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I nervi: i rimedi naturali in Naturopatia. Leggi i consigli di Simona Vignali Naturopata

Secondo la Naturopatia, quali sono i rimedi naturali, le cure naturali e lo stile di vita più sano per i nervi? Leggi tutte le informazioni raccolte in questa sezione a cura di Simona Vignali, Naturopata, sui nervi, e i relativi disturbi come la sciatica e la neuropatia, secondo la visione della Naturopatia.

  • Descrizione
  • Naturopatia
  • Psicosomatica
  • Sintomi
  • Rimedi Naturali
  • Alimenti
  • Approfondimento
  • Nervi e Naturopatia

    nerviposizione nerviLa struttura dei nervi

    I nervi sono fasci di assoni che trasportano informazioni da o verso il sistema nervoso centrale. I nervi contengono vasi sanguigni che trasportano ossigeno e nutrienti. Nel nervo sono presenti guaine di tessuto connettivo che si fanno via via più piccole, di colore variabile dal bianco al grigio. 


    I diversi tipi di nervi

    I nervi possono essere motori quando trasmettono impulsi dal sistema nervoso centrale alla periferia, oppure sensitivi quando trasmettono gli stimoli sensoriali dagli organi periferici al sistema nervoso centrale. Esistono anche nervi misti.
 Inoltre ci sono due tipi principali di nervi: quelli encefalospinali o somatici che partono dal sistema nervoso verso le zone superficiali e scheletriche del corpo. E quelli del sistema simpatico o viscerali che vanno verso la muscolatura liscia, nei visceri, nei vasi, nelle ghiandole e nel cuore.

  • Visione naturopatica dei nervi

    La nevralgia è data dall’infiammazione di un nervo e si può localizzare in tutta la sua lunghezza o nel punto in cui affiora sulla pelle.

    Quando compare la nevralgia

    Secondo la naturopatia il dolore si manifesta maggiormente in uno stato di debilitazione generale dovuta a dieta squilibrata, stress, tensione o mancanza di riposo. Questo rende  anche i nervi più facilmente infiammabili e soggetti a dolore. Quindi per trattare la nervralgia bisogna sempre prendere in considerazione il quadro generale.

  • Interpretazione psicosomatica dei nervi

    L’individuo che soffre di nevralgia cerca di nascondere nell’inconscio un dolore del passato. Non accetta i limiti che ha vissuto in quella situazione, ma quando ricorda quel dolore la nevralgia si ripresenta.

    La tensione infiamma i nervi

    La persona che soffre di nervralgia è interiormente agitata e tende a isolarsi nella speranza invana di non soffrire più. Come se i nervi infiammati perdessero anche sensibilità e capacità di trasmettere dolore.

  • Sintomi dei disturbi dei nervi

    Il dolore dei nervi si chiama nevralgia e si presenta in modi diversi. Il dolore può essere improvviso, acuto, trafittivo come una pugnalata o bruciante. Spesso si accompagna ad una sensazione di bruciore, dolore, prurito e ipersensibilità al tatto.

    Dove si localizza la nevralgia

    La nevralgia si verifica in un’area precisa del corpo, solitamente da un solo lato. Il dolore può essere intermittente o continuo, durare da pochi secondi a molti minuti. Può durare per giorni o anche settimane.

  • Nervi e nevralgie 

    I nervi possono essere soggetti a nevralgia ovvero irritazione del nervo, che si accompagna a dolore improvviso e intenso. I fattori scatenanti la nevralgia possono essere diversi: un congelamento oppure uno stiramento, una compressione, uno schiacciamento, ecc. Altre cause hanno origine tossica (interna o esterna) o tossinfettiva o reumatizzante. In ogni caso il dolore nevralgico compare all’improvviso ed è molto violento.

    Ci sono diversi disturbi dei nervi

    Fra i vari tipi di nevralgia si annovera la nevralgia del trigemino; del nervo grande ischiatico ovvero “la sciatica”; la nevralgia dei nervi del braccio e la nevralgia dei nervi intercostali. Una carie, una sinusite, un’otite e altri processi infiammatori possono causare una nevralgia. In natura ci sono dei rimedi specifici ed efficaci per risolvere questi disturbi in modo non invasivo.

