con i sintomi e le possibili cause. 

  • Rimedi naturali per il cuore

    Prendersi cura di questo organo per tempo è indispensabile per vivere più a lungo. Inoltre occorre tenere sotto controllo la pressione sanguigna, il livello di grassi nel sangue e il sovrappeso. Oltre a una sana prevenzione, si possono curare le patologie cardiache con efficaci rimedi naturali.

    Il biancospino: protettore del cuore

    Un indispensabile e valido rimedio per il cuore è il biancospino di cui si utilizzano le sommità fiorite e le foglie perché ricche di flavonoidi, noti antiossidanti che liberano dai radicali liberi. Prevengono le malattie cardiovascolari e combattono il colesterolo. I principi attivi presenti nel biancospino proteggono il cuore, favorendo la dilatazione delle arterie coronarie e migliorando l’afflusso del sangue al muscolo cardiaco; di conseguenza inducono una diminuzione della pressione arteriosa. Nel biancospino sono anche presenti i proantocianidoli che rafforzano il movimento contrattile del cuore e proteggono dalle alterazioni della funzionalità cardiaca. Il biancospino si conferma una pianta utile per ridurre tachicardia, aritmie, extrasistole e per prevenire infarto e angina pectoris.

    Il melograno per proteggere le arterie

    Il melograno protegge le arterie dal rischio di arteriosclerosi, riducendo di conseguenza gli attacchi cardiaci. L’arteriosclerosi è causata dall’ipertensione, dal colesterolo alto e dallo stress ossidativo che vengono curati efficacemente dal melograno. Questo frutto migliora il flusso del sangue diretto al cuore, libera le arterie dai depositi di grasso, riducendo drasticamente il rischio di attacchi cardiaci. Del melograno si utilizzano semi, fiori e corteccia e spesso viene usato il succo, molto concentrato. Il melograno contiene un’alta percentuale di vitamina C, vitamina B5, vitamina A, potassio, vitamina E, acido folico e fenoli naturali. È considerato un valido antiossidante, quindi in grado di combattere i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.

    Il potassio: alleato del cuore

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato delle linee guida sul consumo di potassio, valido alleato del cuore. Il potassio è un sale minerale che si trova all’interno della cellula, a differenza del sodio che si trova all’esterno. Entrambi i sali lavorano in sinergia per mantenere la ritmicità del cuore, la pressione osmotica, l’equilibrio acido-base, ecc. La carenza di potassio si manifesta con ipereccitabilità muscolare, aritmie fino a giungere all’infarto. L’eccesso di questo minerale può dar luogo a crampi muscolari, ipotensione, battito cardiaco rallentato, spossatezza e arresto cardiaco. Una bassa percentuale di potassio (ipopotassiemia) porta a un eccesso di concentrazione di sodio, la cui conseguenza è l’ipertensione. Sodio e potassio devono perciò essere sempre in equilibrio. Il potassio può essere assunto attraverso determinati alimenti o, in caso di scompenso forte, lo si integra utilizzando prodotti specifici.

    L’importanza del selenio, antiossidante naturale

    Il selenio è un minerale essenziale presente nel corpo in piccole quantità. Viene utilizzato per prevenire l’arteriosclerosi, l’infarto e molte altre patologie tra cui il cancro. Questo indispensabile minerale agisce da solo o in sinergia con gli enzimi. Ha proprietà antiossidanti, proteggendo dalla formazione di radicali liberi e favorisce l’elasticità dei tessuti che, nel tempo, viene meno per l’invecchiamento. Tutte le patologie legate all’invecchiamento sono molto influenzate dall’azione del selenio. L’assunzione di questo minerale, nelle giuste quantità, migliora la qualità e la durata della vita. 

    Insieme alla vitamina E è meglio

    Il selenio, tra l’altro, lavora in sinergia con la vitamina E, anch’essa nota come antiossidante naturale. Il selenio è indispensabile per produrre prostaglandina, una sostanza che equilibra la pressione sanguigna. Una carenza di questa sostanza crea conseguenti carenze di altri elementi utili per mantenere le arterie pulite. Inoltre questo minerale è d’aiuto ad alcune cellule che producono energia, tra cui quelle del muscolo cardiaco, inviando loro il giusto apporto di ossigeno. Il selenio è presente in diversi alimenti tra cui il lievito di birra ma, dietro consiglio del tuo naturopata, può essere assunto come integratore.

    I consigli mirati di un esperto

    Se vuoi conoscere meglio i rimedi naturali per prevenire e/o curare le patologie cardiache, ti invito a contattarmi dal form di questa pagina per una consulenza di naturopatia on-line oppure in studio. Ti risponderò quanto prima.

  • La prevenzione a tavola

    Per mantenere in salute il cuore è necessario condurre uno stile di vita equilibrato ed evitare scompensi alimentari. Le patologie cardiache sono spesso conseguenza di regimi alimentari errati ed eccesso di fumo. Non meno importante è l’attività fisica, da svolgere regolarmente e la corretta gestione dello stress e delle tensioni quotidiane. Anche l’obesità, l’ipercolesterolemia e l’ipertensione sono parte in causa.

    Alimenti da evitare per un cuore in salute

    Il consumo quotidiano di zuccheri raffinati, lieviti, latticini, grassi idrogenati contribuisce all’insorgenza di patologie cardiache. Imparare a ridurre l’apporto di sale è benefico per prevenire il rischio di problemi vascolari, insufficienza cardiaca, infarto e ictus. Ridurre o eliminare completamente il fumo aiuta a ridurre i disturbi legati al sistema circolatorio come l’insufficienza venosa cronica o cardiaca. Meglio optare per un’alimentazione basata su frutta e verdura biologica e di stagione, cereali integrali, legumi, frutta secca, grassi insaturi e alcune spezie.

