Scritto da

Le diverse varietà d fagioli

I fagioli (Phaseolus vulgaris) sono i semi di una pianta appartenente alla famiglia delle Leguminose. La pianta del fagiolo è originaria dell'America centrale e del Messico. Venne poi importata in Europa dai conquistadores, dopo la scoperta delle Americhe.

Esistono anche testimonianze di fagioli nell’antico Egitto, Grecia e Roma. In passato i fagioli erano considerati il cibo dei poveri, a causa del loro costo basso e della facile reperibilità. Nel Medioevo costituivano l’alimento base della popolazione. Esistono moltissime varietà di fagioli, fino a 500, di cui però sono una sessantina commestibili.

I fagioli si distinguono per forma e colore.  Ne esistono di tutti tipi: grandi, piccoli, rotondi o schiacciati; bianchi, neri, rossi o striati. Le varietà più comuni sono: borlotti, cannellini, dell’occhio, messicani, di Spagna, Lima etc. Le varietà orientali sono i fagioli rossi, o azuki, quelli neri e i mung.

I fagioli buoni a tavola, buoni con il colesterolo

Dal punto di vista nutrizionale, i fagioli sono composti principalmente da carboidrati (48%), a seguire da proteine (24,5%), fibra (14,50%), acqua (10%) e pochi grassi (3%). Molto ricchi in minerali, soprattutto sodio, potassio, ferro, fosforo, manganese, calcio, zinco e selenio. I fagioli contengono vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5 e B6) e inoltre vitamina E, K, J e vitamina PP. Tra gli aminoacidi molti di quelli essenziali. Per assimilarli è consigliato il consumo di fagioli in associazione ai cereali, ottima la classica pasta e fagioli. Le fibre in essi contenute stimolano l’attività intestinale, donando un senso di sazietà che limita le abbuffate di cibo. Per questi motivi i fagioli, pure avendo un buon contenuto calorico (300kcal/100g), sono utili in caso di dieta. Inoltre, i fagioli riducono i livelli di colesterolo, trigliceridi e glucosio.

Come cucinare i fagioli

In commercio si trovano fagioli freschi o secchi, oppure in scatola o surgelati. I fagioli freschi vanno prima sgranati e cucinati subito dopo, oppure congelati. I fagioli secchi, invece, richiedono prima una fase di ammollo e poi un tempo di cottura lungo. In primo luogo, i fagioli secchi vanno lavati accuratamente. Quindi devono essere lasciati in ammollo in abbondante acqua fredda, fino al raddoppio del loro volume. I tempi di ammollo variano in base alla tipologia di fagiolo, fino a 24 ore. Dopodiché, vanno bolliti.

Evitare il gas provocato dai fagioli

Anche i tempi di bollitura dipendono in base alla tipologia di fagiolo. La salatura è consigliata dopo la cottura, poiché si indurisce la pellicina che avvolge i fagioli. Per evitare la classica produzione di gas nella pancia provocato dai fagioli, si consiglia di cuocerli con un pezzetto di ¾ centimetri di alga kombu.


Richiedi una consulenza su questo argomento, con un click!

Titolo