    Il salice: un eccellente antinevralgico 

    Il salice è consigliato per la sua attività antinfiammatoria e antinevralgica. Il principio attivo contenuto, la salicina, conferisce alla pianta proprietà analgesiche, antireumatiche e antifebbrili. Il salice è efficace in caso di nevralgie, reumatismi, dolori articolari e muscolari. Inoltre si utilizza per combattere la febbre, le malattie da raffreddamento e il mal di testa. Si può preparare un decotto con la corteccia di salice o utilizzare questo rimedio sotto forma di tintura madre, compresse o capsule di estratto secco.

    La spirea

    La spirea ulmaria è conosciuta per le sue proprietà antinfiammatorie, diuretiche e antipiretiche. È utilizzata nel trattamento dei dolori articolari e per combattere stati febbrili e influenzali. Contiene derivati salicilici, noti grazie all’acido acetilsalicilico che è il principio attivo dell’aspirina; poi flavonoidi, vitamina C, sali minerali e oli essenziali. Questa pianta svolge un’azione antinfiammatoria, analgesica e antipiretica perché ostacola la sintesi delle prostaglandine (PGE2) che causano il dolore e l’infiammazione dei tessuti. 

    Senza effetti collaterali

    Viene utilizzata efficacemente per superare i dolori legati all’artrite reumatoide, all’artrosi, mal di testa, mal di denti, dolori articolari, cervicalgia, mal di schiena. A differenza dei farmaci antinfiammatori di sintesi protegge le pareti gastriche, non provocando gastrite e ulcera. Infatti la presenza delle mucillagini fa sì che le mucose gastriche vengano protette e non erose. Si può preparare un infuso con le sommità fiorite di spirea o utilizzare capsule o compresse di estratto secco.

    La boswellia: un antinfiammatorio naturale

    Le apprezzate qualità antinfiammatorie e analgesiche di questa pianta sono dovute alla resina prodotta. Questo rimedio naturale viene consigliato nel trattamento di infiammazioni locali, disturbi degenerativi delle articolazioni, dolori muscolari, reumatismi, artrosi, infiammazioni dei tessuti molli, nevralgie, fibromialgia e ridotte capacità motorie mattutine. La resina, estratta dal tronco e dai rametti di questa pianta, contiene acidi boswellici, tetraciclici e polisaccaridi che le conferiscono le proprietà di cui è rinomata. La si trova sotto forma compresse o capsule di estratto secco o in tintura madre. Per uso esterno si trovano delle pomate o degli unguenti contenenti boswellia.

    La consolida: utile contro la sciatalgia

    La consolida maggiore è una pianta conosciuta sin dall’antichità per le sue proprietà analgesiche e antinfiammatorie. Può essere utilizzata contro nevralgie, dolori muscolari, crampi, per la sua azione astringente che favorisce il rilassamento muscolare. In fitoterapia si usano radice e parti aeree. La radice viene raccolta in autunno perché la percentuale di allantoina (uno dei principi attivi) contenuto è più elevato, mentre le parti aeree, che hanno proprietà astringenti e antinfiammatorie, vengono raccolte in estate. La radice è meglio utilizzarla per uso esterno visto il contenuto in alcaloidi pirrolizidinici, epatotossici. Viene sconsigliata a bambini e donne in gravidanza o in allattamento. La consolida può essere utilizzata come impacco esterno per ridurre il dolore. Con le foglie si può anche preparare un infuso, impiegato per uso interno o esterno, ad esempio nell’acqua del bagno.

    I consigli di un professionista

    Se vuoi capire come ridurre i dolori nevralgici con rimedi naturali, ti invito a rivolgerti a contattarmi dal form di questa pagina, ti risponderò quanto prima.

  • Un’alimentazione sana aiuta le cellule nervose

    Un’alimentazione sana ed equilibrata è di grande aiuto per mantenere inalterata la funzionalità dei nervi. Anche il cervello deve essere ben nutrito e salvaguardato, prediligendo cibi che contengono sostanze benefiche per le cellule nervose e che aiutino le funzioni cerebrali.