    Le noci difendono il cuore

    Il consumo regolare di noci (non eccedendo nella quantità) è molto utile per difendere il cuore e ripulire il sangue. Le noci sono ricche di proteine, carboidrati e grassi insaturi. Contengono acidi grassi Omega 3 che proteggono l’apparato cardiocircolatorio e contrastano la formazione dei radicali liberi. Inoltre le noci sono utilissime per contrastare gli stati infiammatori. 

    I semi di lino

    I semi di lino e l’olio di semi di lino sono un’ottima fonte di acido linoleico e alfa linoleico, utilizzati per la costituzione degli Omega 3. I semi e l’olio di lino favoriscono la riduzione della pressione sanguigna e prevengono le alterazioni del ritmo cardiaco. Inoltre sono efficaci nel prevenire la formazione di trombi e ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue.

    Una mela al giorno

    Il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno” è molto veritiero. La mela è un frutto molto salutare. Da studi effettuati si è rilevato che il consumo regolare di mele riduce l’insorgenza di patologie coronariche e cardiovascolari. Le mele proteggono il cuore grazie al loro contenuto di flavonoidi e quercetina, noti antiossidanti, indispensabili per prevenire la formazione di placche nelle arterie. Inoltre sono essenziali per combattere il colesterolo “cattivo”, LDL e le infiammazioni. Le mele contengono anche pectina, utile per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

    La curcuma per un cuore sano

    Una spezia benefica per la salute del cuore è la curcuma, di origine orientale, molto conosciuta nella medicina ayurvedica come pianta medicinale per curare diverse patologie. Si utilizza la radice di questa spezia che contiene soprattutto curcumina. La curcumina, responsabile anche della colorazione giallastra, ha proprietà antiossidanti, antitrombotiche, ipercolesterolemizzanti e antinfiammatorie. Inoltre ha la capacità di bruciare i grassi. Secondo il “Journal of Cardiology” la curcuma previene ampiamente gli attacchi di cuore ed è molto indicata per i portatori di bypass. Consumarla regolarmente durante i pasti si rivela una buona abitudine.

    Il supporto di un professionista

    Se desideri conoscere gli alimenti più adatti per prevenire o curare le patologie cardiache, ti invito a contattarmi dal form di questa pagina per una consulenza di naturopatia on-line oppure in studio. Ti risponderò quanto prima.

     

     

  • Il cuore è un organo muscolare che fa parte dell’apparato cardio-circolatorio. È stato scientificamente provato che il muscolo cardiaco è un centro auto-organizzato di elaborazione dati, molto indipendente, che comunica con il sistema nervoso e con i vari apparati, influenzando ogni organo, in un continuo scambio di informazioni e feedback.

    Prevenire è meglio

    Prevenire le patologie di questo prezioso organo è di fondamentale importanza. La prevenzione avviene attraverso una corretta e sana alimentazione, il movimento fisico, il saper gestire e trasformare situazioni di stress e, in generale, uno stile di vita equilibrato e privo di eccessi.

    Abbi cura di te

    Desideri potenziale la salute di questo tuo importante organo? Ti consiglio un approccio naturopatico, globale e personalizzato. Non accontentarti mai del fai da te o di consigli corretti ma pur sempre generici. Ognuno di noi è diverso. Scrivimi con una richiesta di consulenza, a distanza tramite e-mail, oppure di persona nel mio studio.

Disturbi comuni del cuore

  • Angina pectoris

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'angina pectoris

      L’Angina Pectoris (tradotto dal latino come “dolore al petto”) è causata da un temporaneo scarso afflusso di sangue ossigenatoal cuore (ischemia temporanea), rispetto a quello che servirebbe per poter eseguire sforzi fisici a cui l’organismo non è abituato, come sollevare pesi e salire le scale di corsa. Se questi sforzi vengono fatti durante la digestione, il cuore si stressa ulteriormente perché è costretto ad irrorare contemporaneamente sia l'apparato digestivo che le altre zone del corpo.

      L'ostruzione delle arterie coronarie

      Solitamente, lo scarso afflusso di sangue può essere causato dall'ostruzione o contrazione delle arterie coronarie che trasportano il sangue ossigenato. Learterie coronarie possono essere ostruite da depositi di grasso, oppure le arterie possono contrarsi spontaneamente o a causa di freddo intenso, o forti emozioni.

      L'accumulo di metaboliti

      Quando non arriva abbastanza ossigeno al cuore, si crea un accumulo dimetaboliti (sostanze prodotte nel processo metabolico) tossici e si manifesta undolore temporaneo sotto lo sterno (può durare fino a 10-15 minuti) che può colpire anche spalle, braccia, gola, schiena e mandibola. Altri sintomi che accompagnano il dolore possono essere nauseasudorazione,pallore, aumento della frequenza cardiaca, difficoltà a respirare e possibili vertigini.

      L'angina pectoris si manifesta soprattutto nelle persone che hanno un'alimentazione o una dieta ricca di grassi saturi animali e sale, in sovrappeso, o che fumano o sono stressate.

      L'angina pectoris tipica, causata in prevalenza da sforzi fisici o in casi di maggior fabbisogno di ossigeno al cuore, non è degenerativa e può essere curata con i farmaci per prevenire e diminuire l'intensità degli attacchi. Sarà necessario evitaresforzi fisici pesanti, ma si potrà continuare a svolgere del movimento moderato e avere un'attività sessuale. Quando i farmaci non sono sufficienti per calmare l'attacco, o nel caso di affanno a riposo insieme a sudorazione, affaticamento, pallore, risulta opportuno ricorrere al Pronto Soccorso.

