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arterie coronarie sono i vasi sanguigni che hanno il compito di trasportare il sangue al miocardio che rappresenta uno dei tessuti più irrorati dall'organismo e per questo necessita del 5% dell'intera gittata cardiaca. Il flusso di sangue maggiore arriva al miocardio quando si è nella fase diastolica (quando il muscolo cardiaco si rilassa), perché durante la fase sistolica (contrazione) i vasi coronarici vengono compressi dal muscolo in cui sono immerse, limitando quindi l'afflusso di sangue.

Cosa sono le coronarie o cardiopatie coronariche

Le arterie coronarie sono i vasi sanguigni che hanno il compito di trasportare il sangue al miocardio che rappresenta uno dei tessuti più irrorati dall'organismo e per questo necessita del 5% dell'intera gittata cardiaca (volume di sangue espulso in un minuto).

Il flusso di sangue maggiore arriva al miocardio quando si è nella fase diastolica (quando il muscolo cardiaco si rilassa), perché durante la fase sistolica (contrazione) i vasi coronarici vengono compressi dal muscolo in cui sono immerse, limitando quindi l'afflusso di sangue. Inoltre, quando si è sotto sforzo, il cuore necessita di più ossigeno e le coronarie si devono dilatare per poterne trasportare una quantità maggiore.

Le coronaropatie (malattie che riducono l'apporto di sangue e ossigeno al cuore) compromettono l'irrorazione del miocardio e possono portare a insufficienza coronarica cronica (permanente nel tempo), angina pectoris, o infarto miocardico dovuti alla morte dei tessuti non sufficientemente irrorati.

Cause delle coronarie o cardiopatie coronariche

La cardiopatia coronarica è causata del restringimento od ostruzione delle arterie coronarie che non riescono più ad irrorare il cuore in modo adeguato. Nei casi più gravi possono manifestarsi angina pectoris (dolore al torace causato dalla carenza di ossigeno al cuore) o infarto del miocardio (necrosi di una porzione di cuore a causa dell'assenza di circolazione sanguigna in quella zona).

Nel 95% dei casi, la cardiopatia coronarica è causata dall'ateriosclerosi che produce placche costituite da accumulo di grasso e tessuto connettivo che le rende fibrose, sulle pareti interne delle arterie.

Il rischio di cardiopatia coronarica aumenta in presenza di colesterolo “cattivo”, pressione alta, fumo, diabete e disturbi ereditari, dovuti anche a una dieta troppo ricca di grassi, problemi di circolazione, problemi di fegato o colon congestionati e lesioni spinali.

Una dieta poco equilibrata e la difficoltà ad assimilare i cibi causano troppe tossine che non vengono espulse in modo efficiente da fegato e colon. Quando sono presenti lesioni spinali e colon congestionato, la circolazione sanguigna non funziona correttamente e può causare la formazione di placche nelle arterie coronarie.

Il primo provvedimento da prendere per evitare il rischio di formazione di placche è l'eliminazione di cibi che causano colesterolo “cattivo”, come le carni rosse, i fritti e i grassi animali.

Si dovrebbe cercare di migliorare la circolazione sanguigna in modo da migliorare il funzionamento del colon che dovrebbe essere aiutato anche con un lavaggio interno (come l'idrocolon) per eliminare le tossine.

Sintomi delle coronoarie o cardiopatie coronariche

I sintomi delle cardiopatie coronariche si manifestano quando le funzioni del miocardio sono alterate.

Si possono avvertire dolori momentanei (angina pectoris) o prolungati che in questo caso possono indicare la possibile morte del tessuto che dovrebbe essere irrorato dall'arteria coronaria che non porta abbastanza flusso di sangue (si ha l'infarto del miocardio).

Altri sintomi sono l'aritmia (battito cardiaco irregolare), sensazione di nausea, respirazione difficoltosa e intropidimento a braccia e spalle.

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