    Cibi antinfiammatori

    Un’alimentazione con cibi antinfiammatori è necessaria per preservare la funzionalità dei nervi. I principali alimenti che favoriscono l’infiammazione sono quelli di origine animale, eccetto il pesce, ricco di Omega 3; quindi evitare insaccati, carne, uova, formaggi, perché contenenti acido arachidonico da cui l’organismo sintetizza le prostaglandine infiammatorie. Per la salute del sistema nervoso e dei nervi è bene integrare con alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, magnesio, fosforo, iodio, potassio, ecc. L’infiammazione è anche favorita dal sovrappeso e dal diabete. Occorre eliminare anche cibi zuccherini e cereali raffinati.

    I cereali integrali per la salute dei nervi

    I cereali integrali sono un alimento importantissimo per mantenere in salute i nervi e il sistema nervoso. Il grano integrale contiene vitamina B9 e aiuta a mantenere vitale e attivo il cervello. Inoltre, così come orzo, farro e kamut integrali, il grano aumenta il flusso sanguigno al cervello. Aumentando il flusso di sangue, se ne protegge e stimola la funzionalità. Il riso integrale, privo di glutine, è un ottimo alimento perché contiene tricina, una sostanza che combatte i processi infiammatori. Infine gli alimenti a base di cereali integrali sono tutti ricchi di vitamina B6, utile per nervi e cervello.

    L’avocado

    L’avocado è un’ottima fonte di grassi monoinsaturi, vitamina E, vitamine del gruppo B, antiossidanti, magnesio e acido folico. Agisce sulla funzionalità del sistema nervoso, migliorando la circolazione. È un ottimo rimedio casalingo per “calmare i nervi” perché i nutrienti presenti aiutano a controllare il cortisolo, un ormone che è legato all’equilibrio emotivo. 

    Il dattero: un ricostituente naturale

    Un altro straordinario alimento per i nervi è il dattero, un frutto molto zuccherino, ricco di glucidi. Grazie al contenuto di vitamina B3, il dattero aiuta a ridurre i livelli di colesterolo, diminuendo la pressione sanguigna e aiuta a mantenere inalterata la funzionalità dei nervi. Il dattero è un ottimo antinfiammatorio e si rivela efficace anche contro raffreddori e bronchiti. Inoltre contrasta la formazione di radicali liberi e l’invecchiamento cellulare ed è un ricostituente naturale. Il contenuto di potassio, maggiore addirittura a quello delle banane, riequilibra il livello di liquidi nell’organismo e beneficia il sistema nervoso. Quindi il dattero risulta molto utile nell’anziano il cui sistema nervoso si indebolisce con l’avanzare degli anni.

    I semi di zucca

    Un ottimo e salutare alimento per i nervi sono i semi di zucca, noti per le loro proprietà antinfiammatorie. Contengono zinco, Omega 3 e Omega 6, carotenoidi. Sono un ottimo cibo per migliorare la funzionalità nervosa, per migliorare la memoria e le capacità cognitive.

    Affidarsi ai suggerimenti di un professionista

    Se desideri comprendere quali sono gli alimenti più adatti per preservare la funzionalità dei nervi e del sistema nervoso, ti invito a contattarmi dal form di questa pagina, ti risponderò quanto prima.

  • Nervi e carenze specifiche

    La nevrite è uno dei sintomi principali nei casi di carenze nutrizionali. In particolare le sostanze nutrizionali utili contro la nevrite o nevralgia sono Lecitina, Vitamina B1(Tiamina), Vitamina A, Multivitaminico e Multiminerale, Complesso vitaminico B, Calcio chelato, Cloruro di magnesio, Aminoacidi, Enzimi, Lievito di birra, Bioflavonoidi, Vitamina C, Zinco.

    Un rimedio utilissimo per la nevrite

    In ogni disturbo dei nervi si raccomanda un largo uso di Avena, sia nella dieta in forma di crusca di avena, chicchi di avena, pappa di avena, oppure in forma di estratto idroalcolico in gocce o anche come amido di avena nell'acqua calda del bagno.  