      L'angina pectoris instabile si manifesta spesso la notte nello stesso orario e può presentarsi senza dolore e senza aver compiuto sforzo fisico, quindi risulta più pericolosa.

      L'angina microvascolare

      L'angina microvascolare è causata dalla contrazione improvvisa e involontaria (spasmo) delle arterie coronarie che subiscono costrizione e dilatazione, senza gravi ripercussioni.

      L'angina funzionale è il termine con cui si identifica l'angina generata a causa di altre malattie, come l'ipotiroidismoaritmie gravi, ostruzioni della valvola mitralica.

      I dolori al petto non devono essere sottovalutati anche se svaniscono velocemente entro pochi minuti, perché potrebbero essere il segnale di un infarto, soprattutto se è presente un problema di ostruzione arteriosa coronarica.

    • Sintomi dell'angina pectoris

      L'angina pectoris solitamente si manifesta con due sintomi che sono: dolore al petto o al torace, accompagnato da un senso di costrizione, talvolta localizzato dietro lo sterno, che può irradiarsi anche agli arti superiori, alle mani e al tronco; dolore dietro la schiena, al collo, alla mandibola (finanche ai denti). Il dolore può essere più o meno intenso. Questi sintomi principali possono essere accompagnati da altre sintomatologie: respiro affannoso, rapido e superficiale con fame d'aria, sudorazione, nausea e vertigini.

    • Sintomi dell'angina pectoris

      L'angina pectoris è collegata a patologie delle arterie coronarie, quali l'aterosclerosi, malattia degenerativa che colpisce le pareti delle arterie ispessendole e diminuendone l'elasticità. Nell’angina primaria sussiste una riduzione dell'apporto di sangue al cuore dovuta alla presenza di placche aterosclerotiche. All'origine vi possono essere patologie differenti come: crisi ipertensione, patologie cardiache, grave anemia, tachicardia. L’angina secondaria, invece, è legata a un aumento delle richieste metaboliche del cuore, principalmente a causa di sforzi fisici, ma anche emozioni intense, spavento, collera, stress, colpo di freddo, digestione etc. L'attacco anginoso può insorgere anche a riposo, ma generalmente avviene per concause, generalmente legate a una patologia e/o a sforzi fisici intensi.

  • Aritmia

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'aritmia

      L'aritmia consiste nell'alterazione del normale ritmo cardiaco e verificabile attraverso il battito del polso.

      L'aritmia cardiaca si ripercuote sulla forza della contrazione cardiaca, sul numero delle pulsazioni del cuore e sull'intervallo tra una pulsazione e l'altra. Un cuore sano batte a 70 pulsazioni al minuto, mentre nell'aritmia si possono avere ritmi più lenti, o irregolari, o più rapidi.

      I ritmi lenti sono di solito dovuti a una disfunzione del sistema di conduzione (struttura che trasmette l'impulso di contrazione al miocardio) nella zona in corrispondenza tra atrio e ventricolo, causando un rallentamento o una riduzione dell'ipulso elettrico.

      I ritmi irregolari sono dati dalle extrasistole (battito prematuro che causa l'alterazione del ritmo per i battiti successivi) o dalla fibrillazione atriale (gli impulsi elttrici che attivano le contrazioni degli atri avvengono in modo disordinato).

      I ritmi rapidi sono dati dalla tachicardia che può essere sopraventricolare (di solito benigna) o ventricolare (pericolosa perchè può indicare un attacco al miocardio). Negli adolescenti è facile trovare un battito cardiaco più veloce durante l'inspirazione, ma questo sintomo non è da associare alla patologia e scompare naturalmente con il tempo.

    • Cause dell'aritmia

      Le cause che portano all'alterazione del ritmo cardiaco sono varie. L'aritmia può essere causata da alterazioni nella zona dell'encefalo dedicata ai centri del respiro: queste alterazioni possono essere dovuti a intossicazione, infezioni, emorragia cerebrale, meningite (infiammazione delle meningi spesso dovuta a infezione) e malattie metaboliche.

      Un'altra causa può essere dovuta a una disfunzione del sistema di conduzione che trasmette l'impulso elettrico di contrazione al miocardio, oppure per l'esistenza di un'alterazione dell'eccitabilità delle fibre muscolari cardiache: anche in questo caso le alterazioni possono essere provocate da patologie del cuore, o da intossicazioni e malattie (come le disfunzioni alla tiroide, il diabete, l'ipetensione, ecc) che influiscono sul muscolo cardiaco.

      Altre cause possono essere l'abuso di alcol e caffeina, il fumo, le droghe, l'uso di alcuni farmaci, lo stress sia fisico che mentale.

    • Sintomi dell'aritmia

      Se il ritmo è irregolare si possono avere le extrasistoli o la fibrillazione atriale. Le extrasistoli vengono avvertite come un breve arresto cardiaco seguito da una scossa al petto dovuta al battito cardiaco successivo.

      La fibrillazione atriale può anche essere scoperta per caso durante un elettrocardiogramma, perchè potrebbe non dare sintomi, ma nel caso in cui sia presente una sintomatologia si possono avvertire palpitazioni (percezione del battito cardiaco), vertigini, affaticamento, svenimento e respirazione faticosa (dispnea).

      Se il ritmo è accelerato si possono avere la tachicardia sopraventricolare o ventricolare, oppure una fibrillazione ventricolare. Nel caso di tachicardia sopraventricolare, l'aumento della frequenza cardiaca inizia e finisce improvvisamente e può verificarsi anche a causa di un intenso sforzo fisico.

      La tachicardia ventricolare si caratterizza per una frequenza cardiaca molto elevata che può durare a lungo e può trasformarsi in fibrillazione. La fibrillazione ventricolare è data da una frequenza cardiaca talmente disordinata da portare alla morte.

      Se il ritmo è lento (meno di 50 battiti al minuto) si ha la bradicardia, un sintomo comune negli atleti che praticano agonismo sportivo. Un possibile effetto collaterale della bradicardia è la sincope (perdita di coscienza temporanea e improvvisa), perchè al cervello non arriva abbastanza sangue.

  • Coronarie o cardiopatie coronariche

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cosa sono le coronarie o cardiopatie coronariche

      Le arterie coronarie sono i vasi sanguigni che hanno il compito di trasportare il sangue al miocardio che rappresenta uno dei tessuti più irrorati dall'organismo e per questo necessita del 5% dell'intera gittata cardiaca (volume di sangue espulso in un minuto).

      Il flusso di sangue maggiore arriva al miocardio quando si è nella fase diastolica (quando il muscolo cardiaco si rilassa), perché durante la fase sistolica (contrazione) i vasi coronarici vengono compressi dal muscolo in cui sono immerse, limitando quindi l'afflusso di sangue. Inoltre, quando si è sotto sforzo, il cuore necessita di più ossigeno e le coronarie si devono dilatare per poterne trasportare una quantità maggiore.

      Le coronaropatie (malattie che riducono l'apporto di sangue e ossigeno al cuore) compromettono l'irrorazione del miocardio e possono portare a insufficienza coronarica cronica (permanente nel tempo), angina pectoris, o infarto miocardico dovuti alla morte dei tessuti non sufficientemente irrorati.

    • Cause delle coronarie o cardiopatie coronariche

      La cardiopatia coronarica è causata del restringimento od ostruzione delle arterie coronarie che non riescono più ad irrorare il cuore in modo adeguato. Nei casi più gravi possono manifestarsi angina pectoris (dolore al torace causato dalla carenza di ossigeno al cuore) o infarto del miocardio (necrosi di una porzione di cuore a causa dell'assenza di circolazione sanguigna in quella zona).

      Nel 95% dei casi, la cardiopatia coronarica è causata dall'ateriosclerosi che produce placche costituite da accumulo di grasso e tessuto connettivo che le rende fibrose, sulle pareti interne delle arterie.

      Il rischio di cardiopatia coronarica aumenta in presenza di colesterolo “cattivo”, pressione alta, fumo, diabete e disturbi ereditari, dovuti anche a una dieta troppo ricca di grassi, problemi di circolazione, problemi di fegato o colon congestionati e lesioni spinali.

      Una dieta poco equilibrata e la difficoltà ad assimilare i cibi causano troppe tossine che non vengono espulse in modo efficiente da fegato e colon. Quando sono presenti lesioni spinali e colon congestionato, la circolazione sanguigna non funziona correttamente e può causare la formazione di placche nelle arterie coronarie.

      Il primo provvedimento da prendere per evitare il rischio di formazione di placche è l'eliminazione di cibi che causano colesterolo “cattivo”, come le carni rosse, i fritti e i grassi animali.

      Si dovrebbe cercare di migliorare la circolazione sanguigna in modo da migliorare il funzionamento del colon che dovrebbe essere aiutato anche con un lavaggio interno (come l'idrocolon) per eliminare le tossine.

    • Sintomi delle coronoarie o cardiopatie coronariche

      I sintomi delle cardiopatie coronariche si manifestano quando le funzioni del miocardio sono alterate.

      Si possono avvertire dolori momentanei (angina pectoris) o prolungati che in questo caso possono indicare la possibile morte del tessuto che dovrebbe essere irrorato dall'arteria coronaria che non porta abbastanza flusso di sangue (si ha l'infarto del miocardio).

      Altri sintomi sono l'aritmia (battito cardiaco irregolare), sensazione di nausea, respirazione difficoltosa e intropidimento a braccia e spalle.

  • Cardiopatia ischemica

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la cardiopatia ischemica

      L'ischemia è la diminuzione o l'assenza di apporto di sangue in una parte del corpo che causa difficoltà nello smaltimento delle tossine e scarsa presenza di ossigeno e nutrienti nei tessuti della parte colpita.

      La cardiopatia ischemica è causata dalla carenza di ossigeno al muscolo cardiaco miocardio che lavora costantemente richiedendo sempre ossigeno. Normalmente, quando si svolgono attività intense, se il cuore richiede più ossigeno si ha l'aumento dell'afflusso di sangue ossigenato grazie all'elasticità delle arterie coronarie.

      Se sono presenti problemi alle arterie coronarie, come un irrigidimento o restrizione (stenosi), placche sclerotiche (aterosclerosi), o contratture (spasmi coronarici), l'ossigeno non è sufficiente e le cellule cardiache possono risentirne in modo più o meno grave, fino alla loro morte che in casi estremi può causare un infarto.

    • Cause della cardiopatia ischemica

      La causa principale della cardopatia ischemica è la malattia ateroscletotica che si presenta quando le arterie coronarie sono parzialmente ostruite, irrigidite e ristrette. Nell’aterosclerosi il colesterolo e altre sostanze si depositano sulla parete interna delle arterie, dando luogo alla placca aterosclerotica che rende meno elastiche le pareti dei vasi, ostruendo il lume in parte o completamente. Un’altra causa sono gli spasmi coronarici, una condizione non tanto frequente che comporta lo spasmo improvviso dei muscoli della parete dell’arteria con riduzione, più o meno totale, del flusso sanguigno.

      I principali fattori di rischio

      La possibilità di incorrere in una cardiopatia ischemica è più probabile se in presenza di:
      • ipercolesterolemia;
      • diabete;
      • ipertensione arteriosa;
      • “sindrome metabolica”, costituita da pressione alta, ipercolesterolemia e diabete di tipo 2;
      • sedentarietà;
      • stress;
      • fumo;
      • obesità.