Disturbi comuni dei nervi

  • Sciatica

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la sciatica

      La "sciatica", "nervo sciatico", "dolore alla gamba", "ernia del disco" sono vocaboli spesso usati a sproposito, quando indicano tutti il problema dell'infiammazione al nervo sciatico.

      Anatomia nervo sciatico

      Il nervo sciatico nasce dalle ultime radici lombari, precisamente L4, L5 ed S1, le cui fibre nervose si associano (anastomizzano in linguaggio tecnico) nel plesso lombare, in questo modo le fibre nervose, scaturite dal nervo sciatico, innervano gran parte della gamba.

      In pratica, le fibre nervose si dividono una verso il dorso del piede, proveniente da L5, ed una verso la pianta del piede, proveniente da S1 (L5 ed S1 indicano ognuna le radici che provengono dal midollo spinale uscendo tra i corpi vertebrali L4-L5 ed L5-S1).

      Definizione di sciatica

      Nei manuali di riferimento viene data la seguente definizione di sciatica: "dolore che si irradia lungo il decorso del nervo sciatico, localizzato il più delle volte posteriormente alla regione glutea e nella faccia posteriore della gamba ... può associarsi alla lombalgia sebbene possa essere molto più grave e comparire isolata".

    • Cause della sciatica

      Il dolore alla sciatica è causato dall'infiammazione del nervo sciatico. L'infiammazione può avere cause diverse: la più comune è la compressione della radice di un nervo spinale lombare.

      Compressione delle radici nervose

      Di solito la causa è la compressione delle radici nervose da parte del disco intervertebrale degenerato o prolassato nel canale vertebrale e nel forame di uscita dal canale vertebrale ("canale di coniugazione" tecnicamente) e più raramente da spicole ossee (osteofiti, ossia accumulo di calcio sulla cartilagine articolare) come si verifica nella spondilolistesi (spostamento in avanti di una vertebra rispetto alla vertebra sottostante).

      Controllare le formazioni tumorali

      A volte può trattarsi di un tumore. Potrebbe esserci compressione anche al di fuori del canale vertebrale, nelle regioni pelvica e glutea o lungo il suo decorso. è raro che avvenga una infiammazione conseguente a cause tossiche o metaboliche.

    • Sintomi della sciatica

      Il sintomo principale della sciatica è il dolore, localizzato nella coscia posteriore oppure  mobile lungo tutta la gamba interessata, dal tallone al gluteo.

      Dolore continuo o intermittente

      La sciatica si caratterizza per il dolore continuo o intermittente e più o meno intenso (da un crampo a un dolore violento) che parte dalla zona lombare bassa (parte bassa della schiena) o dalla natica e prosegue per il retro (o retro-laterale esterno) della coscia e il polpaccio (o anche la sua parte laterale esterna), ma può anche raggiungere la zona dorsale o laterale del piede coinvolgendo delle dita.

      Sintomi diversi dal dolore

      Oltre al dolore, la sciatica procura sensazioni di formicolio, intorpidimento, pizzicore, piccole scosse e indolenzimento.

  • Tunnel carpale o sindrome canalicolare

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è il tunnel carpale o sindrome canalicolare

      La Sindrome del Tunnel Carpale (STC) è caratterizzata dalla compressione nel punto del tunnel carpale in cui si inserisce il nervo mediano del polso responsabile della sensibilità di pollice, indice, medio e metà anulare dal loro lato palmare, oltre che fornire impulsi motori al muscolo del pollice.

      Il tunnel è un canale dove passano i nervi 

      Il tunnel carpale rappresenta un canale posizionato nel polso e costituito dal legamento traverso del carpo (un nastro fibroso) che si tende sulle ossa carpali, formando un tunnel in cui passano il nervi, vene, arterie e tendini.