    • Sintomi della cardiopatia ischemica

      I sintomi della cardiopatia ischemica sono i seguenti:
      • dolore toracico e oppressione al petto (angina pectoris o dolore anginoso) che può irradiarsi fino al braccio sinistro e, a volte, alla gola, con una sensazione di soffocamento e alla mascella. Può anche manifestarsi alla bocca dello stomaco, confondendolo con una semplice pesantezza addominale;
      • mancanza di respiro;
      • nausea e vomito;
      • sudorazione profusa;
      • svenimento


  • Infarto

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'infarto

      L'infarto è causato dalla morte delle cellule cardiache che non ricevono abbastanza ossigeno e nutrienti per un tempo superiore ai 20 minuti. L'infarto più frequente è quello del miocardio, cioè il tessuto muscolare del cuore. Se il miocardio richiede più ossigeno e le arterie coronarie non lavorano correttamente, non riescono a soddisfare la richiesta di sangue ossigenato che serve da nutrimento per le cellule del cuore. Una volta morte, le cellule cardiache non possono rigenerarsi e al loro posto rimane una cicatrice fibrosa che non svolge nessuna funzione ed è più sottile del restane tessuto vivo. Quando l'infarto è piccolo, l'area cicatrizzata non influisce sulle normali contrazioni del cuore. Se l'infarto è esteso, la parte cicatrizzata non permette al cuore di contrarsi in quella zona e può anche alterare le contrazioni delle parti sane.

      Quando la morte cellulare avviene su tutta la parete miocardica si ha un infarto miocardico transmurale, mentre quando la morte cellulare colpisce solo una porzione di parete, si ha un infarto miocardico subendocardico.

    • Cause dell'infarto

      In merito alle cause dell'infarto, si può dire che spesso  l'infarto è dovuto a una trombosi delle arterie coronarie (formazione di coaguli di sangue) che viene preceduta da aterosclerosi (infiammazione che porta alla formazione di placche di grasso nelle arterie).

      Le arterie ostruite non riescono a portare un sufficiente afflusso di sangue al cuore (ischemia cardiaca) e questo può provocare l'infarto del miocardio. Risulta quindi pericoloso avere alte percentuali di colesterolo (sopra i 200 mg/100 mi) nel sangue. 

      Altre cause dell'infarto possono essere ipertensione, diabete, obesità, fumo e sedentarietà.

    • Sintomi dell'infarto

      I sintomi principali sono costituiti da dolori al torace che possono estendersi a spalla, collo, mandibola e braccio sinistro e può durare anche per qualche giorno, riuscendo a placare la sofferenza solo con gli oppiacei.

      A volte il dolore può essere localizzato a livello dello stomaco con una sensazione di nausea e possibile bruciore di stomaco, infatti a volte il preludio dell'infarto può essere scambiato per indigestione.

      Altri sintomi sono l'irrequietezza, l'agitazione, sudore, pallore, pressione bassa, difficoltà a respirare, aritmia (irregolarità della frequenza cardiaca), stordimento, apatia.  

  • Trombo

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è un trombo

      Un trombo (dal greco thrombos, grumo) è un accumulo di sangue coagulato che si forma all'interno dei vasi sanguigni o nelle cavità cardiache (atri e ventricoli). Solitamente un trombo è costituito da un insieme di piastrine, globuli bianchi, globuli rossi e fibrina (una proteina simile a una rete che serve nella coagulazione sanguigna), ma a volte un trombo può essere definito rosso se è costituito da fibrina che trattiene i globuli rossi, oppure può essere bianco se è formato da un grumo di globuli bianchi e piastrine.

      Inoltre, un trombo può essere "migrante" se può circolare liberamente insieme al flusso sanguigno, mentre è detto "aderente" quando resta attaccato alla parete del vaso sanguigno. Un trombo può ostruire i vasi sanguigni di piccole dimensioni, mentre in quelli più grossi limita un normale afflusso di sangue perchè restringe il passaggio nella zona in cui si è attaccato.

      Se un trombo si trova nell'area del cuore, si definisce "parietale" o "murale" e diventa pericoloso quando impedisce alle arterie che irrorano il muscolo cardiaco di portare sangue e ossigeno sufficienti all'organo, cioè può causare un'ischemia con conseguente morte dei tessuti non irrorati e quindi possibile infarto.

    • Cause del trombo

      Un trombo si può formare a causa di lesioni o disfunzioni dell'endotelio (tessuto che riveste le pareti interne dei vasi sanguigni) che influisce sulla regolazione della coagulazione sanguigna.

      Un'altra causa può essere un problema di trombofilia (coagulazione eccessiva del sangue) congenita o acquisita.

      I trombi murali che causano gli infarti si trovano nelle arterie che alimentano di sangue il muscolo cardiaco e possono essere dovuti anche ad aterosclerosi, cioè un'infiammazione che porta alla formazione di placche sulle pareti dell'arteria e che con il passare del tempo possono frammentarsi inducendo le piastrine ad aggregarsi per riparare la zona, portando così alla formazione di trombi.

      Alcuni fattori che possono influenzare la coagulazione eccessiva del sangue sono il fumo, l'obesità, il diabete e alcuni farmaci.

    • Sintomi del trombo

      Il trombo si manifesta tramite dolore e gonfiore per esempio in caso di trombosi agli arti inferiori con dolore a una gamba, al polpaccio, spesso con un cambiamento di colore verso il blu o il rosso.