       

    • Cause del tunnel carpale o sindrome canalicolare

      La STC si riscontra facilmente nel caso di lavori ripetitivi, anche in assenza di sforzi elevati. Per questo motivo, in alcuni settori lavorativi come quello manifatturiero, elettronico, tessile, alimentare, calzaturiero, pellettiero, gli addetti risentono spesso della sindrome del tunnel carpale.

      Movimenti ripetitivi

      A causa di movimenti di flesso-estensione ripetitivi e/o prolungati, si determina un aumento della pressione all’interno del tunnel, con continuo allungamento dei nervi e tendini al suo interno che, nel tempo, possono produrre un’infiammazione responsabile della riduzione delle dimensioni del tunnel che andrà a comprimere il nervo mediano.

      Correlazione con malattie

      La STC può essere determinata anche da malattie sistemiche (diabete mellito, artrite reumatoide, mixedema, amiloidosi), situazioni fisiologiche (gravidanza, contraccettivi orali, menopausa), traumi (pregresse fratture del polso), artriti e artrosi deformanti.

       

    • Sintomi del tunnel carpale o sindrome canalicolare

      Inizialmente, i sintomi della STC consistono in formicolio, intorpidimento o gonfiore alla mano, specialmente nelle dita che interessano il nervo mediano, durante la notte e/o al mattino.

      Dolori alla mano e più estesi 

      Con l’avanzamento della patologia, si riscontrano dolori estesi anche all’avambraccio. Infine, con l’aggravarsi della situazione, si ha la perdita di sensibilità delle dita, della forza della mano, deficit e atrofia dell’eminenza tenare (rilievo carnoso alla base del pollice dal lato palmare della mano).

  • Neuropatia periferica

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la neuropatia periferica

      La neuropatia periferica altera il funzionamento di tutti i nervi periferici del corpo. Si possono manifestare una degenerazione assonale distale (frammentazione della parte distale dell'assone) o una demielinizzazione segmentale delle fibre nervose (danno selettivo delle cellule di Schwann e della mielina). La patologia dei nervi periferici può colpire o gli assoni sensitivi o gli assoni motori o entrambi. I pazienti avranno sintomi agli arti nelle zone distali di tipo motorio, di tipo sensitivo o di entrambi.

      Diverse neuropatie

      Malattie ematologiche (paraproteinemia) determinano neuropatia. La neuropatia chiamata Sindrome di GUIllain-Barrè-Strhol (che porta a una paralisi progressiva agli arti) è data da cause infiammatorie con patogenesi autoimmunitaria (cioè creazione di una patologia diretta contro il proprio organismo). La neuropatia sensitivo-motoria su base ereditaria chiamata di Charcot-Marie-Toot causa perdita di tono muscolare e della sensibilità al tatto soprattutto agli arti inferiori.

      La sudorazione è coinvolta

      In principio, per gli arti inferiori, il deficit coinvolge il muscolo estensore breve delle dita del piede. E' importante notare che spesso nelle neuropatie periferiche si trova un coinvolgimento delle fibre neurovegetative, a cui si devono i disturbi della sudorazione (anidrosi, iperidrosi, distrofie cutanee ed ungueali).

    • Cause della neuropatia periferica

      Le cause della neuropatia periferica son legate ad altre malattie, come diabete mellito o alcune carenze di vitamine, i cui effetti danneggiano direttamente o indirettamente i nervi. Posso danneggiare i nervi anche alcune infezioni, il consumo eccessivo e prolungato di alcol, l'assunzione di sostanze chimiche tossiche come arsenico, mercurio, piombo, rame, composti organofosforici contenuti nei diserbanti, assunzione eccessiva di farmaci.

      Neuropatie dei paesi industrializzati o del terzo mondo

      Le più comuni cause di neuropatia periferica in occidente sono il diabete e l'alcool, mentre nei paesi sottosviluppati le cause sono di tipo carenziale e vitaminico e la lebbra. Le neuropatie possono causare malattie del tessuto connettivo (artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, poliartrite nodosa) e, a volte, causano anche neoplasie (il tumore più diffuso è il carcinoma bronchiale).

    • Sintomi della neuropatia periferica

      Le neuropatie periferiche sono spesso caratterizzate da formicolii, bruciori, sensazioni di puntura di spillo nelle parti distali degli arti colpiti. L'alterazione della sensibilità profonda altera il senso di posizione. Anche la sensibilità superficiale può essere compromessa. L’alterazione della sensibilità tattile avviene prima della sensazione di dolore.

      Segnali precisi 

      Uno dei primi segni di neuropatia periferica è la scomparsa dei riflessi osteo-tendinei, specie agli arti inferiori (riflessi alla rotula e al tendine di Achille). Inoltre, la neuropatia causa paralisi flaccide dei muscoli.

  • Malattie dei nervi cranici

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cosa sono le malattie dei nervi cranici

      I nervi cranici IX, X e XI (glossofaringeo, vago ed accessorio spinale) contengono  fibre nervose motorie e fibre nervose adibite alla sensitività e, per questo motivo, vengono chiamati nervi misti. I nervi cranici escono dalla parte inferiore dell’encefalo, passano per il cranio e,  insieme alla vena giugulare, riemergono attraverso il forame giugulare (ampia apertura alla base del cranio, dietro al canale carotideo). I nervi proseguono nel collo fino a raggiungere i relativi muscoli e organi.

      Neurite

      In linea generale la neurite è un’infiammazione del nervo conseguente ad un’infezione o ad alterazioni del sistema immunitario. Se la malattia colpisce un solo nervo si definisce mononeuropatia come nel caso della paralisi di Bell.

      Paaralisi di Bell

      La paralisi di Bell è un disturbo del VII nervo cranico che innerva i muscoli mimici della faccia. Non si conosce la causa di questa malattia, che è caratterizzata da asimmetria delle labbra (bocca storta), difficoltà a chiudere l’occhio dallo stesso lato, disturbi dell’udito e del gusto.

      Mononeurite multipla

      Se la malattia colpisce due o più nervi in aree distinte si parla di mononeurite multipla e si verifica in presenza di malattie come il diabete o le malattie reumatologiche.

    • Cause delle malattie dei nervi cranici

       Fra le cause principali delle malattie dei nervi cranici si riscontrano:

      • il diabete;
      • l’alcool o altre sostanze tossiche;
      • carenze nutrizionali (deficit di alcune vitamine del gruppo B e della vitamina E);
      • malattie sistemiche come l’insufficienza renale cronica;
      • tumori;
      • agenti infettivi (virus o batteri);
      • traumi;
      • particolari farmaci.

       

    • Sintomi delle malattie dei nervi cranici

      In linea generale i sintomi sono i seguenti:

      • Intorpidimento, formicolio alle braccia;
      • Dolore;
      • Vertigini, instabilità.

      Nei casi gravi di paralisi può essere coinvolto anche l’apparato respiratorio.

      Ovviamente, secondo il nervo coinvolto e la patologia in atto, i sintomi saranno più specifici e dettagliati.

  • Paralisi del plesso brachiale

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la paralisi del plesso brachiale

      Il plesso brachiale è il plesso nervoso formato dai rami anteriori dei nervi spinali C5-C8, T1-T2 e C4. Durante la nascita possono esserci danni causati da uno stiramento per distocia di spalla (il bambino rimane incastrato con le spalle nel bacino della madre), o presentazione podalica (il bambino si presenta al parto con i glutei o i piedi), o iperabduzione del collo (eccessivo allontanamento del collo dal suo asse quando il bambino si presenta dalla parte della testa).

      I muscoli coinvolti 

      I muscoli coinvolti nella paralisi del plesso brachiale superiore (C5-C6) sono quelli di spalle e gomito, mentre nella paralisi del plesso brachiale inferiore (C7-8 e T1) i muscoli coinvolti sono principalamente quelli dell’avambraccio e della mano. In base al tipo di danno della radice del nervo e della muscolatura interessata, si hanno prognosi differenti.