      I sintomi del trombo sono collegati a gravi patologie che colpiscono principalmente cuore (infarto e angina pectoris), cervello (ictus) e arti inferiori (ateropatia periferica, ovvero ostruzione delle grandi arterie).

      I sintomi di un trombo localizzato nella zona cardiaca sfociano in trombosi cardiaca e sono imputabili a disturbi del cuore.

  • Trombosi

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la trombosi

      La trombosi è la formazione di uno o più coaguli di sangue (trombi) in vene (trombosi venosa), arterie (trombosi arteriosa) oppure nelle cavità nel cuore (trombosi cardiaca). La trombosi cardiaca può provocare l’infarto, se il trombo si stacca in un'arteria che irrora il cuore (trombosi delle coronarie).

    • Cause della trombosi

      La trombosi è solitamente causta da lesioni della parete dei vasi sanguigni (flebiti, aneurisma, ateroma, arterite), variazioni del flusso sanguigno (stasi atriale o venosa), oppure da modificazioni del sangue per condizioni patologiche (aumento di piastrine, globuli rossi o bianchi) o da cambiamenti della coagulabilità del sangue.

    • Sintomi della trombosi

      La trombosi venosa (flebite) si manifesta tramite dolore e gonfiore a una gamba, spesso localizzati al polpaccio, talvolta accompagnati da un cambiamento di colore, generalmente tendente al blu o al rosso. I sintomi della trombosi arteriosa sono collegati a gravi patologie che colpiscono principalmente cuore (infarto e angina pectoris), cervello (ictus) e arti inferiori (ateropatia periferica, ovvero ostruzione delle grandi arterie). I sintomi della trombosi cardiaca sono imputabili a disturbi del cuore.

  • Ipertrofia ventricolare sinistra

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'ipertrofia ventricolare sinistra

      L'ipertrofia ventricolare sinistra (IVS) è l'aumento del volume del ventricolo sinistro (la cavità inferiore sinistra del cuore, che pompa il sangue ricco di ossigeno nell’aorta verso i vari organi e tessuti dell’organismo). L’ipertrofia ventricolare sinistra è più comune di quella destra (il ventricolo destro pompa il sangue nell’arteria polmonare), ma l’allargamento può avvenire in entrambe i ventricoli.

    • Cause dell'ipertrofia ventricolare sinistra

      L'ipertrofia ventricolare ha varie cause. L’ipertrofia ventricolare fisiologica si verifica normalmente in caso di attività sportiva (“cuore d’atleta”) o gravidanza, per aumento della massa muscolare del cuore e della sua capacità di pompaggio. L’ipertrofia ventricolare patologica si riscontra in risposta allo stress oppure a condizioni patologiche: ipertensione (alta pressione), lesioni del muscolo cardiaco (infarto del miocardio), cardiopatia valvolare (patologie delle valvole cardiache). L'ipertrofia ventricolare patologica determina un aumento della massa muscolare del cuore, senza aumento della capacità di pompaggio.

    • Sintomi dell'ipertrofia ventricolare sinistra

      I sintomi dell'ipertrofia ventricolare sinistra sono assenti negli stadi iniziali, poiché la malattia si sviluppa gradualmente, ed è più comune negli anziani e nei soggetti che soffrono di pressione alta. I sintomi dell'ipertrofia ventricolare sono: palpitazioni (cardiopalmo), dolori al petto, fame d’aria (dispnea), poca resistenza agli sforzi fisici, svenimento, vertigini.

  • Soffio al cuore

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è il soffio al cuore

      Il soffio al cuore è un rumore cardiaco aggiuntivo rispetto ai normali battiti cardiaci. Il soffio al cuore è dovuto a un difetto della struttura cardiaca oppure a un mal funzionamento delle valvole cardiache, che provocano moti vorticosi nel flusso sanguigno. I soffi cardiaci possono essere percepiti auscultando il cuore.

    • Cause del soffio al cuore

      Il soffio al cuore è provocato da diverse possibili cause, o come conseguenza di lesioni delle valvole cardiache, endocarditi (infiammazione tessuto che riveste cavità interne e valvole), fori anomali tra le cavità cardiache. Il soffio al cuore può anche dipendere da un aumento della velocità del flusso sanguigno, oppure dalla diminuzione della viscosità del sangue. Il soffio al cuore si può riscontrare anche nei seguenti casi: gravidanza, attività fisica intensa, febbre, costituzione fisica, ansia, ipertiroidismo, stati anemici. Si distinguono tre tipi di soffio al cuore: organico, inorganico e funzionale.

    • Sintomi del soffio al cuore

      I sintomi del soffio al cuore sono: dolore al petto, mancanza di fiato, vertigini, giramenti di testa, sudorazione abbondante senza motivo, ingrossamento del fegato.

  • Aneurisma aortico

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'aneurisma aortico

      L’aneurisma aortico è una dilatazione anomala di un tratto dell’aorta, sulla quale si forma una specie di rigonfiamento. L’aneurisma aortico è localizzato soprattutto a livello del tratto addominale dell’aorta e in maniera minore nel tratto toracico dell’aorta, discendente o ascendente, e dell’arco aortico. L’aneurisma aortico può interessare tutti i tre strati dell’aorta e avere forma diversa: fusiforme (dilatazione di tutta la circonferenza dell’aorta) o sacciforme (dilatazione di parte della circonferenza dell’aorta). L’aneurisma aortico viene definito cilindrico, navicolare o disseccante, in base alle diverse infiltrazioni del sangue nei tre strati della parete dell’aorta. Se l’aneurisma aortico si rompe le conseguenze sono letali.