      Paralisi di Erb

      Un esempio di lesione al plesso brachiale superiore è la paralisi di Erb, in cui si verifica l’adduzione e rotazione interna della spalla e pronazione dell’avambraccio, con casi frequenti di paralisi omolaterale del diaframma. La paralisi di Erb prevede un trattamento che parte dalla prima settimana di vita ed è basato sulla protezione della spalla attraverso l’immobilizzazione del braccio (sopra l’addome) per evitare moviementi eccessivi, mentre la prevenzione delle contratture prevede esercizi di mobilità passiva sulle articolazioni interessate.

      Paralisi di Klumpke

      Un esempio di lesione al plesso brachiale inferiore è la paralisi di Klumpke che si manifesta con la paralisi della mano e del polso. La paralisi è spesso associata alla sindrome di Honer (miosi, ptosi, anidrosi facciali) dallo stesso lato delle articolazioni colpite dalla lesione. La paralisi di Klumpke prevede come trattamento solamente gli esercizi di mobilità passiva.

      Quando fare approfondimenti

      Le paralisi di Erb e di Klumpke non comportano una perdita di sensibilità elevata e, solitamente, le condizioni migliorano rapidamente, anche se i deficit motori possono non risolversi in breve tempo. Nel caso si superino i 3 mesi senza risultati concreti, risulta utile valutare l’estensione della lesione del plesso, delle radici e del midollo spinale cervicale, sottoponendo il neonato a una RMN (risonanza magnetica nucleare).

       

    • Cause della paralisi del plesso brachiale

      La paralisi del plesso brachiale insorge quando i nervi del plesso brachiale sono compressi. Questo può avvenire a causa di un’infiammazione o di un tumore che schiaccia il nervo.

      A volte i nervi del plesso brachiale possono essere allungati. In casi più gravi i nervi possono essere recisi dal midollo spinale, a causa di un incidente o di un intervento chirurgico o di una malattia infiammatoria autoimmune.

      Cause ricorrenti

      In linea generale le cause possono essere dovute a:

      • Cisti;
      • Infezioni nella spalla, nel braccio o nella mano;
      • Infortunio alla spalla;
      • Lesioni nervose;
      • Danni al plesso brachiale durante parti difficili (colpisce i neonati).
    • Sintomi della paralisi del plesso brachiale

      I sintomi si manifestano alla spalla, al braccio e alla mano e sono i seguenti:

      • Mancato controllo muscolare nella mano, nel braccio e nella spalla, con difficoltà di movimento;
      • Dolore alla spalla, al braccio o alla mano;
      • Intorpidimento o formicolio;
      • Perdita di sensibilità;
      • Indolenzimento;
      • Difficoltà a controllare i muscoli della spalla, del braccio, della mano.

      Alcuni sintomi più gravi 

      A volte possono insorgere sintomi più gravi come:

      • Svenimento;
      • Paralisi della spalla, del braccio o della mano;
      • Problemi alla vista;
      • Forte ed improvviso mal di testa;
      • Alterazioni del linguaggio.
  • Crampo dello scrivano

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è il crampo dello scrivano

      Il crampo dello scrivano è dovuto a contratture anomale dei muscoli del braccio, che causano difficoltà nel movimento riguardante la scrittura. I muscoli del braccio interessati a questo problema non riscontrano difficoltà ad eseguire movimenti diversi dalla scrittura.

      Una distonia occupazionale

      Il crampo dello scrivano, insieme ad altre distonie e disturbi definiti occupazionali (come il crampo del musicista, o gesti ripetitivi in generale), viene causato dalla ripetizione di un movimento volontario, quindi fanno parte delle distonie d’azione.

       

       

    • Cause del crampo dello scrivano

      Le cause delle distonie focali non sono ancora del tutto chiare, ma si sa che possono dipendere da disturbi del sistema nervoso centrale che compromettono il buon funzionamento delle aree del cervello dedicate al movimento, in particolar modo per la carenza di un neurotrasmettitore che consente la comunicazione tra le cellule nervose, causando contrazioni muscolari eccessive, torsioni e movimenti involontari.

      I traumi possono interferire

      Altre cause della distonia possono essere date da traumi, predisposizione genetica o altre malattie. La compressione del nervo potrebbe essere causata anche da delle lacinie fibrosclerotiche (formazioni piatte che si originano dall'aumento di tessuto connettivo fibroso) sul muscolo flessore profondo che si appoggiano al nervo mediano e lo comprimono.

    • Sintomi del crampo dello scrivano

      l crampo dello scrivano è una distonia dell'avambraccio, della mano e delle dita, cioè una patologia che crea disordini del movimento e presente soprattutto nelle persone adulte che eseguono lavori ripetitivi con le mani e per questo può essere chiamato anche in altri modi (ad esempio crampo della dattilografia, o del pianista, del violinista, ecc).

      Distonia focale e distonia d'azione

      Il crampo dello scrivano rientra nelle distonie focali, perchè colpisce una sola parte del corpo e porta a tenere posture scorrette e compiere movimenti inconsueti. Inoltre, questa patologia fa parte anche delle distonie d'azione, perché si manifesta solo quando si cerca di compiere l'azione ripetitiva e non se si è a riposo e neppure quando si compiono altre azioni diverse da quella ripetitiva che coinvolgono gli stessi muscoli.

      Compressione e dolori

      Nel crampo dello scrivano, durante l'azione ripetitiva si manifestano nell'avambraccio delle contrazioni muscolari involontarie e prolungate che esercitano una compressione sul nervo mediano che a sua volta si appoggia sul muscolo flessore che coinvolge anche le dita.  

  • Compressione dei nervi

    • Definizione
    • Cause
    • Sintomi
    • Cos'è la compressione dei nervi

      Un nervo può venire irritato o subire un’alterazione delle sue funzioni a causa di una qualsiasi pressione che i tessuti circostanti possono provocare sul nervo. Queste pressioni danno origine a conseguenze che variano dal dolore alla desensibilizzazione o indebolimento muscolare della zona colpita.

      Situazioni di compressione

      La compressione dei nervi può avvenire in qualunque zona del sistema nervoso periferico, quindi interessa tutti i nervi che si trovano all’esterno del cervello e del midollo spinale, con maggiore rischio per i nervi  relativi a strutture rigide come le ossa . Le cause della pressione di un  nervo possono essere molteplici, come una gravidanza, una lesione, movimenti ripetitivi e articolazioni colpite da malattia.

      Nervi di arti superiori o inferiori

      Negli arti superiori, i nervi maggiormente soggetti a compressione sono quelli che dalla spalle raggiungono le mani, cioè il mediano (dall’avambraccio anteriore fino alla mano), l’ulnare (dall’avambraccio alla mano) e il radiale (dal braccio e avambraccio posteriore, passando per gomito, polso fino alla mano). Negli arti inferiori, i nervi maggiormente colpiti da compressione sono il femorale (dalle pelvi al ginocchio), il plantare (nei piedi), il peroneale (lungo i lati delle gambe), lo sciatico (dalla colonna vertebrale fino al piede) e i nervi tra i dischi vertebrali della colonna.

      Tempi di guarigione

      La guarigione avviene con un trattamento che varia da pochi giorni a qualche settimana. Se il nervo viene irritato in modo continuativo, si può subire un danno permanente.

    • Cause della compressione dei nervi

      La compressione può derivare da un trauma, da una patologia o da una malattia ereditata geneticamente. A volte è dovuta alla ripetizione di movimenti degli arti, come nel caso dell’uso delle tastiere del pc.

      Lesione di un disco 

      Il nervo si irrita e comprime anche in seguito al danno di un disco vertebrale, che può lesionarsi o subire un processo degenerativo. Rompendosi, insorge l’ernia del disco che va a comprimere il nervo attiguo.

      Altri fattori di rischio

      Fattori a rischio sono anche il sollevamento di oggetti pesanti, sport che contemplano il contatto fisico e l’obesità.

    • Sintomi della compressione dei nervi

      I sintomi ricorrenti sono:

      • Irritazione, bruciore e dolore che si estende a tutta la zona irradiata dal nervo;
      • Formicolio o insensibilità, spesso ad uno degli arti;
      • Debolezza nella zona colpita;
      • Atrofia muscolare perché il muscolo coinvolto viene usato meno.
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