    • Le cause dell'aneurisma aortico

      L’aneurisma aortico è provocato dall’indebolimento della parete arteriosa, dovuto a debolezza congenita dell’aorta oppure a lesioni localizzate legate a patologie. La causa principale dell’aneurisma aortico è l’aterosclerosi. I principali fattori di rischio dell’aneurisma aortico sono l’alta pressione (ipertensione arteriosa) e il fumo. La valutazione di un aneurisma aortico può essere effettuata tramite diversi metodi: ecografia, TAC e RMN.

    • I sintomi dell'aneurisma aortico

      L’aneurisma aortico si manifesta soprattutto con dolori corrispondenti alla localizzazione del trauma stesso (addominale, toracico etc.). I sintomi dell’aneurisma aortico a livello toracico sono dovuti ad aumento improvviso della pressione sistolica senza alterazione di quella diastolica, con conseguente abbassamento della pressione (ipotensione). I sintomi dell’aneurisma aortico variano in base alla localizzazione. All’addome: dolore addominale, mal di schiena lombare, addome pulsante. Al torace: dolore al petto, mal di schiena dorsale, difficoltà respiratoria (dispnea), tosse e raucedine, difficoltà a deglutire (disfagia). In generale: tachicardia, debolezza, aumento della sudorazione, cute fredda e appiccicosa (vischiosa), agitazione e confusione.

  • Sincope

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la sincope

      La sincope (o svenimento) è una perdita di coscienza improvvisa e transitoria (generalmente qualche secondo). La sincope è associata a una brusca diminuzione del flusso di sangue al cervello. La sincope è una conseguenza della riduzione della frequenza cardiaca e respiratoria, ed è accompagnata da perdita del tono posturale (con conseguente caduta a terra se si è in piedi).

    • Cause della sincope

      La sincope (o svenimento) è imputabile a diverse cause, anche non patologiche. La sincope può essere causata da: forti emozioni, dolore intenso, shock anafilattico, malattie nervose, patologie cardiache (per esempio aritmia), gravi anemie, durante un’anestesia o in seguito a un bagno troppo freddo o troppo caldo, etc. Altre cause della sincope sono collegate all’assunzione di farmaci quali: chinidina, prazosina, griseofulvina, levodopa e indometacina.

    • Sintomi della sincope

      La sincope (o svenimento) si manifesta con alcuni sintomi prima della perdita di coscienza: malessere generale, vertigini, ronzii, alle orecchie, offuscamento della vista, sudori freddi, nausea, talvolta vomito. I sintomi della sincope nel corso dello svenimento sono: pallore, mollezza muscolare, pelle madida, respirazione quasi impercettibile, polso debole e lento, battiti cardiaci non percettibili. La durata della sincope di solito è inferiore a 1 minuto, se la sincope dura per più di 20 secondi possono insorgere convulsioni. Il soggetto generalmente riprende coscienza naturalmente dopo alcuni secondi.

  • Endocardite

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'endocardite

      L’endocardite batterica è una malattia infettiva del rivestimento interno del cuore (endocardio) e delle valvole cardiache, causata dall’infezione di microganismi patogeni a livello circolatorio (vedi “cause”).

    • Cause dell'endocardite

      L’endocardite batterica è causata da un’infezione microbica del sangue di agenti patogeni esterni (batteri). La presenza di patogeni nel sangue è frequente e si verifica tramite una lesione cutanea o di mucose normalmente rivestite da batteri (fessure gengivali, orofaringe ileo e colon, uretra e vagina). Casi di endocardite batterica, per esempio, si verificano dopo estrazione dentaria, tonsillectomia. I soggetti più suscettibili all’endocardite batterica sono i portatori di protesi alle valvole cardiache. I microrganismi responsabili dell’endocardite batterica sono principalmente gli streptococchi (in particolare i tipi alfa emolitici e viridans). Un altro microrganismo che causa l’endocardite batterica è lo Stafiloccocco aureus. Altri gruppi di patogeno rari sono: enterococchi, Klebisiella, Brucella, Neisserie e miceti (funghi).

    • Sintomi dell'endocardite

      L’endocardite batterica presenta sintomi variabili: malessere generale, febbre, brividi, rigidità, sudorazione notturna, affaticamento e spossatezza (astenia). Altri sintomi frequenti dell’endocardite batterica sono: mal di testa (cefalea), dolori muscolari (mialgie), diminuzione del peso corporeo fino all’anoressia. I sintomi dell’endocardite batterica a uno stadio più avanzato sono: dolore toracico, fianchi, presenza di sangue nelle urine (ematuria), diminuzione dell’apporto di ossigeno un arto (ischemia). Sintomi gravi dell’endocardite batterica sono: scompenso cardiaco (vedi “insufficienza cardiaca”), danni neurologici localizzati (lesioni neurologiche focali) che provocano a loro volta meningite, stati confusionali, sintomi psichiatrici ed ictus;. I sintomi dell’endocardite batterica persistono per 4-8 settimane prima della diagnosi.

  • Insufficienza cardiaca

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'insufficienza cardiaca

      L’insufficienza cardiaca (detta anche scompenso cardiaco) è l’incapacità del cuore di pompare un flusso adeguato di sangue per mantenere l’efficienza di organi e tessuti corporei. Nell’insufficienza cardiaca il cuore non riesce a spingere abbastanza sangue nelle arterie, che quindi si accumula nelle vene con ristagno nei polmoni e nei tessuti. L’insufficienza cardiaca acuta insorge all’improvviso (infarto); l’insufficienza cardiaca cronica si sviluppa nel tempo.

    • Cause dell'insufficienza cardiaca

      L'insufficienza cardiaca può essere dovuta a varie cause. Le cause dell’insufficienza cardiaca acuta (infarto) sono: anzianità del paziente, morte di tessuto muscolare cardiaco (necrosi miocardica), disfunzione o rottura di fibre muscolari miocardiche, alta pressione (ipertensione arteriosa). Le cause dell’insufficienza cardiaca cronica sono: patologie delle valvole cardiache, embolia polmonare, insufficienza renale, malattie della tiroide, aritmie e anemia, tutte casistiche che aumentano il lavoro del cuore.

    • Sintomi dell'insufficienza cardiaca

      L’insufficienza cardiaca si manifesta con vari sintomi, come difficoltà respiratoria (dispnea, per il ristagno di sangue nei polmoni) con tosse nei casi gravi; debolezza e affaticabilità (per la mancanza di sangue nei muscoli); insonnia, ansia, difficoltà di concentrazione e perdita di memoria (in casi gravi, per diminuita irrorazione del cervello); aumento della diuresi; edemi agli arti inferiori (accumulo di liquidi). L’insufficienza cardiaca è diagnosticata sia sui sintomi sia su esame obbiettivo, attraverso esami di funzionalità cardiaca: radiografia del torace, elettrocardiogramma, ecocardiogramma, scintigrafia e cateterismo cardiaco.

  • Amiloidosi atriale isolata

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è l'amiloidosi atriale isolata

      L’amiloidosi atriale isolata (o amilosi cardiaca) è una forma di amiloidosi che colpisce in modo particolare il miocardio. L’amiloidosi, in generale, è una patologia caratterizzata dal deposito negli spazi extracellulari di sostanza proteica insolubile (amiloide, con proprietà simili a quelle dell'amido). L’amiloide ha una struttura a fibrille che, nell’amiloidosi atriale isolata, si depositano lungo le arteriole e parallelamente alle fibre muscolari del cuore.

    • Cause dell'amiloidosi atriale isolata

      L'amiloidosi atriale isolata si manifesta tramite meccanismi che non si conoscono ancora precisamente. Con molta probabilità non si tratta solamente del deposito di amiloide negli spazi extracellulari del miocardio. Tanto più che all’amiloidosi atriale isolata si associano diversi tipi di amiloide, per cui non è semplice diagnosticarla con precisione. L’amiloidosi atriale isolata può essere associata ad altri tipi di amiloidosi.

    • Sintomi dell'amiloidosi atriale isolata

      L’amiloidosi atriale isolata può causare insufficienza cardiaca e aritmie. In particolare, i sintomi dell’amiloidosi atriale isolata sono: difficoltà respiratoria (soprattutto sotto sforzo), facile affaticamento, gonfiore delle gambe (edemi), aumento della pressione venosa a livello giugulare, ipotensione arteriosa, bruschi cali di pressione, soffi sistolici. In fase terminale: perdita di peso, deperimento organico (cachessia cardiaca) e accumulo di liquido nell'addome (ascite). L’amiloidosi atriale isolata si può riconoscere con un'eco-cardiografia.

  • Blocco atrioventricolare

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è il blocco atrioventricolare

      Il blocco atrioventricolare (BAV) è un difetto del cuore, nella conduzione elettrica tra atrio e ventricolo (nodo seno-atriale). In condizioni normali il ritmo cardiaco genera segnali elettrici che si propagano al ventricolo. Nel blocco atrioventricolare l'impulso elettrico non raggiunge i ventricoli oppure risulta alterato. Se si verifica un'interruzione completa della conduzione dal nodo seno-atriale, i ventricoli continuano ancora a contrarsi, ma a un ritmo minore. A seconda della gravità del disturbo si parla di blocco atrioventricolare di primo (BAV I), secondo (BAV II) o terzo grado (BAV III).

    • Cause del blocco atrioventricolare

      Il blocco atrio-ventricolare si manifesta a cause di situazioni fisiologiche specifiche. Per esempio, blocchi atrio-ventricolari di primo grado (BAV I) - che si hanno in alcuni bambini sani oppure in atleti (in cui la velocità di conduzione degli impulsi elettrici è rallentata). In alcuni casi, il blocco atrio-ventricolare può essere causato dall’assunzione di alcuni farmaci (amiodarone, beta-bloccanti, calcio-antagonisti, digitale). In altri casi ancora, si tratta di una patologia degenerativa del sistema di conduzione del cuore. Altre volte, un blocco atrio-ventricolare può essere causato da alcuni interventi di cardiochirurgia valvolare (per esempio, sulla valvola aortica) che possono danneggiare il sistema di conduzione del cuore. Il blocco atrio-ventricolare, inoltre, può verificarsi in soggetti anziani a causa della degenerazione del sistema di conduzione e ischemie cardiache.

    • Sintomi del blocco atrioventricolare

      Il blocco atrioventricolare presenta sintomi che variano in base al grado del disturbo. I blocchi atrio-ventricolari di primo e secondo grado (BAV I e II), generalmente, sono asintomatici. I blocchi atrio-ventricolari di primo e secondo grado vengono individuati attraverso l’elettrocardiogramma oppure durante una visita medica, in seguito alla percezione di “battiti mancanti”. I sintomi nei blocchi atrioventricolari di terzo grado (BAV III), invece sono: debolezza fisica (astenia), mancanza di fiato, fatica agli sforzi, bassa pressione, sensazione di testa vuota, annebbiamento della vista, capogiri, perdita di coscienza temporanea, frequenza del polso inferiore ai 40 battiti al minuto. Alcuni blocchi di terzo grado presentano gli stessi sintomi dello scompenso cardiaco (vedi insufficienza cardiaca). In casi estremi può anche verificarsi la morte. Non esistono cure farmacologiche per il blocco atrioventricolare, l’unico rimedio efficace è l’impianto di un pacemaker (in alcuni casi di secondo e nella maggior parte di quelli di terzo grado).

    • Definizione
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    • Sintomi
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